Televisione in bianco e nero UndaRadio, uno dei primi televisori venduti in Italia negli anni '50.
Nel gennaio del 1954, dopo anni di sperimentazione, in Italia venne inaugurato il servizio regolare di televisione, anche se il segnale arrivò a coprire tutto il territorio nazionale solo all’inizio del 1957. Se usassimo la terminologia di oggi potremmo dire che la piattaforma televisiva con cui venne inaugurato il servizio televisivo italiano prevedeva uno standard con le seguenti caratteristiche:
a. tipo di segnale: bianco&nero, definizione 625 linee a 25 quadri/secondo
b. codifica segnale: analogica
c. modulazione segnale: portante video modulata in ampiezza (AM), portante audio modulata in frequenza (FM)
d. trasmissione segnale: via radio con trasmissioni da antenne terrestri, banda di frequenza VHF
Quindi, quella che gli italiani all’epoca chiamavano semplicemente televisione, oggi la potremmo chiamare Televisione Analogica Terrestre in bianco&nero (TAT/B&N). Come sappiamo, nei primi anni di servizio televisivo, acquistando un televisore e collegandolo ad un’antenna posta solitamente sul proprio tetto, gli italiani potevano ricevere il Programma Nazionale (oggi Rai Uno) trasmesso dalla Rai sulle frequenze VHF.

Quella che gli italiani all’epoca chiamavano semplicemente televisione, oggi la potremmo chiamare Televisione Analogica Terrestre in bianco&nero (TAT/B&N)
La situazione sopra descritta durò per sette anni, fino al novembre 1961, quando venne inaugurato un secondo canale nazionale (oggi Rai Due) e perciò indicheremo così il primo stadio (o passaggio) della storia della televisione italiana:

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