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Camera di Wilson, detta anche camera a nebbia | anni '40

Le camere a nebbia hanno permesso di indagare le caratteristiche e la composizione della materia. Sono contenitori ermetici pieni di aria satura di vapore acqueo. Quando una particella li attraversa, gli atomi si ionizzano e il vapore si raccoglie formando minuscole goccioline. Da qui si osserva la traiettoria della particella e si ottengono informazioni sulla sua natura.

Camera di Wilson, detta anche camera a nebbia

Il fisico scozzese Charles Thomson Rees Wilson realizza la prima camera a nebbia nel 1911 e vince il premio Nobel nel 1927.
Negli anni Trenta Giuseppe Occhialini (1907-1993) riesce a rendere ancora più efficaci questi strumenti.
Tra i massimi esponenti della fisica atomica del XX secolo, Occhialini sfiora il premio Nobel in due occasioni. Una con la scoperta delle coppie elettrone-positrone (1932), prima conferma dell’esistenza dell’antimateria; l’altra con la scoperta del mesone pi-greco (1947), responsabile della stabilità del nucleo dell’atomo.


Nel 1952 Occhialini diventa Professore di Fisica Superiore all’Università degli Studi di Milano, da dove proviene la macchina qui esposta. Grazie a lui, l’Italia raggiunge una posizione di eccellenza internazionale nei campi dell’Astrofisica delle alte energie e dell’Astronomia a Raggi X e Raggi Gamma.



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