Marconi inventore, imprenditore e scienziato

Nel mondo della ricerca scientifica e dell'innovazione tecnologica Guglielmo Marconi – del quale nel 2009 è ricorso il centenario del conferimento del Premio Nobel per la Fisica – rappresenta una delle più brillanti eccellenze del nostro Paese.


Lo scienziato italiano, che inventò e sviluppò la tecnologia delle radiocomunicazioni, è tra i personaggi italiani più conosciuti e ammirati oltre confine. La sua fama risiede innanzitutto nella peculiarità della sua invenzione – quel comunicare senza fili che colpì l’opinione pubblica dell’epoca e gli valse l’appellativo di “Mago dell’etere” – ma anche nella sua straordinaria ecletticità che gli permise di interpretare il ruolo di inventore, scienziato, imprenditore e moderno uomo di comunicazione.


Aveva da poco compiuto ventuno anni e non possedeva titoli accademici quando, nel 1895, Guglielmo Marconi ottenne i primi risultati nella comunicazione senza fili, tecnologia che sfruttava le onde radio scoperte da pochi anni da H. R. Hertz. In quello stesso periodo, nei laboratori di tutto il mondo, accademici e scienziati stavano svolgendo ricerche per comprendere la natura di quelle stesse onde che il giovane bolognese utilizzava da mesi nell’isolamento di villa Griffone, residenza estiva di famiglia.

Il giovane autodidatta bolognese fu il primo a ideare e perfezionare il nuovo sistema di comunicazione senza fili, divenendo in pochi anni il punto di riferimento per le ricerche sulle onde radio e la loro applicazione.


Augusto Righi in Italia, Oliver Lodge in Inghilterra, Aleksandr Popov in Russia, Edouard Branly in Francia sono solo alcuni dei grandi nomi che in quegli anni erano impegnati in tali ricerche. Eppure, il giovane autodidatta bolognese fu il primo a ideare e perfezionare il nuovo sistema di comunicazione senza fili, divenendo in pochi anni il punto di riferimento per le ricerche sulle onde radio e la loro applicazione. I motivi di questa inarrestabile ascesa risiedono non solo nelle precoci e notevoli capacità tecnico-scientifiche del giovane inventore, ma anche nella sua propensione a considerare, innanzitutto, le applicazioni pratiche e utili delle proprie ricerche. Marconi, infatti, a differenza degli scienziati sopracitati, era meno interessato alle speculazioni teoriche e, come afferma lo storico Hugh Aitken, il suo progetto era molto chiaro: era la distanza che contava, per Marconi, e non solamente a Villa Griffone. Per tutto il resto della sua vita fu questa la sua ossessione tecnologica.


Vignetta celebrativa dei successi di Marconi. Immagine Archivio Fondazione Marconi, da Guglielmo Marconi, genio, storia e modernità, Milano, 2003.

La "conquista" dell'Oceano Atlantico

Assecondando questa “ossessione tecnologica” e costruendo strumenti sempre più raffinati, Marconi superò ogni distanza e, il 12 dicembre del 1901, riuscì addirittura a valicare gli oltre 3.000 km di oceano Atlantico che separano il nuovo dal vecchio continente. Questo straordinario evento, svolto all’età di 27 anni, rappresenta sicuramente il più importante risultato scientifico che Marconi ottenne nella sua carriera e che oggi lo proietta nell’olimpo dei grandi innovatori della storia. Le intense ricerche e gli straordinari risultati scientifici ottenuti nei primi anni di attività non distolsero Marconi da un altro importante obiettivo: la commercializzazione della sua invenzione.

Lo spirito imprenditoriale del giovane Marconi fu evidente fin dai giorni successivi ai primi esperimenti. Nell’inverno del 1895 interpellò il Ministero delle Poste e Telegrafi italiano per presentare l’invenzione e le sue possibili applicazioni. La risposta ricevuta non fu carica di particolare entusiasmo e Marconi, nel febbraio del 1896, decise di partire per l’Inghilterra, nella speranza che le condizioni economiche di quel Paese potessero offrirgli maggiori occasioni per sviluppare la sua invenzione. A Londra, il giovane inventore poteva contare sull’appoggio della famiglia materna, i Jameson, proprietari di un’importante industria di whisky. Grazie a questi sostegni Marconi riuscì a stabilire i primi contatti nella capitale inglese. Particolarmente rilevante per Marconi fu la collaborazione con il Post Office, l’ente che gestiva tutte le comunicazioni telegrafiche dell’impero inglese, che diede al giovane italiano credibilità negli ambienti scientifici e finanziari londinesi. La collaborazione si interruppe nella primavera del 1897 quando il Post Office chiese a Marconi di vendergli i brevetti della sua invenzione in cambio di un immediato guadagno. Anche se lusingato dall’interesse dimostratogli e attratto dal sicuro guadagno, Marconi decise coraggiosamente di andare per la propria strada, intuendo che, in questo modo, avrebbe potuto mantenere il controllo su ogni sviluppo successivo della sua invenzione.

Marconi intuì che le potenzialità delle radiocomunicazioni erano ben più ampie dei brevi collegamenti ottenuti nelle dimostrazioni svolte fra il 1896 e il 1897 e sotto l’egida del Post Office programmò una serie di esperimenti spettacolari per attirare l’attenzione di stampa e opinione pubblica.


Nel luglio del 1897, con l’appoggio di otto finanziatori, Marconi fondò la Wireless and Telegraph Signal Company, divenuta Marconi’s Wireless Telegraph Company nel 1899. Fu proprio negli anni successivi alla fondazione dell’azienda che Marconi dimostrò la sua abilità come moderno uomo di comunicazione. Marconi, infatti, intuì che le potenzialità delle radiocomunicazioni erano ben più ampie dei brevi collegamenti ottenuti nelle dimostrazioni svolte fra il 1896 e il 1897 e sotto l’egida del Post Office programmò una serie di esperimenti spettacolari per attirare l’attenzione di stampa e opinione pubblica. Ogni nuova prova veniva svolta in campo aperto, rigorosamente davanti a giornalisti e personaggi politici. Nell’estate del 1898, per esempio, con i suoi strumenti mantenne in contatto la Regina Vittoria, in vacanza all’isola di Wight, con il figlio convalescente sul panfilo reale. L’anno seguente, negli Stati Uniti, organizzò la radiocronaca dell’America’s Cup e nello stesso anno collegò Francia e Inghilterra attraverso il canale della Manica. Grazie a questi esperimenti e a un’intensa attività di perfezionamento dei suoi apparati, dal 1901 la Compagnia Marconi firmò i primi significativi contratti e, alla fine del 1902, ben 70 navi commerciali erano dotate di sistemi radio Marconi in grado di comunicare con 25 stazioni costiere. Gli strumenti di Marconi, anche grazie agli introiti della sua azienda, divennero sempre più affidabili e, dopo aver conquistato il mare, passarono alla terra e poi al cielo. Ancora oggi, nell’epoca del digitale e della globalizzazione, molte delle tecnologie (cellulari, satellite, radio e televisione) che caratterizzano la nostra società e le nostre attività quotidiane si basano sui collegamenti senza fili, o wireless, di cui Marconi fu il lungimirante pioniere.


Detector magnetico Marconi utilizzato nella campagna sperimentale a bordo della Carlo Alberto nell'estate del 1902.

Marconi e il Museo

Alla luce di quanto sopra è stimolante riscoprire la storia di questo personaggio della nostra cultura anche attraverso l’esposizione di alcuni oggetti storici provenienti dalle collezioni del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano. In particolare il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia, già tra i membri del Comitato Nazionale per le celebrazioni marconiane, ha partecipato alla mostra che si è tenuta a Bologna “Guglielmo Marconi, premio Nobel 1909-2009”.

Il Museo conserva una delle maggiori collezioni al mondo di oggetti marconiani che negli ultimi cinque anni è stata studiata e catalogata in modo sistematico e scientifico: oltre cento tra gli oggetti costruiti e utilizzati da Guglielmo Marconi e dalle sue aziende. Di particolare rilevanza è il detector magnetico utilizzato dall’inventore italiano a bordo della Regia Nave Carlo Alberto durante la campagna sperimentale dell’estate 1902, con cui dimostrò l’affidabilità tecnica di questo ricevitore e la capacità delle onde radio di scavalcare grandi ostacoli e vaste porzioni di terra. Mentre tra quelli di provenienza industriale, che spaziano dai primi prodotti commercializzati all’inizio del Novecento fino ai prodotti per la tecnologia televisiva degli anni Quaranta, passando attraverso le tecnologie a valvole degli anni Venti e Trenta del secolo scorso, si segnala il primo ricevitore costruito industrialmente nel 1901, il famoso ricevitore a coherer sintonizzato.

Lo sapevi che...

Nella sezione Telecomunicazioni del Museo che approfondisce la storia degli strumenti per comunicare a distanza e che consente di interagire con numerose postazioni interattive, sono esposti sia oggetti con cui Marconi ha iniziato i suoi esperimenti di radiotelegrafia sia oggetti di produzione industriale provenienti dalle sue aziende.

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