Il primo telefono costruito da Antonio Meucci è composto
da un diaframma vibrante e da un magnete avvolto in un filo elettrico.
Quando la voce entra nell’apparecchio, il diaframma vibra modificando
il campo magnetico del circuito. Questo processo genera una piccola
quantità di corrente che viene trasmessa via cavo elettrico all’apparecchio
ricevente facendo vibrare il suo diaframma. In questo modo si riescono
a sentire le parole originali.
Meucci è un grande appassionato di scienza e politica. Partecipa
ai moti rivoluzionari del 1831, viene imprigionato e lascia l'Italia.
Dopo alcuni anni a Cuba, nel 1850 si trasferisce a Staten Island (New
York) e fonda una fabbrica di candele con l'amico Giuseppe Garibaldi
che vive negli Stati Uniti dal 1850 al 1853.
Nel 1857 costruisce il primo prototipo di “telettrofono” ma non riesce
a sostenere i costi per poterlo registrare. Nel 1876 Graham Bell (1847-1922)
copia il suo progetto e brevetta il telefono moderno.

Il Congresso degli Stati Uniti riconosce Antonio Meucci l’inventore del telefono nella seduta dell’11 giugno 2002.
Finalmente, con un secolo di ritardo, è celebrato come uno dei più grandi inventori della storia.