Questo modello riproduce il primo esempio di motore
a combustione interna usato per azionare macchine utensili. È impiegato
per la prima volta nel 1856 nelle Officine della Stazione ferroviaria
Maria Antonia di Firenze su una forbice e un trapano.
Padre Eugenio Barsanti e l’ingegner Felice Matteucci cominciano a lavorare insieme nel 1851. Intendono realizzare un motore più pratico della macchina a vapore, che utilizzi l’esplosione di una miscela gassosa per produrre movimento. Nel 1853 costruiscono il primo motore a scoppio. In assenza di un Ufficio Brevetti nazionale, per tutelare la priorità dell’invenzione depositano una memoria alla prestigiosa Accademia dei Georgofili. Nel 1854 ottengono a Londra una prima certificazione, a cui seguono brevetti in diverse nazioni europee. Nel corso degli anni continuano a migliorare il motore, sviluppano vari modelli e li depositano. Fondano una Società e realizzano i loro dispositivi presso importanti officine meccaniche italiane ed estere.
Nonostante i documenti sulla priorità dell’invenzione, la sua superiorità tecnica e il riconoscimento ricevuto dagli ambienti specializzati, solo i motori di Jean Etienne Lenoir (1860) e di Nikolaus Otto e Eugen Langen (1867) ottengono ampia fama. Oggi il ruolo di Barsanti e Matteucci è riconosciuto a livello internazionale.