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Andrea
Pisano (sec. XIV). Dedalo
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Libro
delle montagne e dei mari (sec. XVII). Un abitante di
Ki Kouang sul suo carro volante.
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Leonardo
da Vinci. Ornitottero con pilota in posizione distesa
(Cod. B, c. 79 r)
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Leonardo
da Vinci. La navicella volante (Codice Atlantico, c. 860
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La
navicella volante nella ricostruzione del Museo della
Scienza e della Tecnologia
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Il
sogno di volare accompagna fin dall'antichità
la storia dell'uomo.
A partire dal celebre mito di Dedalo e Icaro, i racconti
e le cronache registrano diversi tentativi - di solito falliti
- compiuti da temerari sperimentatori: Svetonio ricorda ad
esempio il caso dell'attore romano che nel 60 d.C.
muore effettuando un lancio durante una festa organizzata
da Nerone per celebrare l'eternità dell'Impero. A loro
volta cronache quattrocentesche riferiscono il caso del più
fortunato Giovanni Battista Danti che, nel tentativo
di sorvolare la Piazza Grande di Perugia, finisce sul tetto
di una chiesa vicina e riesce a cavarsela.
A
fianco di questi episodi, che hanno probabilmente una base
storica, molti altri sono del tutto leggendari: dai
carri volanti che la tradizione cinese vuole guidati dagli
abitanti del favoloso regno di Ki Kouang alla macchina sognata
nel XIII secolo dal monaco inglese Ruggero Bacone, munita
di ali battenti "come se si trattasse di un uccello che
vola".
Fin
dall'inizio quindi il volo umano è concepito come una
imitazione di quello naturale degli uccelli, che si cerca
di riprodurre nel modo più semplice - utilizzando una
coppia di ali direttamente attaccate alle spalle o
alle braccia del pilota - oppure ricreando artificialmente
l'uccello, ossia elaborando una vera e propria macchina volante,
munita di ali battenti.
Anche Leonardo all'inizio dei suoi studi segue questa stessa
linea di ricerca, ma a differenza di contemporanei e predecessori
affronta il problema in un'ottica rigorosamente tecnico-scientifica,
supportata da un principio fisico basilare: l'aria
è comprimibile ed esercita quindi una resistenza in
grado di sostenere un corpo. Su questo sostrato si innestano
i numerosi disegni di ornitotteri - ossia di macchine volanti
che si sforzano di imitare la struttura
ed il comportamento degli uccelli - in cui l'artista analizza
con pari attenzione sia la forma e il funzionamento dell'ala
che la dinamica dell'apparato motore.
Quest'ultimo è quasi sempre azionato direttamente dal
pilota, che per produrre quanta più energia
possibile, mette in gioco, oltre al proprio peso, l'azione
dei muscoli più diversi: quelli di gambe, braccia,
dorso e perfino della testa.
Quanto
all'ala, dopo svariate ricerche e probabilmente anche
sperimentazioni, Leonardo sembra orientarsi verso un tipo
che richiama quella del pipistrello e che realizza con un'ossatura
in canna ricoperta da un rivestimento
continuo e compatto.
Una delle sintesi più affascinanti di tutti questi
studi è la cosiddetta navicella volante, costituita
da una cabina di pilotaggio a forma di imbarcazione, in cui
il pilota può stare in piedi o seduto, munita di una
coppia di grandi ali tipo-pipistrello e di una enorme coda.
Un meccanismo a viti e madreviti, cui sono collegate
le radici delle ali, provvede al loro azionamento, alleviando
contemporaneamente la fatica dell'equipaggio, che in questo
caso - dato il peso e le dimensioni della macchina - è
presumibile debba essere costituito da più di una persona.
La presenza della coda, caso unico in tutto il corpus dei
disegni vinciani, non è di facile interpretazione:
suo compito è probabilmente quello di favorire la stabilità
del volo, in particolare durante la fase di atterraggio, e
forse addirittura di fungere da timone.
Benché gli studi sulle macchine volanti si concentrino
soprattutto negli anni del primo soggiorno milanese - dal
1482 al 1499 - tuttavia l'interesse di Leonardo per il volo
si estende fino ad abbracciare l'intero arco della sua esistenza.
La sua indagine si amplia progressivamente nel corso del tempo
ed egli affiancherà al tentativo di riprodurre
mimeticamente la struttura e la dinamica degli uccelli, lo
studio dei principi fisici che ne regolano il volo, in un'ottica
omni-comprensiva. La lunga strada verso la realizzazione dell'antico
sogno del volo umano sarà quindi ancora molto
lunga.
in
collaborazione con Apogeo
Editore
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