Storia e tecnologia del Toti

Il Toti è un SSK (Submarine-Submarine Killer), un sottomarino progettato per individuare e se necessario distruggere altri sottomarini, e in particolare i grandi lanciamissili a propulsione nucleare, una delle armi più temute del blocco sovietico.


Il toti in navigazione

La classe Toti era composta da 4 battelli di piccole dimensioni, adatti al Mediterraneo, e caratterizzati da sistemi tecnici avanzati (siluri filoguidati con testata autocercante). Per un sottomarino cacciatore come il Toti, gli "occhi" erano indispensabili: un impianto capace di ricevere ultrasuoni emessi da altri battelli localizzandoli.


Breve storia del Toti

Nel 1968 il Mediterraneo rappresenta un teatro cruciale di confronto tra i blocchi; i sommergibili sovietici solcano il Mediterraneo penetrando da Gibilterra e dalle basi del Mar Nero. In questa situazione l'Italia, inserita nel blocco americano, occupa una posizione strategica, e il potenziamento della sua flotta sottomarina assume sempre più importanza. Le clausole del Trattato di Pace di Parigi ci vietavano, in quanto paese sconfitto, di costruire nuovi apparati bellici. L'Enrico Toti, varato il 12 marzo 1967, è il primo sottomarino costruito in Italia nel dopoguerra. In un paio d'anni lo seguiranno tre sottomarini gemelli, Dandolo, Mocenigo e Bagnolini, a completare la classe Toti. Si chiama "classe" un insieme di sommergibili costruiti sullo stesso modello. La classe prende il nome dal primo mezzo della serie. A conferma dell'affidabilità dei mezzi, i quattro esemplari restano in servizio attivo quasi trent'anni, fino alla fine degli anni Novanta.


L'Enrico Toti, varato il 12 marzo 1967, è il primo sottomarino costruito in Italia nel dopoguerra.


Un particolare dell'interno del S506 Enrico Toti.

Missioni

Quanti siluri ha lanciato il Toti? Su questa ed altre domande vige il segreto militare. Si sa, però, che ha partecipato a numerose esercitazioni nel Mar Mediterraneo, scavalcando le difese dei "nemici" e avvicinandosi a obiettivi sensibili. La funzione dei sommergibili moderni, infatti, è prevalentemente questa. Le forze armate vogliono poter contare su di un sistema di pattugliamento segreto dei mari in perfetta efficienza. Nel corso della sua attività il Toti ha accumulato 27.030 ore di moto percorrendo 137.000 miglia. Alla sua guida si sono avvicendati 34 comandanti e 10 direttori di macchina.


Il sottomarino Enrico Toti al Museo della Scienza.

Vita di bordo

I compiti di guardia e di lavoro ritmavano la vita di bordo dei 22 uomini dell’equipaggio. Suddivisi in due squadre, si distribuivano secondo lo schema 4+4, cioè 4 ore di guardia, 4 ore di riposo in una branda “calda”, alternata con un collega. Le mense diurne e serali erano a cavallo dei turni. In stato d'allerta, l’intero equipaggio doveva rimanere molte ore al posto di combattimento. Il tempo libero era poco: si dormiva, chiacchierava, guardava un film, giocava a dama o leggeva un libro. I viveri di bordo erano sistemati e conservati nei posti più vari. Era normale occupare con frutta, verdura e scatole di acqua non solo i piccoli frigoriferi, ma anche i tubi-lanciasiluri. L’interno era piuttosto pittoresco: a impianti e apparati venivano appesi salumi e formaggi.

I numeri del Toti

Sottomarino Enrico Toti (S 506) | Varato il 12 marzo 1967

DATI TECNICI

Tipo a semplice scafo
Lunghezza fuori tutto m 46,2
Larghezza m 4,75
Immersione m 4
Apparato motore 2 FIAT MB 820 Diesel da 1040 CV totali
1 motore elettrico da 900 CV
Dislocamento t 536 in superficie - t 593 in immersione
Velocità 9,6 nodi in superficie
14 nodi in immersione
Quota operativa m 150
Profondità di collaudo m 300
Equipaggio 4 Ufficiali e 22 Sottufficiali, Sottocapi e Comuni
Armamento 4 tubi lanciasiluri da 533 mm a prora per siluri elettrici filoguidati a testa autocercante A184 e n. 4 siluri di riserva





IL MUSEO DA NON PERDERE


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