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Storia della nave scuola Ebe

La goletta Ebe, in pieno assetto di navigazione con alberi e vele spiegate, è una delle più grandi navi a vela al mondo conservata all'interno di un museo.

Un veliero in un museo

Particolarmente suggestiva è la vista dall'alto del ponte di manovra, e la grande prora con polena. Si tratta di un brigantino goletta: nave a vela con due alberi - trinchetto e maestra - dei quali il primo a vele quadre, il secondo a vele auriche (randa e controranda).

Questo tipo di nave, che deriva direttamente dal brigantino, entrò in uso intorno al 1850 per la navigazione di lungo corso.
Successivamente, intorno al 1890, venne usato quasi esclusivamente per la navigazione di cabotaggio, sopravvivendo in questa forma anche per i primi decenni del secolo ventesimo, grazie alla estrema economicità di gestione rispetto alla navigazione a vapore.

La nave-scuola Ebe in navigazione

La nave Ebe venne costruita a Viareggio, dove fu varata nel 1921 con il nome di S. Giorgio e fu subito utilizzata per il cabotaggio nel Mediterraneo.

Il S. Giorgio all'epoca della sua costruzione era il più grande brigantino del Mediterraneo, era infatti in grado di portare 430 tonnellate di carico. L'equipaggio era di circa 10 persone che disponevano di soluzioni tecniche ed abitative evolute e confortevoli.

Ha spesso effettuato il trasporto di merci di vario tipo nella linea Cagliari - Napoli - Genova, tratte che venivano percorse in pochi giorni di navigazione. Occasionalmente faceva scalo, sempre per il trasporto merci, anche in nord Africa.

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Il S. Giorgio all'epoca della sua costruzione era il più grande brigantino del Mediterraneo, era infatti in grado di portare 430 tonnellate di carico


Normalmente viaggiava a vela, per quanto fosse dotato di un motore ausiliario che veniva usato in situazioni di emergenza e nelle manovre portuali. Il motore permetteva una spinta massima di 4 nodi e mezzo mentre a vela era normale superare i 14 nodi.

La Ebe in smontaggio prima del trasferimento al Museo

Allo scoppio della seconda guerra mondiale venne requisita dalla Marina Militare e trasformata in dragamine. Solo alla fine della guerra venne restituita e tornò ad essere usata come nave da carico.

Successivamente, nel 1952, la Marina Militare italiana la riacquistò e la trasformò in nave scuola per nocchieri, col nome di Ebe. Dalla stiva venne ricavato un grande locale per l'alloggio degli allievi e fu montato un nuovo motore ausiliario.

Sostituita nel 1958 dalla nave scuola "Palinuro", la Ebe fu messa in disarmo nel porto di La Spezia dove avvennero successivamente tutti i lavori di smontaggio.

Lo scafo venne sezionato in novanta pezzi ed insieme agli altri elementi venne trasportato a Milano con venticinque autocarri e rimontato all'interno del padiglione Aeronavale del Museo, dove si trova oggi.

IL MUSEO DA NON PERDERE


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