La macchina aritmetica di Giovanni Poleni

L'eredità della macchina di Giovanni Poleni

Macchina di Baldwin (Brevetto 1875).

Il traspositore a denti variabili, ideato da Poleni e migliorato da Braun, fu ripreso da altri inventori nei secoli successivi.


Dopo Anton Braun, il primo ad utilizzare l'idea di Poleni fu l'austriaco Didier Roth, che l'applicò ad una sua calcolatrice del 1844. Negli ultimi decenni dell'Ottocento, quando le calcolatrici meccaniche stavano raggiungendo il grado di precisione ed affidabilità sufficiente a trasformarle in utili e diffusi strumenti di lavoro, l'americano Frank Baldwin (nel 1875) e lo svedese Willgodt Odhner (nel 1878) brevettarono indipendentemente due macchine calcolatrici basate sul traspositore a denti variabili. È improbabile che questi progetti possano essere stati influenzati dalla Macchina Aritmetica di Poleni; la memoria delle invenzioni del Settecento era quasi perduta. La soluzione adottata da Baldwin e Odhner è più "user friendly" di quella di Poleni; invece di alzare i denti del traspositore uno ad uno, per impostare il moltiplicando, è sufficiente spostare un piccolo cursore collegato ad una camma che fa sporgere il numero desiderato di denti.

L'avvento delle piccole e veloci calcolatrici elettroniche fu la pietra tombale per questi capolavori della meccanica di precisione.


La macchina di Baldwin fu prodotta in parecchi esemplari e usata commercialmente, ma quella che influenzò maggiormente il mercato delle calcolatrici fu certamente l'invenzione di Odhner, più volte migliorata nei decenni successivi. L'azienda fondata in Russia da Odhner fu trasferita in Svezia dopo i disordini politici del 1905, cui seguì la morte del fondatore; la scadenza del brevetto permise a molti imprenditori di costruirne e venderne copie più o meno modificate. Il produttore più noto fu la ditta Grimme & Natalis di Braunschweig, in Germania, che commercializzò la calcolatrice con il nome Brunsviga, diventato poi quasi un nome collettivo per tutte le macchine simili, prodotte con successo fino agli anni '60 del Novecento. Uno degli ultimi modelli fu costruito dalla giapponese Busicom nel 1966. L'avvento delle piccole e veloci calcolatrici elettroniche fu la pietra tombale per questi capolavori della meccanica di precisione.


Lo sapevi che...

L'azienda giapponese Busicom costruttrice di uno degli ultimi modelli di macchine calcolatrici meccaniche, commissionò alla Intel, nel 1971, la progettazione del primo microprocessore, il 4004, dando avvio alla prolifica generazione dei calcolatori elettronici tascabili.

Guarda la gallery fotografica

Facebook

Seguici su Facebook

Youtube

Seguici su Youtube

Gallery fotografiche

Gallery fotografiche

Twitter

Seguici su Twitter

TripAdvisorCommenta su TripAdvisor Audio

Sezione Audio