La macchina aritmetica di Giovanni Poleni

La vita di Giovanni Poleni (1683 - 1761)

L'effigie di Giovanni Poleni.

Il Marchese Giovanni Poleni nacque a Venezia nel 1683. La sua precoce passione per la scienza gli fece preferire lo studio della filosofia naturale, particolarmente della fisica e della matematica, alla carriera giuridica che gli era stata proposta dal padre Giacomo. Grazie all'impegno nello studio, nel 1709, all'età di ventisei anni, ottenne dal Senato veneziano la nomina alla cattedra di Astronomia e Meteorologia presso l'Università di Padova.

Successivamente, nel 1715, occupò la cattedra di Fisica nello stesso Ateneo e, quattro anni dopo, succedette a Nicola Bernoulli sulla cattedra di Matematica, posizione che era stata di Galileo più di un secolo prima. Giovanni Poleni fu contemporaneo di molti illustri padri della scienza moderna, come Newton e Leibniz, con i quali intrattenne nutriti scambi epistolari e dai quali ottenne riconoscimenti ed apprezzamenti. Fu infatti Newton che nel 1710 propose la nomina di Poleni a membro della Royal Society, titolo a cui nel 1715 si aggiunse quello di membro dell'Accademia di Berlino, su proposta di Leibniz.

Il periodo storico in cui visse Poleni, tra il Seicento e il Settecento, vide non solo il maturare della scienza moderna, ma anche la fioritura di quel fertile connubio tra filosofia naturale e arti meccaniche, vantaggioso per entrambe le discipline. L'interesse dello scienziato veneziano per gli aspetti pratici e sperimentali, e non solo per quelli teorici e speculativi, fu premiato quando, nel 1739, ottenne della Serenissima Repubblica la fondazione a Padova di una delle prime cattedre europee di Fisica Sperimentale. Associato alla cattedra fu costituito il Teatro di Filosofia Sperimentale, una raccolta di strumenti scientifici utilizzati per la didattica e la ricerca e realizzati dai più esperti costruttori dell'epoca. Poleni continuò ad arricchire la raccolta fino alla sua morte, così che questa raggiunse la dimensione di quasi quattrocento diversi strumenti, diventando la più importante d'Europa.

Giovanni Poleni fu contemporaneo di molti illustri padri della scienza moderna, come Newton e Leibniz, con i quali intrattenne nutriti scambi epistolari.


La macchina divulsoria. Poleni la utilizzò per determinare la resistenza alla trazione delle barre di ferro da utilizzare sulla cupola di S. Pietro.

Com'era comune agli uomini d'ingegno dell'epoca, gli interessi di Poleni non si concentravano solo sulla fisica, ma spaziavano dalla musica, all'architettura, alle tecniche di navigazione, alle opere idrauliche, fino alla fisiologia animale e umana. Nel 1743 fu consultato da Papa Benedetto XIV, assieme all'architetto Luigi Vanvitelli, per il restauro della cupola di San Pietro a Roma, allora pericolante. Poleni propose di rinforzare la cupola con cerchioni di ferro, proposta che fu accettata e messa in opera. Per determinare la resistenza alla trazione delle barre di ferro da utilizzare, Poleni ricorse alla macchina divulsoria ideata dal fisico olandese Pieter van Musschenbroek; forse il primo esempio di un collaudo strumentale applicato alla pratica costruttiva. Nell'ultima parte della sua carriera accademica, Poleni ricoprì, sempre a Padova, la cattedra di Nautica e Costruzioni Navali, disciplina a cui aveva dedicato numerosi studi fin dall'età giovanile. Giovanni Poleni si spense a Padova nel 1761, vittima di un aneurisma aortico.


Lo sapevi che...

I filosofi naturali erano gli studiosi dei fenomeni della natura, quelli che oggi chiamiamo 'scienziati', termine (scientist) coniato nel 1833 dal filosofo inglese William Whewell.

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Lo sapevi che...

Nel 1743 Poleni fu consultato da Papa Benedetto XIV per il restauro della cupola di San Pietro a Roma, allora pericolante. Poleni propose di rinforzare la cupola con cerchioni di ferro, proposta che fu accettata e messa in opera. I cerchioni di rinforzo della cupola sussistono tutt'oggi.

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