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Vespa Piaggio: un viaggio nella storia italiana

Il primo brevetto di Vespa

VESPA 98, 1946

VESPA 98, 1946
Foto © Archivio Museo Scienza

Il 23 aprile 1946 la Piaggio & C. S.p.A. deposita - presso l’Ufficio centrale dei brevetti per invenzioni, modelli e marche del Ministero dell’Industria e del commercio di Firenze - il brevetto per "motocicletta a complesso razionale di organi ed elementi con telaio combinato con parafanghi e cofano ricoprenti tutta la parte meccanica".
Non passa molto tempo e Vespa viene finalmente mostrata al pubblico, suscitando reazioni contrastanti. Enrico Piaggio tuttavia non esita a dare il via alla produzione in serie di duemila esemplari della prima Vespa 98cc. Il debutto in società del nuovo veicolo si tiene al prestigioso Circolo del Golf di Roma, alla presenza del generale americano Stone in rappresentanza del governo militare alleato. L’avvenimento venne ripreso dal cinegiornale statunitense Movieton: gli italiani avrebbero visto per la prima volta la Vespa nelle pagine interne di Motor (24 marzo ‘46) e nella copertina in bianco e nero de La Moto del 15 aprile 1946, toccandola con mano alla Fiera di Milano dello stesso anno, dove anche il cardinale Schuster si fermò incuriosito a guardare l’avveniristico veicolo.


Dallo scetticismo al "miracolo"

La Vespa 98cc viene posta in vendita in due versioni e con due prezzi: 55.000 lire il tipo "normale" e 61.000 lire il tipo "lusso" con alcuni optional quali il contachilometri, la stampella laterale e i raffinati pneumatici con fianco bianco.

Addetti ai lavori ed esperti del mercato si divisero: da una parte chi coglieva nella Vespa la realizzazione di un’idea geniale, dall’altra gli scettici di rito destinati a cambiar parere ben presto. Le iniziali difficoltà convincono Enrico Piaggio ad offrire la diffusione della Vespa al conte Parodi, produttore della Moto Guzzi, al fine di inserire la Vespa nella rete commerciale del più affermato marchio.
Il conte Parodi rifiutò decisamente ogni collaborazione, ritenendo la Vespa un prodotto di scarso successo, e la diffusione iniziale si appoggiò invece alla rete commerciale della Lancia.

Negli ultimi mesi del ‘47 la produzione inizia invece a decollare, e con l’anno successivo esce dagli stabilimenti Piaggio la Vespa 125, modello superiore che subito si afferma come successore della prima Vespa 98. Il "miracolo" Vespa è ormai una realtà, e la produzione cresce incessantemente: se nel ‘46 Piaggio immise sul mercato 2.484 scooter, che diventarono 10.535 l’anno seguente, nel 1948 l’azienda arriva a produrre 19.822 mezzi.

VESPA SUPER SPRINT 90, 1966

VESPA SUPER SPRINT 90, 1966
E' caratterizzata dal bauletto posto tra la sella e lo sterzo per favorire la guida "distesa". Foto © Archivio Piaggio


Quando poi nel ‘50 la produzione prende il via anche nella prima Licenziataria tedesca, ecco raggiunti i 60.000 mezzi, mentre tre anni dopo ben 171.200 veicoli varcheranno le porte degli stabilimenti. Anche i mercati esteri guardano con interesse alla nascita dello scooter, che suscita curiosità e ammirazione nei commenti di pubblico e stampa. Il Times parla di «un prodotto interamente italiano come non se ne vedevano da secoli dopo la biga romana».
Enrico Piaggio alimenta allora con tutta la sua tenacia la diffusione di Vespa all’estero, e si fa promotore di una fitta rete di assistenza in tutti i Paesi europei e nel mondo.

Non pago, l’imprenditore crea intorno al suo prodotto un’attenzione costante e un interesse sempre crescente anche con iniziative come la fondazione e la diffusione dei Vespa Club. Vespa diventa il prodotto Piaggio per eccellenza, mentre Enrico collauda personalmente prototipi e nuovi modelli. Le sue prospettive imprenditoriali travalicano i confini nazionali e nel 1953, grazie alla sua infaticabile determinazione, le stazioni di servizio Piaggio in tutto il mondo - America e Asia comprese - diventano oltre diecimila. Dal canto loro i Vespa Club di tutto il mondo contano già allora oltre 50 mila iscritti, tutti schierati contro i sostenitori della "neonata" Lambretta Innocenti.

Alla Giornata italiana della Vespa del ‘51 accorrono ben ventimila Vespisti. Andare in Vespa diventa sinonimo di libertà, di agile sfruttamento degli spazi e persino di rapporti sociali più facili. Il nuovo scooter è ormai un fenomeno di costume, che caratterizza un’epoca: nel cinema, nella letteratura e nelle immagini pubblicitarie Vespa compare infinite volte tra i simboli più significativi di una società che sta cambiando.

Nel 1950 la Vespa, a soli quattro anni dal debutto, viene prodotta in Germania dalla società Hoffmann-Werke di Lintorf; l’anno dopo aprono anche le Licenziatarie di Gran Bretagna (Douglas di Bristol) e Francia (ACMA di Parigi); nel ‘53 inizia la produzione anche in Spagna con la Moto Vespa S.A. di Madrid, fondata nel 1952, oggi Piaggio España. Subito dopo a Jette, nei pressi di Bruxelles.
Nascono stabilimenti anche a Bombay e in Brasile; Vespa sbarca anche negli USA, e la grande diffusione dello scooter Piaggio attira l’attenzione anche del Reader’s Digest, che alla Vespa dedica un lungo servizio.

Ma quel magico periodo non è che l’inizio: presto Vespa sarà prodotta in 13 Nazioni e commercializzata in 114 Paesi nel mondo. Anche in Australia, in Sud Africa (dove viene battezzata “Bromponie”, il pony della brughiera), Iran e Cina.
E viene copiata: il 9 giugno 1957 le Isvestja salutano l’avvio della produzione in URSS, a Kirov, della Viatka 150 cc, un "clone" pressoché perfetto di Vespa.

VESPA 150 T.A.P., 1956-59

VESPA 150 T.A.P. (TRUPPE AERO PARACADUTATE), 1956-59
In dotazione alla Legione Straniera e al corpo dei Paracadutisti, la Vespa T.A.P. poteva essere paracadutata ed era dotata di un cannone da 75mm, 6 munizioni, 2 taniche per il carburante ed un piccolo carrello. Foto © Archivio Piaggio

Piaggio aveva iniziato ben presto a estendere la propria gamma anche nel settore del trasporto leggero: poco tempo dopo la nascita di Vespa, nel 1948 inizia la produzione del motofurgone Ape a tre ruote, derivato dallo scooter; e subito il veicolo si afferma nell’immaginario collettivo per i suoi mille possibili impieghi. Per Vespa si creano le più fantasiose versioni, prodotte in alcuni casi dalla stessa Piaggio ma soprattutto da meccanici appassionati. Ad esempio la Vespa-Sidecar, o addirittura la "Vespa-Alpha" del ‘67 che - realizzata con la Alpha-Wallis per l’agente Dick Smart, protagonista di film di spionaggio genere 007 - oltre a correre su strada, poteva anche volare, navigare e persino immergersi. L’esercito francese disponeva di alcuni modelli Vespa realizzati specificamente per trasportare armi e bazooka, e altri per essere lanciati insieme con i paracadutisti. Lo stesso esercito italiano nel 1963 richiese a Piaggio uno scooter paracadutabile.


Vespa: prodotta in oltre 17 milioni di unità

Nello stesso periodo in cui la Lambretta andava affermandosi Vespa fu copiata e imitata in mille modi: ma l’unicità del veicolo assicura a Piaggio un lunghissimo periodo di successo, tanto che nel novembre ‘53 viene prodotto il cinquecentomillesimo modello, e nel giugno ‘56 il milionesimo. Nel 1960 Vespa supera il traguardo dei 2 milioni di unità prodotte; saranno 4 milioni nel 1970, e oltre 10 milioni nel 1988, tanto da fare di Vespa - oggi arrivata a superare quota 17 milioni - un fenomeno unico nel settore delle due ruote motorizzate.
Dal ‘46 al ‘65, anno della scomparsa di Enrico Piaggio, solo in Italia furono prodotte 3.350.000 Vespa: una ogni cinquantadue abitanti. Proprio il boom della Vespa - oltre alla diversa visione imprenditoriale dei fratelli Piaggio, con Enrico concentrato in Toscana sulla mobilità leggera individuale e Armando sul business aeronautico in Liguria - aveva portato alla scissione dell’azienda.

Il 22 febbraio 1964 Enrico Piaggio acquista infatti la parte di Piaggio & C. S.p.A. detenuta dal fratello Armando, che costituisce a sua volta la nuova "Rinaldo Piaggio Industrie Meccaniche Aeronautiche" (I.A.M. Rinaldo Piaggio). Vespa 50 nasce l’anno precedente, il 1963, come risposta all’introduzione in Italia della targa obbligatoria per le "due ruote" di cilindrata superiore a 50 cc. Il nuovo scooter, esentato appunto dall’obbligo della targa, è un immediato successo. In Italia la vendita di motoveicoli targati registra già nel ‘65 una contrazione del 28% rispetto all’anno precedente. Al contrario Vespa, grazie all’immissione sul mercato della nuova serie 50, viaggia con il vento in poppa.

VESPA 400, 1957

VESPA 400, 1957
Nel momento di massimo successo della Vespa, Piaggio decide di entrare nel mondo delle quattro ruote, ancora con l'obiettivo di produrre un mezzo economico, a larga diffusione.
Foto © Archivio Piaggio


Il "vespino" si conferma elemento di grande successo nell’ambito della gamma Piaggio, e la sua produzione non verrà più abbandonata, superando a oggi la cifra di 3.500.000 Vespa 50cc prodotte nei vari modelli e versioni. Vespa ET4 50, lanciata nell’autunno del 2000 (sostituita nel 2005 dalla nuova Vespa LX) è la prima Vespa 50cc dotata di motore quattro tempi, e stabilisce un vero e proprio record di autonomia: oltre 500 km con un pieno di benzina.
Del tutto eccezionale e unica nel mondo delle "due ruote" è la storia di Vespa PX, il singolo modello di maggior successo nell’intera storia di Vespa: nata nel 1977 e ancora in produzione nelle cilindrate 125 e 150 cc, per la felicità dei suoi fedelissimi estimatori, ha superato la cifra di tre milioni di unità vendute.
Nel 1996, l’anno del cinquantenario dello scooter più famoso del mondo, nasce la gamma Vespa ET4 ed ET2. Il modello ET4 è la prima Vespa della storia spinta da un motore 4 tempi. La storia infinita di Vespa segna un nuovo capitolo nel 2003 con la nascita della Granturismo 200L e 125L: con questi due modelli, Vespa raggiunge dimensioni e potenze del tutto nuove. Nel 2005 la gamma si arricchisce di due nuovi, importantissimi prodotti: Vespa LX (50, 125 e 150), che sostituisce, nel ruolo di “vespino”, la Vespa ET (oltre 460.000 esemplari venduti dal 1996), e Vespa GTS 250 i.e., che a cinquant'anni dalla nascita della mitica Vespa GS Gran Sport, segna un nuovo capitolo nella gloriosa storia sportiva di Vespa. Spinta da un modernissimo e potente motore 250 cc 4 valvole raffreddato a liquido e dotato di iniezione elettronica, Vespa GTS è frenata da un superbo impianto a doppio disco sul quale è disponibile, a richiesta, il sistema ABS con frenata servoassistita.
Nel 2006, in occasione del 60° anniversario di Vespa, hanno visto la luce tre esclusivi modelli che interpretano in chiave moderna le eleganti linee delle prime Vespa: Vespa GTV, Vespa LXV e Vespa GT 60°.
VESPA 150 VS3 SIDECAR, 1957

VESPA 150 VS3 SIDECAR, 1957
Raro esempio di sidecar costruito direttamente dalla Piaggio.
Foto © Archivio Museo Scienza


Nel 2007 è la volta della Vespa S: elegantemente ispirata alle linee e ai modelli degli anni ‘70, Vespa S è l’erede per il nuovo millennio delle mitiche 50 Special e 125 Primavera. Nel maggio 2008, nasce la Vespa GTS 300 Super: 145° modello, la GTS 300 Super è ancora la Vespa più prestante e di maggior cilindrata mai prodotta.

Nella primavera 2012 arriva, sulla serie piccola LX/S una importante innovazione di motore. Un nuovissimo monocilindrico 125/150 3 valvole a iniezione elettronica che definisce nuovi standard arrivando a percorrere 55 km con un litro di benzina e abbattendo le emissioni di Co2 del 30%. Una unità avanzatissima, interamente progettata, sviluppata e prodotta a Pontedera che in un prossimo futuro andrà a equipaggiare anche Vespa 946, la Vespa che verrà.
Vespa 946, presentata al salone EICMA 2011 di Milano, apre una finestra sul futuro dello stile e della tecnologia. Vespa 946 svela un possibile futuro con un omaggio al suo capostipite, il prototipo MP6 che diede origine allo scooter più famoso del mondo, esempio insuperato di stile e creatività italiani. Distillando l’essenza più pura di quei tratti che segnarono per sempre l’estetica della mobilità individuale, ed esaltando le linee che la hanno resa celebre, il Centro Stile di Pontedera proietta Vespa in un possibile futuro dove citazioni e proiezioni, tradizione e innovazione, si fondono senza soluzione di continuità.


Vespa cittadina del mondo: un successo globale

Negli ultimi anni il successo commerciale di Vespa è stato straordinario. Dal 2004, quando 58.000 unità uscirono dagli stabilimenti di Pontedera, si è passati alle 99.000 del 2006, alle 122.000 del 2009 e alle 152.000 Vespa prodotte del 2011. Con l’avvento delle famiglie LX/S e GTS/GTV Vespa ha praticamente triplicato la sua produzione nel giro di sette anni durante i quali ben 881.000 nuove Vespa hanno iniziato a percorrere le strade del mondo. Oggi Vespa è più che mai un marchio globale, vera cittadina del mondo ed è prodotta in tre siti produttivi: Pontedera dove Vespa nasce ininterrottamente dal 1946 e la cui produzione è destinata all’Europa e i mercati occidentali, Americhe comprese; Vinh Phuc, in Vietnam che serve il mercato locale e i paesi del Far East; in India, nel nuovissimo impianto di Baramati, aperto ad Aprile 2012, nel quale nascono le Vespa per il mercato indiano.

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