La Fondazione A. Beltrami: un'importante donazione

Strumento per la misura del vuoto

Parte di Impianto per il Vuoto, 1920 (post) - 1930 (ante). Fondazione Aurelio Beltrami.

Questo oggetto, risalente presumibilmente agli anni Venti del secolo scorso, veniva utilizzato nel Laboratorio di Tecnologie del Vuoto all'Istituto Radiotecnico Aurelio Beltrami.


Nel laboratorio studenti e professori studiavano e sperimentavano i problemi legati alla produzione del vuoto, condizione necessaria per il funzionamento delle valvole elettroniche. Quello acquisito dalla Fondazione Beltrami è soltanto una porzione dell'intero impianto per il vuoto. A monte di questa porzione veniva, infatti, collegata una pompa di Gaede (mancante), mentre a valle era collegata la camera dove praticare il vuoto. La presenza di due elettrodi nel tubo orizzontale, al centro del circuito, ci indica che la porzione di impianto acquisita, molto probabilmente, serviva a misurare il grado di vuoto raggiunto dall'impianto. Infatti, sappiamo che collegando un rocchetto di induzione ai due elettrodi è possibile generare scariche elettriche che, a seconda del grado di vuoto presente, cambiano le proprie caratteristiche (colore e forma). Nell'aria a pressione ordinaria (1 atm) la scarica ha di solito l'aspetto di scintilla.



Vi è una storia molto affascinante legata a questo impianto per il vuoto. Negli anni Venti, l'ingegner Beltrami ottenne il brevetto per una tecnica (di sua invenzione) per la rigenerazione delle valvole elettroniche.


Particolare di Parte di Impianto per il Vuoto.


Si manifesta con una luminosità bianca vivissima e con uno scoppio prodotto dall'aria improvvisamente e violentemente spostata. Diminuendo la pressione, la scintilla diviene rosea, aumenta di estensione e assume contorni sfumati, tanto che a una rarefazione sufficiente (0,1 atm) occupa interamente il tubo. Continuando la rarefazione, presso l'elettrodo negativo (o catodo) la luce diviene azzurro violacea e tra la luce azzurrognola e la luce rosea si forma uno spazio di luminosità assai scarsa che prende il nome di spazio oscuro di Faraday (0,01 atm). Rarefacendo ancora, il bagliore si amplifica, e lo spazio oscuro cresce anch'esso; inoltre la luce negativa si differenzia in un piccolo strato aderente al catodo, di colore giallo-oro, e in una parte più lontana che ha ancora l'aspetto del primitivo bagliore; tra le due parti è una regione oscura detta spazio oscuro di Crookes (0,001 atm). Osservando la forma e il colore della scarica elettrica nel tubo con gli elettrodi era dunque possibile ricavare il grado di vuoto raggiunto dall'impianto.


Storie di vita vissuta


Una valvola rigenerata. Nell'immagine dell'oggetto è ben visibile l'etichetta con la scritta Rigenerata in Via Cappuccio 2/ Brevetti Ing. A. Beltrami.

Vi è una storia molto affascinante legata a questo impianto per il vuoto. Negli anni Venti, l'ingegner Beltrami ottenne il brevetto per una tecnica (di sua invenzione) per la rigenerazione delle valvole elettroniche. Le valvole elettroniche, inventate nei primi anni del Novecento (1903 diodo, 1907 triodo), solo dagli anni Venti iniziavano ad essere utilizzate massiciamente nei radioricevitori come dispositivi di amplificazione e di rivelazione. Questi dispositivi spesso erano soggetti a malfunzionamenti o rotture, dovuti soprattutto all'usura. La tecnica di rigenerazione inventata da Beltrami permetteva di allungare la vita di questi dispositivi. La tecnica di "Rigenerazione Brevetti Beltrami" prevedeva di praticare una o più aperture sul bulbo in vetro della valvola, procedere alla saldatura o alla sostituzione delle parti elettriche all'interno del bulbo (filamenti, griglie o anodi) per poi concludere il lavoro ripraticando il vuoto e saldando a caldo il vetro del bulbo. Per l'ultima operazione veniva utilizzato proprio l'impianto per vuoto che il Museo ha recentemente acquisito. Dopo diversi giorni di ricerca siamo riusciti a trovare, tra le decine di centinaia di valvole elettroniche conservate al Museo, proprio una valvola rigenerata con questa tecnica all'Istituto Beltrami. Nell'immagine dell'oggetto è ben visibile l'etichetta con la scritta Rigenerata in Via Cappuccio 2/ Brevetti Ing. A. Beltrami.


Dati tecnici

Nome: Parte di Impianto per il Vuoto
Datazione: 1920 (post) - 1930 (ante)
Numero inventario: 12597
Donazione: Fondazione Aurelio Beltrami

Crediti

Le foto degli oggetti sono di Moira Ricci

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