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Ho una domanda...

Perchè dovrei donare il mio DNA alla scienza?

Perché dal suo esame potrebbero derivare benefici a me e ai miei simili.
A me perché la scoperta di eventuali mutazioni del DNA potrebbe aiutarmi ad evitare fattori di rischio per malattie cui potrei essere più suscettibile di altri.
Ai miei simili perché il confronto del mio DNA con il loro può porre in luce differenze genetiche utili da conoscere per l'analisi di geni patologici.
Il termine “donare” pone tuttavia una limitazione ed una aspettativa. La limitazione è la non commerciabilità del DNA donato; l'aspettativa, da regolare con norme adeguate, è che se dall'analisi del DNA donato risulti un prodotto utile, per esempio un farmaco nuovo, si preveda che dai benefici di tale prodotto possa trarre vantaggio la comunità di appartenenza del donatore.

Risposta di Alberto Piazza, Professore Ordinario di Genetica Umana nella Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Torino e Direttore del Dipartimento di Genetica, Biologia e Biochimica.

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