header Approfondimenti

Geo Chavez e la trasvolata delle Alpi

I velivoli

La replica del 1909 del Blériot XI

La replica del 1909 del Blériot XI esposto al Museo nella sezione Trasporti Aerei.
Archivio Storico Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia

Antoinette
La difficile manutenzione dei velivoli richiedeva la presenza di ben 15 meccanici. Per le manifestazioni milanesi la squadra aveva deciso di montare eliche in legno, sostituite a quelle metalliche che spesso si spezzavano all'atterraggio. I velivoli di Thomas e di de Robillard montavano motori Antoinette 8 cilindri a V, mentre Kueller aveva preferito il motore ENV più stretto ed aerodinamico.

Blériot
In gara erano iscritti sette velivoli monoplani Blériot che differivano per alcune personalizzazioni volute dai piloti. Tutti presentavano il motore rotativo Gnome protetto da una lamiera di capottatura per parare gli spruzzi di olio e garantire maggiore aerodinamicità. Aubrun, Simon, Paillette e Wiencziers formavano la squadra di casa, mentre Cattaneo, Tyck e Legagneux erano indipendenti.

Farman
Il gruppo di biplani Henri Farman era costituito da sette velivoli. Paulhan aveva modificato i piani di coda e i timoni, Fischer le estremità del piano alare superiore per ottenere grande stabilità trasversale. Il Farman di Weyman era stato alleggerito nella cellula diventando un vero arrampicatore delle Alpi. Ruggerone e Barra pilotavano dei Farman standard.

Voisin
Il reparto corse della Voisin era costituito dai piloti Metrot, Paul e Bregi, che disponevano di velivoli modificati nei piani di coda semplificati, mentre Bielovucich pilotava un vecchio modello "tipo Bordeaux" con cui aveva già vinto la Parigi-Bordeaux.

Altri
Gli altri apparecchi presenti, come il monoplano Santos Dumont Demoiselle di Audemars, il biplano Sommer di Tetard e il monoplano Hanriot di Pizzagalli rappresentavano un elemento di curiosità ma non apportavano alcuna novità tecnica.

Blériot XI | Replica | Anno 1909

L'aereo francese Blériot XI fu il monoplano più rappresentativo del periodo pionieristico. Divenne famoso per la trasvolata della Manica nel 1909, con motore italiano Anzani da 25 HP, per le affermazioni sportive, nonché per le doti di robustezza, praticità e facilità di pilotaggio che lo resero diffusissimo.
Su questo aereo il Capitano Piazza compì le prime azioni di guerra nella storia del volo durante la campagna libica tra il 1911 e il 1912.
Nel 1912 il Blériot XI fu incluso fra i tipi scelti per la riorganizzazione dell'Aeronautica Italiana: nell'anno successivo la SIT di Torino consegnò 33 esemplari nella versione biposto, costruiti su licenza, a cui ne seguirono altri nel 1915. All'entrata in guerra l'aviazione italiana disponeva di 6 squadriglie dotate del monoplano Blériot.
L'aereo supportava vari tipi di motore, il più comune dei quali può essere ritenuto il rotativo Gnome da 50 HP.

Il circuito aereo internazionale di Milano e traversata delle Alpi

gallery Fotografica
Facebook

Seguici su Facebook

Youtube

Seguici su Youtube

Gallery fotografiche

Gallery fotografiche

Twitter

Seguici su Twitter

TripAdvisorCommenta su TripAdvisor Audio

Sezione Audio