Questo telescopio di tipo classico è uno dei più antichi
usati presso l’Osservatorio Astronomico di Brera, fondato a Milano
nel 1762. Ha un lungo asse posizionato verso il Polo Nord Celeste
e il suo obiettivo è composto da una coppia di lenti di 10 centimetri
di diametro.

Il 26 aprile 1861 Giovanni Virginio Schiaparelli utilizza questo strumento per compiere la prima scoperta scientifica italiana: l’asteroide battezzato Esperia dal nome greco della nostra penisola.
Successivamente,
utilizza lo stesso telescopio per osservare la cometa 1862-II con
cui spiega il fenomeno delle stelle cadenti.
Sotto la sua direzione a partire dal 1862, l’Osservatorio può acquisire
nuove importanti strumentazioni con cui Schiaparelli individua per
la prima volta i canali di Marte e riesce a ottenere dal Parlamento
un finanziamento per l’acquisto di un nuovo telescopio, all’epoca
uno dei più grandi al mondo. Per i suoi meriti scientifici, nel 1889
diventa Senatore del Regno d’Italia.
I canali di Marte si rivelano poi un’illusione ottica. Nonostante questo, i lavori di Schiaparelli influenzano in modo significativo la scienza e l’opinione pubblica e, in anni più recenti, ispirano le ricerche di forme di vita extraterrestri.