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Geo Chavez e la trasvolata delle Alpi

Le giornate di Briga

Geo Chávez a bordo della vettura dell'aviatore Louis Paulhan

Geo Chávez a bordo della vettura dell'aviatore Louis Paulhan durante l'ultima ricognizione sul Sempione prima partenza per la trasvolata delle Alpi (23 settembre 1910, h 12.00 circa).
Archivio Storico Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia

Domenica, 18 settembre 1910

Giornata persa. Dal campo d'aviazione, preparato sull'altipiano di Ried Brig non resta che ammirare le scure balze dell'opposto Glishorn e la valle profonda della Saltina. Tanto oggi non si vola.

Lunedì, 19 settembre 1910

Il tempo è incerto, ma le notizie che giungono dal Sempione sembrano rassicurare Chavez, alto sul suo seggiolino, la persona esposta all'umore bizzarro dell'autunno alpino. Il barometro è lì nel suo astuccio, la bussola c'è, così pure la carta. Chavez leva l'accensione, poi dà l'ordine che si rimetta in moto l'elica. Lotta duramente contro il vento; si abbassa, ha dei guizzi improvvisi, ma avanza. È già a 2400 metri di altezza e sembra aver partita vinta, quando un colpo violentissimo d'aria lo schiaccia verso il basso. L'apparecchio s'inclina tutto, volge verso sinistra, poi riprende la strada del ritorno e con un ampio volo planè ritorna al punto di partenza. Mentre Chavez riappare su Briga, si alza Weymann. L'entusiasmo del pubblico va alle stelle. Ma dura poco, perché il Farman, cinque minuti dopo, riprende terra.

Geo Chavez in partenza da Briga 23 settembre 1910

Geo Chavez in partenza da Briga venerdì 23 settembre 1910.
Archivio Storico Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia

Martedì, 20 settembre 1910

Tempo pessimo. Piove, tira vento e vi è molta nebbia. Ogni partenza è rinviata a mezzogiorno. Il maltempo continua poi tutto il giorno e impedisce ogni tentativo.

Mercoledì, 21 settembre 1910

Un'altra giornata persa. I bollettini meteorologici si rincorrono come monelli in vena di scherzare e tengono in allarme per tutto il giorno aviatori e organizzatori. Il Monscera è coperto di nubi e flagellato di raffiche di vento. Al Sempione si registrano quattro gradi sotto zero: i fianchi delle montagne sono incipriati della prima neve, scesa durante la notte; le cascatelle d'acqua tracciano righe d'argento sulle rocce. Tutti pensano che la traversata delle Alpi quest'anno non si farà più. Ma Chavez no.


Cronache tratte dal "Corriere della Sera" 18, 19, 20, 21 settembre 1910



Il sorvolo

Venerdì, 23 settembre 1910

Sul versante Nord la calma è quasi perfetta per volare. Chavez vorrebbe partire, ma un forte vento domina il versante Sud. Sale in macchina per un ultimo sopralluogo: si guarda intorno, studia i venti del Passo e osserva il campo di atterraggio di fortuna ad Ospizio. Paulhan, il pilota, rientrando dalla sua esplorazione racconta che al Monscera la situazione è ideale, ma sul passo e sulle cime del Fletschhorn il vento è troppo forte.
Chavez decide egualmente di partire.

Segui il racconto della Trasvolata cliccando sulle bandierine e gli aeroplanini. Ovviamente si parte dalla Svizzera!


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