Il giuramento di Pontida di Giuseppe Mazza

Nel XIX secolo gli artisti italiani affrontano spesso il tema storico in chiave politica. Non essendo possibile trattare apertamente questioni antiaustriache si sceglie di adottare l'espediente della rievocazione di episodi del passato per creare paralleli con la storia contemporanea. Molto significativo è il richiamo al Medioevo attraverso scene in costume ed enfasi drammatiche dei soggetti con il preciso intento di trasmettere un sentimento che portasse all'affermazione delle identità nazionali.

Autoritratto
1850
olio su tavola
cm 30,5x23,5
Firma in basso al centro "G. Mazza 1850"
Coll. Mazza, inv. 8488

Il Mazza e il Risorgimento

Giuseppe Mazza nasce a Milano il 13 settembre 1817. Dopo la formazione ricevuta all'Accademia di Brera durante gli anni Trenta del XIX secolo, si afferma come pittore di scuola romantica seguendo l'insegnamento di Francesco Hayez. Nel 1848 prende parte alla campagna patriottica della città di Milano durante l'invasione dei soldati austriaci del maresciallo Joseph Radetzky. Il Mazza partecipa in compagnia del padre Carlo, del fratello Salvatore e degli amici Luciano Manara e Augusto Anfossi, aiutando ad erigere barricate per bloccare il nemico contribuendo alacremente alla loro difesa. Il 18 marzo la lotta si accende diffondendosi con rapidità, dando origine alle gloriose "Cinque giornate" che si concludono vittoriosamente il 22 marzo con la conquista di Porta Tosa e l'apertura di un collegamento con il resto della Lombardia. Radetzky, in difficoltà a causa dagli sbarramenti innalzati, si sente costretto ad evacuare la capitale lombarda. Nel 1859 i due fratelli Mazza prendono parte anche alle battaglie della Seconda Guerra d'Indipendenza. Durante la sua carriera di artista, Giuseppe Mazza partecipa a numerose esposizioni ricorrendo spesso al tema storico. In molti suoi dipinti, caratterizzati dal misurato realismo della scuola lombarda, si avverte una vicinanza alla maniera dei fratelli Induno. Muore a Milano il 14 febbraio 1884.


L'opera rappresenta l'alleanza avvenuta nella primavera del 1167 tra alcuni Comuni lombardi costretti a subire pesanti sacrifici durante un angoscioso periodo di servaggio, spoliazioni e offese in cui la libera indipendenza dei territori italiani era fortemente minacciata


Il giuramento di Pontida
1851
Olio su tela, cm. 170 x 230
Firma in basso a sinistra "G. Mazza 1851"
Coll. Mazza, inv. 8469

Il soggetto

L'opera rappresenta l'alleanza avvenuta nella primavera del 1167 tra alcuni Comuni lombardi costretti a subire pesanti sacrifici durante un angoscioso periodo di servaggio, spoliazioni e offese in cui la libera indipendenza dei territori italiani era fortemente minacciata. Messe da parte le reciproche rivalità i Comuni si uniscono giurandosi fedeltà e aiuto reciproci nella lotta che li oppone alla milizia imperiale di Federico Barbarossa. La coalizione è conosciuta come Lega Lombarda ed è presieduta da Papa Alessandro III. Inizialmente si promettono sostegno reciproco i consoli di Cremona, Bergamo, Mantova e Brescia e, affiancati da Ferrara, si impegnano a riedificare la città di Milano. È probabile che poco tempo dopo i milanesi prestassero giuramento su alcuni accordi che vengono ricordati con il nome di «giuramento di Pontida» perché, secondo la tradizione, il fatto si svolge nel comune di Pontida situato in Valle San Martino nei pressi di Bergamo. Nessun documento dell'epoca fa riferimento all'abbazia 1 ed è legittimo domandarsi se il giuramento a Pontida sia mai avvenuto dal momento in cui il fatto è attestato soltanto in un periodo successivo 2. Alla fine dell'anno l'alleanza coinvolge anche altre città dell'Italia settentrionale espandendosi verso Est e con il 1168 la Lega si estende verso Ovest, mentre una decina d'anni dopo, nel 1176, con la Battaglia di Legnano, si decreta la sconfitta del Barbarossa.


Pittura e impegno politico

L'impegno politico e la vena patriottica di Giuseppe Mazza sono espressi nel Il giuramento di Pontida che, cronologicamente, si pone tra le due campagne risorgimentali del 1848 e del 1859. Il soggetto è ispirato dai versi del poemetto di Giovanni Berchet scritto nel 1829, esule a Londra. La scelta dell'episodio storico offre a Giuseppe Mazza e ai pittori di epoca la metafora adatta a comunicare ai contemporanei ideali e speranze, un invito al popolo italiano a non arrendersi al nemico oppressore con l'intenzione e la speranza di persuadere i più indecisi sulla possibilità di un'unità nazionale, incitando i propri contemporanei a unirsi nella lotta contro gli austriaci, così come secoli prima avevano fatto le città che costituirono la Lega lombarda nella lotta contro il Barbarossa. L'artista affronta un tema noto alla cultura musicale, letteraria e figurativa dell'Ottocento italiano celebrando un passato leggendario che è possibile rileggere in chiave risorgimentale. L'universalità del messaggio del giuramento di Pontida rispecchia lo spirito dell'epoca, celebra ed acclama l'amore per la patria e mostra un atteggiamento ribelle, dal forte contenuto morale e civile. È necessario tenere presente l'importante ruolo che durante il periodo risorgimentale giocarono gli intellettuali affinché si formasse un'opinione pubblica innovatrice, promotrice del principio di nazionalità, che avrebbe dovuto condurre ad una pacifica comunità di nazioni libere.


L'universalità del messaggio del giuramento di Pontida rispecchia lo spirito dell'epoca, celebra ed acclama l'amore per la patria e mostra un atteggiamento ribelle, dal forte contenuto morale e civile


Il giuramento di Pontida oltre il Risorgimento

Il tema del giuramento di Pontida, strettamente legato alla battaglia di Legnano, viene spesso rievocato senza una precisa contestualizzazione storica, come momento di lotta e di vittoria contro l'invasore 3. Lo sfruttamento propagandistico del tema raggiunge il culmine durante il periodo risorgimentale e soltanto in seguito all'Unità d'Italia il mito comincia a tramontare. Durante lo stesso periodo, in Germania i nazionalisti si preoccupano di difendere la figura dell'imperatore Federico I e continuano a divulgarla anche in un secondo periodo nominando «operazione Barbarossa» l'invasione dell'Unione Sovietica del 22 giugno 1941. L'Italia della Grande Guerra si preoccupa di sostenere la battaglia di Legnano come modello di scontro decisivo del paese contro il nemico e soltanto con l'avvento della Seconda guerra mondiale si decide di recuperare la tradizione romana, fino al 1943 quando a fianco degli Alleati il tema di Legnano torna a calzare. È recente la ripresa di Pontida, in chiave opposta a quella che aveva animato le battaglie risorgimentali, da parte di un partito dai forti connotati antiunitari come la Lega Nord, compatta nel percorso di affrancamento dal centralismo romano. Il tema del giuramento di Pontida può essere interpretato in modo differente a seconda del periodo storico, dell'ideologia politica e del messaggio che si ha l'intenzione di trasmettere. Si presta facilmente a strumentalizzazioni perché è difficile attribuirgli un senso politico univoco, permettendo paralleli senza limiti e trasmettendo pensieri di volta in volta differenti.


Aldo Mazza
Autoritratto
1934
olio su tela
cm 100x70
Firma in basso a sinistra "A. Mazza 1934"
Coll. Mazza, inv. 8515

La storia espositiva

Il giuramento di Pontida viene realizzato nel 1851 e acquistato dal marchese Luigi Arconati. La commissione dell'opera giunge a Giuseppe Mazza grazie all'intermediazione del padre Carlo che, oltre a intrattenere rapporti di amicizia con il marchese, lavora per lui come amministratore. Viene esposta per la prima volta nel 1851 alla mostra della Società Promotrice delle Belle Arti di Torino. Circa sessant'anni dopo la morte di Giuseppe Mazza, nel 1942, il dipinto viene esposto alla Galleria d'Arte Moderna di Milano assieme a un gruppo consistente di opere sue e del fratello Salvatore. L'esposizione è fortemente voluta dal nipote Aldo Mazza, anch'egli pittore, noto a Milano grazie alla sua attività di umorista per le testate "Guerin Meschino" e "Il Secolo". In occasione della mostra vengono pubblicati un catalogo e un articolo sulla rivista "Milano", firmati da Giorgio Nicodemi 4. L'opera entra a far parte delle collezioni del Museo negli anni Settanta del Novecento in seguito a una generosa offerta dei coniugi Aldo Mazza e Paolina Farnesi.


Il tema del giuramento è l'elemento centrale della scena con i protagonisti rappresentati a figura intera che giurano sui Vangeli, mentre i monaci si dispongono attorno al gruppo centrale assistendo alla dichiarazione dei Comuni lombardi


Dettaglio de "Il giuramento di Pontida"

La descrizione

Il tema storico del riscatto italiano esalta l'idea di indipendenza e il sentimento di giustizia con una colta analogia storica. Attraverso l'atteggiamento retorico dei personaggi, l'artista lascia trasparire la sua formazione romantica e la sua vicinanza a Francesco Hayez. Mazza ambienta la scena in un austero edificio, identificato come la sala capitolare del convento benedettino di S. Giacomo. All'interno del monastero i delegati di un nucleo compatto di città giurano nel comune di Pontida situato a poco più di una dozzina di chilometri dal capoluogo orobico, dando avvio alla Lega Lombarda. Si avverte lo studio meticoloso dell'artista per ricreare l'ambiente della sala del capitolo collocata all'interno dell'abbazia che nel 1373 viene gravemente danneggiata da Bernabò Visconti. Il tema del giuramento è l'elemento centrale della scena con i protagonisti rappresentati a figura intera che giurano sui Vangeli, mentre i monaci si dispongono attorno al gruppo centrale assistendo alla dichiarazione dei Comuni lombardi. L'artista opera secondo una ricerca unitaria delle tinte, la scena è impostata in modo intimo ed è pervasa da un effetto di luce naturale ottenuta con l'utilizzo di toni bruni; le pose e la gestualità dei protagonisti sono solenni, l'enfasi dei personaggi è teatrale e lascia intendere la serietà del momento.


La soppressione del Monastero
1868
olio su tela
cm 84x120
Firma in basso a destra "G. Mazza"
Coll. Mazza, inv. 8472

La donazione Mazza al Museo

Nell'Archivio Storico del Museo sono conservate le missive che i consorti coniugi Mazza e Guido Ucelli, presidente e fondatore dell'Istituzione milanese, si scambiano a partire dal 1958 e fino al 1964, anno in cui entrambi i due uomini cessano di vivere. È la vedova a mantenere i rapporti con il Museo continuando il carteggio iniziato dal marito e dimostrando la volontà del defunto di voler lasciare all'ente un nucleo di opere dei tre pittori Mazza nonché alcuni lavori di artisti di Otto e Novecento. L'intento di Paolina è di conservare il ricordo della famiglia ricostruendo, presso il Museo, il nucleo della casa Mazza corredata di una collezione di quadri del marito Aldo e di suo nonno Giuseppe. Il 26 aprile 1972 il Museo registra l'ingresso di undici opere d'arte dalla vedova Mazza con la precisa disposizione di collocarle e trattenerle nei depositi. L'elenco annovera al primo posto Il giuramento di Pontida di Giuseppe Mazza. Paolina scrive testamento e muore a Varese il 20 dicembre 1974, legando al Museo tutto l'arredamento della sala da pranzo e i quadri che si trovano nell'appartamento di piazza Duse a Milano. Nel 1976 il Museo viene autorizzato ad accettare la donazione e un gruppo considerevole di opere entra a far parte delle collezioni. Molte di queste sono firmate da Giuseppe Mazza e in alcune ricorre il tema storico come nel Masaniello del 1857. Sono numerose le collezioni pubbliche e private che conservano opere del Mazza, ma il gruppo in deposito al Museo è indubbiamente uno dei più consistenti.


1 Paolo Grillo, Legnano 1176. Una battaglia per la libertà, Editori Laterza, Roma-Bari 2010, p. 40.
2 P. Grillo, Legnano 1176, cit., p. 110.
3 P. Grillo, Legnano 1176, cit., p. 193.
4 In merito all'esposizione Opere di Giuseppe Mazza e Salvatore Mazza esposte nella Galleria d'arte moderna . Villa Reale, Milano, giugno 1942 e G. Nicodemi, Manifestazioni d'arte alla Villa Reale. La mostra di Giuseppe e Salvatore Mazza, «Milano», LX (2), febbraio 1943, pp. 63-66.

Bibliografia


Archivio del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia "Leonardo da Vinci" di Milano, Donazione Mazza-Farnesi

Paolo Grillo, Legnano 1176. Una battaglia per la libertà, Editori Laterza, Roma-Bari 2010

G. Busca, I disegni umoristici di Aldo Mazza al Museo di Milano, tesi di laurea discussa presso l'Università degli Studi di Milano, 2010

A. Garavaglia, I Mazza 1817-1964 Arte, poesia, costume. Storia di una famiglia. Milano Gavirate, Macugnaga, Comune di Gavirate, 2000

R. De Grada, C. Fiordimela, Ottocento Novecento. Le collezioni d'arte del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica Leonardo da Vinci di Milano, Anthelios, Garbagnate Milanese, 2000

G. Nicodemi, Opere di Giuseppe Mazza e Salvatore Mazza esposte nella Galleria d'Arte Moderna, Villa Reale – Milano, giugno 1942 – XX

G. Nicodemi, Manifestazioni d'arte alla Villa Reale. La mostra di Giuseppe e Salvatore Mazza, «Milano», LX (2), febbraio 1943, pp. 63-66

Approfondimento a cura di:

Gaja Busca
Storico dell'arte

Claudio Giorgione
Curatore del Dipartimento Leonardo Arte & Scienza

23 giugno – 15 ottobre 2011
Il giuramento per l'Italia. Da Manzoni a Mazzini

Il Museo partecipa alla mostra "Il giuramento per l'Italia. Da Manzoni a Mazzini" con il dipinto il "Giuramento di Pontida" presso l'Istituto Mazziniano – Museo del Risorgimento di Genova.
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