Breve storia della radiotelefonia

Gli impianti pubblici e il monopolio statale. La nascita dell'Unione Radiofonica Italiana

Microfono con capsula a grani di carbone a sospensione, Modello Reporter DR1, Dralowid, 1930 circa, Germania.

Nel 1924 l’Unione Radiofonica Italiana (URI, poi nel 1928 EIAR–Ente Italiano Audizioni Radio e dal 1946 RAI–Radio Audizioni Italiane) inaugura la prima stazione pubblica a Roma. In pochi anni gli impianti aumentano fino a coprire l’intero territorio nazionale: dopo Roma anche a Milano, Genova, Napoli, Trieste e in altre importanti città vengono installati studi radiofonici e impianti di trasmissione. Alle ore 21 del 6 ottobre 1924 viene messo in onda il primo programma radiofonico italiano. Il microfono raccoglie la voce dell’annunciatrice Ines Viviani Donarelli.


“Uri, Unione Radiofonica Italiana. 1-RO: stazione di Roma. Lunghezza d'onda metri 425. A tutti coloro che sono in ascolto il nostro saluto e il nostro buonasera. Sono le ore 21 del 6 ottobre 1924. Trasmettiamo il concerto di inaugurazione della prima stazione radiofonica italiana, per il servizio delle radio audizioni circolari. Il quartetto eseguirà Haydn dall’opera 7 primo e secondo tempo”


Alle ore 21 del 6 ottobre 1924 viene messo in onda il primo programma radiofonico italiano. Il microfono raccoglie la voce dell’annunciatrice Ines Viviani Donarelli


La stazione pubblica di Milano


Banco di regia per studio radiofonico o televisivo, SIT Siemens, 1950 circa, Milano.

Il banco di regia e i microfoni sono essenziali per ogni studio radiofonico, luogo dove vengono creati i programmi. I microfoni raccolgono voce e musica trasformando i segnali sonori in segnali elettrici. Queste operazioni si svolgono all’interno dello studio di registrazione, una sala isolata acusticamente dove stanno solo gli speaker e i musicisti. Banco di regia per studio radiofonico o televisivo, SIT Siemens, 1950 circa, Milano Il banco di regia si trova invece nello studio di regia, un locale adiacente a quello di registrazione e separato da un vetro. Qui i segnali provenienti dai diversi microfoni vengono elaborati con strumenti come il mixer o con apparecchiature per effetti sonori (riverbero, eco e applausi). Il segnale elaborato viene inviato via cavo all’impianto di trasmissione per la diffusione del programma.


Complesso trasmittente in modulazione d’ampiezza (AM) per radiodiffusione, installato a Siziano (Pv) dall’EIAR nel 1932, RCA, 1932, USA.

Il grande trasmettitore di Siziano (Pavia) – interamente esposto oggi nell’area Radio della sezione espositiva Telecomunicazioni del Museo – fu installato nel 1932 dall’EIAR. Aveva una potenza di 150 kW ed è stato utilizzato fino al 1971. Il segnale proveniente dagli studi EIAR di via Gorradini a Milano giungeva a Siziano attraverso un cavo interrato. I segnali radiofonici così ottenuti venivano diffusi da un’enorme antenna composta da due tralicci alti circa 100 metri e potevano essere captati in tutto il nord Italia.

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