Nel mondo della ricerca scientifica e dell'innovazione tecnologica Guglielmo Marconi – del quale nel 2009 è ricorso il centenario del conferimento del Premio Nobel per la Fisica – rappresenta una delle più brillanti eccellenze del nostro Paese.
Lo scienziato italiano, che inventò e sviluppò la tecnologia delle radiocomunicazioni, è tra i personaggi italiani più conosciuti e ammirati oltre confine. La sua fama risiede innanzitutto nella peculiarità della sua invenzione – quel comunicare senza fili che colpì l’opinione pubblica dell’epoca e gli valse l’appellativo di “Mago dell’etere” – ma anche nella sua straordinaria ecletticità che gli permise di interpretare il ruolo di inventore, scienziato, imprenditore e moderno uomo di comunicazione.
Il giovane autodidatta bolognese fu il primo a ideare e perfezionare il nuovo sistema di comunicazione senza fili, divenendo in pochi anni il punto di riferimento per le ricerche sulle onde radio e la loro applicazione.
Vignetta celebrativa dei successi di Marconi. Immagine Archivio Fondazione Marconi, da Guglielmo Marconi, genio, storia e modernità, Milano, 2003.
Assecondando questa “ossessione tecnologica” e costruendo strumenti sempre più raffinati, Marconi superò ogni distanza e, il 12 dicembre del 1901, riuscì addirittura a valicare gli oltre 3.000 km di oceano Atlantico che separano il nuovo dal vecchio continente. Questo straordinario evento, svolto all’età di 27 anni, rappresenta sicuramente il più importante risultato scientifico che Marconi ottenne nella sua carriera e che oggi lo proietta nell’olimpo dei grandi innovatori della storia.
Le intense ricerche e gli straordinari risultati scientifici ottenuti nei primi anni di attività non distolsero Marconi da un altro importante obiettivo: la commercializzazione della sua invenzione.
Lo spirito imprenditoriale del giovane Marconi fu evidente fin dai giorni successivi ai primi esperimenti. Nell’inverno del 1895 interpellò il Ministero delle Poste e Telegrafi italiano per presentare l’invenzione e le sue possibili applicazioni. La risposta ricevuta non fu carica di particolare entusiasmo e Marconi, nel febbraio del 1896, decise di partire per l’Inghilterra, nella speranza che le condizioni economiche di quel Paese potessero offrirgli maggiori occasioni per sviluppare la sua invenzione.
A Londra, il giovane inventore poteva contare sull’appoggio della famiglia materna, i Jameson, proprietari di un’importante industria di whisky. Grazie a questi sostegni Marconi riuscì a stabilire i primi contatti nella capitale inglese. Particolarmente rilevante per Marconi fu la collaborazione con il Post Office, l’ente che gestiva tutte le comunicazioni telegrafiche dell’impero inglese, che diede al giovane italiano credibilità negli ambienti scientifici e finanziari londinesi.
La collaborazione si interruppe nella primavera del 1897 quando il Post Office chiese a Marconi di vendergli i brevetti della sua invenzione in cambio di un immediato guadagno.
Anche se lusingato dall’interesse dimostratogli e attratto dal sicuro guadagno, Marconi decise coraggiosamente di andare per la propria strada, intuendo che, in questo modo, avrebbe potuto mantenere il controllo su ogni sviluppo successivo della sua invenzione.
Marconi intuì che le potenzialità delle radiocomunicazioni erano ben più ampie dei brevi collegamenti ottenuti nelle dimostrazioni svolte fra il 1896 e il 1897 e sotto l’egida del Post Office programmò una serie di esperimenti spettacolari per attirare l’attenzione di stampa e opinione pubblica.
Detector magnetico Marconi utilizzato nella campagna sperimentale a bordo della Carlo Alberto nell'estate del 1902.
Alla luce di quanto sopra è stimolante riscoprire la storia di questo personaggio della nostra cultura anche attraverso l’esposizione di alcuni oggetti storici provenienti dalle collezioni del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano.
In particolare il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia, già tra i membri del Comitato Nazionale per le celebrazioni marconiane, ha partecipato alla mostra che si è tenuta a Bologna “Guglielmo Marconi, premio Nobel 1909-2009”.
Il Museo conserva una delle maggiori collezioni al mondo di oggetti marconiani che negli ultimi cinque anni è stata studiata e catalogata in modo sistematico e scientifico: oltre cento tra gli oggetti costruiti e utilizzati da Guglielmo Marconi e dalle sue aziende. Di particolare rilevanza è il detector magnetico utilizzato dall’inventore italiano a bordo della Regia Nave Carlo Alberto durante la campagna sperimentale dell’estate 1902, con cui dimostrò l’affidabilità tecnica di questo ricevitore e la capacità delle onde radio di scavalcare grandi ostacoli e vaste porzioni di terra. Mentre tra quelli di provenienza industriale, che spaziano dai primi prodotti commercializzati all’inizio del Novecento fino ai prodotti per la tecnologia televisiva degli anni Quaranta, passando attraverso le tecnologie a valvole degli anni Venti e Trenta del secolo scorso, si segnala il primo ricevitore costruito industrialmente nel 1901, il famoso ricevitore a coherer sintonizzato.
Nella sezione Telecomunicazioni del Museo che approfondisce la storia degli strumenti per comunicare a distanza e che consente di interagire con numerose postazioni interattive, sono esposti sia oggetti con cui Marconi ha iniziato i suoi esperimenti di radiotelegrafia sia oggetti di produzione industriale provenienti dalle sue aziende.