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Sezione centrale del rivelatore UA1 (Underground Area, Experiment One) | 1981

Questa è una sezione del rivelatore centrale dell’esperimento UA1 utilizzato al CERN di Ginevra per studiare le particelle elementari. La macchina originale è lunga quasi 6 metri, pesa circa 200 tonnellate e contiene 6.176 sottili fili metallici organizzati in piani verticali e orizzontali per rilevare le particelle generate dall’esperimento.

Sezione centrale del rivelatore UA1
forno di riscaldo

Vista generale del rivelatore UA1 del CERN; gli strumenti per l'indagine dell'infinitamente piccolo sono spesso di dimensioni enormi.
Crediti: ©CERN

Nel 1983 questo strumento riesce a individuare le particelle elementari W e Z previste a livello teorico negli anni Sessanta da Steven Weinberg, Abdus Salam e Sheldon Lee Glasgow che vincono il Premio Nobel nel 1979. Si conferma così l’ipotesi secondo cui le forze elettromagnetica e nucleare debole risultano due manifestazioni diverse di un’unica forza, detta elettrodebole. La scoperta consolida l’idea che tutte le forze presenti in natura possano essere unificate.
Grazie a questa dimostrazione, i responsabili del progetto Carlo Rubbia e Simon Van der Meer ricevono il Premio Nobel per la Fisica nel 1984.


Oltre cento fisici di tutto il mondo lavorano insieme per realizzare l’esperimento sotto la direzione scientifica di Rubbia. È la testimonianza di quanto, dalla metà del Novecento, la collaborazione internazionale sia diventata fondamentale per raggiungere risultati di così alto livello nella ricerca.



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