La città ideale

Il modello del Museo

Dopo Filarete che progetta Sforzinda, una città ideale in onore di Francesco Sforza, anche Leonardo è affascinato dall'idea di pianificare una città come un organismo formalmente compiuto. Le vie d'acqua sono importanti quanto le strade ma

a volere che questa cosa abbia effetto [...] è necessario eleggere sito accomodato come porsi vicino ad un fiume il quale ti dia i canali.

Il problema di Milano è la mancanza di un grande fiume con portata costante come il Ticino. Leonardo lo indica nei suoi progetti, pensando forse a un ruolo nuovo per Vigevano, città cara a Ludovico il Moro.

Per evitare le violente piene del fiume, Leonardo colloca la sua città a una certa distanza collegata tramite un "canale maggiore", dotato di una conca:

quando serri la porta l'acqua empie la conca e le navi basse s'alzano e tornano allo universal piano della città.

Il complesso reticolo di canali disegnato da Leonardo rappresenta un sistema circolatorio indipendente dalla rete stradale. Le strade sono articolate su due livelli, distinti l'uno dall'altro.

Per le strade alte non de' andare carri [...] anzi, sia solamente per li gentili uomini; per le basse devono andare carri ed altre some ad uso e comoditą del popolo. [...] Per le vie sotterranee si de' votare destri (i bagni), stalle e simili cose fetide.

A causa della pestilenza che colpisce Milano nel 1484, Leonardo dą grande importanza a pulizia e igiene: progetta palazzi porticati e ampie strade in cui l'aria possa circolare liberamente, e annota

ancora sarą comoditą di lavare spesso la cittą [...]. E questo si vorrebbe fare ogni anno una volta

consapevole del ruolo per Milano dell'asciutta dei navigli.
Manoscritto B f. 36
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