Breve storia della televisione

La televisione è il medium più studiato e discusso nella storia della comunicazione. Gli esperti si sono soffermati, spesso e soprattutto, sulle ripercussioni sociali che questo potentissimo mezzo ha avuto, ha e avrà sulla società.

Televisore meccanico, modello Baird Televisor, Baird International Television, Gran Bretagna, 1930 Donazione Franco Soresini

La tecnologia televisiva muoveva i suoi primi passi agli inizi degli anni Trenta del Novecento. Questo è un modello di televisore meccanico di produzione inglese e si deve all'inventore scozzese John Logie Baird, considerato da molti l'inventore della televisione. Dopo una serie di sperimentazioni, questo è il primo apparecchio fabbricato industrialmente e destinato al pubblico. Erano circa mille gli esemplari venduti in tutta Europa: l'appassionato e facoltoso pubblico poteva così vedere le prime trasmissioni che la BBC diffondeva in via sperimentale dal 1929.

Televisore meccanico tipo Fracarro (prototipo), 1933, Castelfranco Veneto, Italia Deposito Fracarro Radioindustrie

Questo esemplare è un raro prototipo italiano, costruito dai fratelli Giovanni e Bruno Fraccaro di Castelfranco Veneto all'inizio degli anni Trenta. Sull'esempio inglese, i due imprenditori veneti, titolari della Fracarro Radioindustrie, propongono un kit di montaggio con cui potersi costruire in casa il proprio televisore.

Televisore Midget, modello RV 175, Magneti Marelli, Milano, 1938. Donazione Magneti Marelli

È l'inventore americano Philo T. Farnsworth a costruire nel 1927 il primo sistema televisivo elettronico con tubi catodici anche se lo schema teorico è descritto già nel 1908 sulla rivista Nature in una lettera dello scozzese A. A. Campbell Swinton. All'inizio degli anni Trenta esistono due opzioni per la trasmissione e la ricezione televisiva - meccanica ed elettronica - entrambe da sviluppare e migliorare.

Questo televisore è stato costruito dalla Magneti Marelli di Milano alla fine degli anni Trenta. Questi apparecchi sono tra i primi modelli costruiti in Italia con tecnologia elettronica e tubo catodico.

Telecamera elettronica, Magneti Marelli, Milano,1938 Donazione Magneti Marelli

In sezione è esposta la telecamera con cui si sono effettuate nel 1939 le prime sperimentazioni milanesi di ripresa televisiva. In questo periodo pionieristico non esistevano ancora veri e propri studi televisivi e le riprese si svolgevano in sale di fiere o in locali riadattati degli studi radiofonici dell'EIAR (oggi Rai). Con l'inizio della Seconda Guerra Mondiale le sperimentazioni vengono sospese e l'inaugurazione ufficiale della tv italiana è rimandata agli anni Cinquanta.

In Italia, il servizio regolare ha inaugurato ufficialmente il 3 gennaio 1954, dopo quasi dieci anni di sperimentazione. La copertura del territorio, le ore di trasmissione e la diffusione degli apparecchi sono rimasti però piuttosto limitati fino alla fine degli anni Cinquanta.

Il televisore diventa così protagonista nei bar, nei cinema e nei luoghi di aggregazione. La visione era collettiva.


Ricostruzione dello Studio del programma Mediaset "Il pranzo è servito"

Il televisore diventa così protagonista nei bar, nei cinema e nei luoghi di aggregazione. La visione era collettiva. L'apparecchio ingombrante e in legno svettava solitamente da un alto trespolo diffondendo immagini in bianco e nero da un unico canale. Inizialmente le sue dimensioni erano imponenti a causa della forma allungata del tubo catodico e dell'elettronica a valvole.

Il "Pranzo è servito" è entrato nelle case degli italiani nel periodo di pieno sviluppo dell'emittenza privata, in particolare, del Gruppo Fininvest. Come le centinaia di tv private nate negli anni Settanta, Canale 5 trasmette inizialmente solo in ambito locale con il nome Telemilano. All'inizio degli anni Ottanta, Fininvest, proprietaria dell'emittente, trova la formula per diffondere su scala nazionale le proprie produzioni. Crea un network con centinaia di tv locali in tutta Italia a cui passa programmi e inserzioni pubblicitarie.

Televisore Bianco e Nero a valvole, modello TX 1410 U, Philips, 1953. Donazione Bertulessi Abramo

Negli anni '50 i televisori utilizzano circuiti a valvole e tubi catodici dai gambi molto allungati: è il motivo per cui i primi modelli di televisori erano molto ingombranti e pesanti. Il mobile è quasi sempre in legno con la presenza di un vetro, nella parte frontale, per proteggere da urti il tubo catodico molto fragile.

Nel decennio '60-'70 il pubblico non va più nei bar a vedere la televisione e l'apparecchio troneggia al centro della vita familiare


Televisore a colori e circuiti allo stato solido, modello T2S Mivar Color, Mivar, Milano, 1973. Donazione Carlo Vichi (Mivar)

Nel decennio '60-'70 la tv diventa per tutti e gli abbonati passano da 2 a 13 milioni. Il pubblico non va più nei bar a vedere la televisione e l'apparecchio troneggia al centro della vita familiare. All'interno degli apparecchi vengono usati tubi catodici con gambi più corti e le valvole vengono sostituite dai transistor. Il tubo catodico integra la protezione frontale e il vetro esterno viene quindi eliminato. Queste conquiste tecniche permettono la costruzione di televisori più compatti con mobili anche in plastica.

Televisore a colori e circuiti allo stato solido, modello Supercolor 1832 IT, Grundig Germania, 1981 donazione Valerio Marchesi

I televisori proposti nel mercato italiano dal 1980 sono tutti a colori con tubi catodici compatti e circuiti elettronici allo stato solido, solitamente in plastica e accessoriati di telecomando. Gli italiani sostituiscono lentamente i vecchi apparecchi in bianco e nero con quelli di nuova generazione. La fruizione della televisione è sempre più personale e sia le tv pubbliche che quelle private promuovono palinsesti per diversi pubblici (casalinghe, giovani, adulti, professionisti etc.).

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