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Il Progetto Mappatura Genetica

Il progetto di Mappatura Genetica di un campione stratificato della Popolazione Italiana

AVIS Nazionale partecipa al progetto Mappatura Genetica di un campione stratificato della Popolazione Italiana, diretto dal prof. Luca Cavalli Sforza. Il progetto ha l’obiettivo di mappare il genoma di un campione casuale della popolazione italiana. Grazie ai campioni di sangue di 10 mila donatori di tutte le province italiane verrà costituita una banca dati per studiare la base genetica di alcune malattie o difetti genetici come ad esempio l’intolleranza al lattosio e indagare le differenze nella sensibilità ai farmaci.

Immagina che...

Tu doneresti il tuo DNA alla scienza?

Immagina che AVIS ti abbia scelto per partecipare al progetto "Mappatura genetica della popolazione italiana". Qui di seguito trovi un fac simile della lettera tratta dall'originale che firmano i donatori AVIS partecipanti al progetto "Mappatura genetica della popolazione italiana".

L'attività proposta è una simulazione che ha il solo scopo di permettere ai lettori di esprimere la propria opinione sul tema trattato. Non ha fini di ricerca statistica né di valutazione del consenso della cittadinanza a progetti di questa natura.

  • Dopo aver letto la lettera, la firmeresti?
  • Le informazioni contenute sarebbero sufficienti per compiere una scelta consapevole?
  • A quali domande vorresti venisse data risposta rispetto al progetto e al tuo coinvolgimento?

Perchè dovrei donare il mio DNA alla scienza?

Perché dal suo esame potrebbero derivare benefici a me e ai miei simili.
A me perché la scoperta di eventuali mutazioni del DNA potrebbe aiutarmi ad evitare fattori di rischio per malattie cui potrei essere più suscettibile di altri.
Ai miei simili perché il confronto del mio DNA con il loro può porre in luce differenze genetiche utili da conoscere per l'analisi di geni patologici.
Il termine “donare” pone tuttavia una limitazione ed una aspettativa. La limitazione è la non commerciabilità del DNA donato; l'aspettativa, da regolare con norme adeguate, è che se dall'analisi del DNA donato risulti un prodotto utile, per esempio un farmaco nuovo, si preveda che dai benefici di tale prodotto possa trarre vantaggio la comunità di appartenenza del donatore.

Risposta di Alberto Piazza, Professore Ordinario di Genetica Umana nella Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Torino e Direttore del Dipartimento di Genetica, Biologia e Biochimica.

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