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L'ambiente non È solo una bandiera

L'oggetto e la sua storia

La bandiera, come un segnalibro, ci riporta quasi all'inizio di questa vicenda. La sua storia è legata infatti ad una delle prime missioni del progetto EPICA, realizzata nell'estate australe del 1993 nell'ambito della IX Spedizione Italiana in Antartide.


La missione era una traversa esplorativa verso l'interno del continente antartico, con partenza dalla base francese di Dumont D'Urville, sulla costa, fino alla località Dome Concordia, distante 1114 km, sull'altipiano, dove eseguire ricerche.
La finalità era sia logistica che scientifica: da un lato si trattava di provare i mezzi e gli equipaggiamenti e di scegliere e segnalare il percorso tra la base e la destinazione; dall'altro bisognava determinare le esatte coordinate del domo topografico (Dome C) e analizzare il territorio per individuare il luogo adatto allo sviluppo del programma di carotaggio e alla installazione prima del campo e poi della base. Per i rilievi scientifici, nei mesi precedenti, era stata progettata e realizzata un'apposita apparecchiatura radar.

equipaggio italo-francese pianta le bandiere presso Dome Concordia

L'equipaggio italo-francese pianta le bandiere presso la località Dome Concordia

L'equipaggio italo-francese era composto da sei persone: Patrice Godon, capo traversa; Patrick Delay, meccanico capo; Alain Pierre, navigatore e tecnico comunicazioni; Alain Souriel, meccanico; Christian Vincent, glaciologo; Ignazio Tabacco, geofisico, responsabile scientifico.
La traversa inizia il 10 novembre 1993. Il viaggio è rallentato e messo a rischio da incidenti e inconvenienti tecnici occorsi a diverse parti del convoglio, composto da tre mezzi cingolati che trainano sei slitte, un modulo con le attrezzature scientifiche e un modulo abitativo.
La bandiera viene realizzata il 24 novembre, quando ormai il convoglio è in prossimità dell'area stabilita, in previsione delle foto di rito per suggellare un successo esplorativo mancato a precedenti missioni.
L'equipaggio è provvisto di due bandiere francesi ma nessuna italiana, perciò il bianco e rosso di una delle bandiere francesi viene unito a un panno verde di recupero per imbastire il tricolore mancante. Da questo espediente nasce lo strano aspetto del cimelio.

Dopo 14 giorni e 16 ore di traversa il convoglio raggiunge effettivamente la località Dome Concordia e l'equipaggio italo-francese pianta le bandiere.
L'obiettivo logistico è pienamente conseguito. Di lì a poco si presenta invece un grave problema sul versante scientifico per i danni irreparabili alla strumentazione radar causati dalle forti sollecitazioni durante il trasporto.
Le misure topografiche e geofisiche, completate in una successiva spedizione nel '95, unite all'analisi di dati preesistenti, permettono di rispondere agli obiettivi generali dello studio consentendo di determinare le caratteristiche del sito adatto alle perforazioni. La traversa si conclude il 18 dicembre con il rientro del gruppo e di parte dei mezzi alla base di partenza.

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Dopo 14 giorni e 16 ore di traversa il convoglio raggiunge effettivamente la località Dome Concordia e l'equipaggio italo-francese pianta le bandiere.


Dopo quella spedizione, la bandiera italiana resta alla base francese di Dumont d'Urville.
Molte altre traverse seguono quella del '93 e Ignazio Tabacco, il responsabile scientifico di quella missione pionieristica, torna sei volte in Antartide per finalità connesse al progetto EPICA. Al ritorno da una di queste spedizioni la bandiera torna a lui e rimane per sette anni sotto la sua custodia.
Divenuto membro del Comitato Scientifico del Dipartimento Energia del Museo, il Prof. Tabacco decide, insieme alla sua famiglia, di dare la bandiera a questo ente.

Una bandiera misteriosa

una bandiera misteriosa

Segui il percorso a tappe con video, mappe, testimonianze audio e foto per scoprire i dettagli sulla storia della bandiera e sull'impresa scientifica - entra

Approfondimenti e fonti

IX Spedizione Italiana in Antartide

PNRA, Rapporto sulla Campagna Antartica Estate Australe 1993-94, introduzione, cap. 2° (pagg. 65-66), cap. 2a.4 (pagg. 85-98), cap. 5.8 (pag. 367).
Il documento è scaricabile da www.pnra.it

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