Storia della Locomotiva 691

Sull'esempio americano, agli inizi del XX secolo, su alcuni tratti delle più importanti ferrovie europee vennero usate locomotive che, per la somiglianza con quelle americane, vennero chiamate Pacific.

La 691 in uscita dalla tettoia della Stazione Centrale di Milano, giugno 1948

A vapore a 130 km/h

Questo tipo di locomotive risolvevano due tendenze ormai comuni a molti stati, l'aumento del peso da trasportare e la necessità del collegamento sempre più diretti e veloci.

Di fronte a queste esigenze le Ferrovie italiane, sotto la guida dell'Ing. Riccardo Bianchi, progettarono la Pacific italiana, ossia la 690 costruita dalla Breda di Milano. Le 691 derivarono successivamente con qualche modifica tipo l'uso della caldaia derivata dalla 746/747 allungata. Di locomotive 691 ne furono costruite in tutto 33; la prima nel 1928 ,l'ultima nel 1934. Nell'ultima versione, quella del 1934, la caldaia fu totalmente potenziata da arrivare a surriscaldare fino a 400°.

Questo tipo di locomotive risolvevano due tendenze ormai comuni a molti stati, l'aumento del peso da trasportare e la necessità del collegamento sempre più diretti e veloci.


La 691 in deposito a Venezia nell'estate del 1953

In servizio

La 691 venne adibita alla linea Milano-Bologna e successivamente Milano-Venezia. In entrambe le linee era prevista almeno una tappa per il rifornimento di acqua e carbone.

La 691 fu una tra le più potenti locomotive a vapore e sicuramente la più ricordata sia per la possente immagine che aveva sia per l'alta velocità che riusciva a mantenere su alcuni tratti ferroviari (sulla Verona-Vicenza riuscì a raggiungere anche i 150 Km/h). Rimase in servizio fino ai primi anni sessanta, quando veniva usata per il traino dei treni veloci.

Facebook

Seguici su Facebook

Youtube

Seguici su Youtube

Gallery fotografiche

Gallery fotografiche

Twitter

Seguici su Twitter

TripAdvisorCommenta su TripAdvisor Audio

Sezione Audio