100 VOLTE IN GIRO

6 maggio - 3 settembre 2017

MOSTRA 100 VOLTE IN GIRO

6 maggio - 3 settembre 2017

Conosciamo da vicino alcune delle più belle biciclette della collezione del Museo.
Riviviamo la storia delle due ruote, dai primi esemplari ottocenteschi fino alle moderne bici da corsa attraversando le 100 edizioni del Giro d’Italia e i 200 anni dal brevetto della draisina.

Di ciclo in ciclo: essenza sportiva

I primi momenti in cui impariamo ad andare in bicicletta - quando proviamo la sensazione di assecondare il veicolo e di dominare con la velocità quell’equilibrio instabile - appartengono ai nostri ricordi speciali.
In questi ricordi è sedimentata l’emozione nata dall’incontro tra la nostra abilità individuale e la potenzialità di un mezzo così apparentemente semplice da sembrare senza tempo. Quest’emozione racchiude forse l’essenza della bicicletta, e ci porta all’inizio di una storia anche tecnologica, dove la dimensione sportiva rappresenta il fattore evolutivo fondamentale.
Se l’ideazione del velocipede risponde infatti a una necessità specifica di trasporto – nell’“anno senza estate” (1816) la scarsità dei raccolti causa moria nel bestiame e si cerca un’alternativa al cavallo sui brevi spostamenti – il primo mezzo effettivamente realizzato si afferma come divertimento goliardico e occorrerà un percorso quasi secolare per farne un mezzo di trasporto facile, economico e diffuso.
L’itinerario dalla draisina alla bicicletta moderna, tra sperimentazioni e brevetti, corre sul filo della velocità. In questa prima stagione, la dimensione agonistica è incentrata sulle prestazioni del veicolo e l’istituzione di premi remunerativi sostiene l’innovazione tecnologica del mezzo.
Rispetto all’oggetto, il ciclista - inventore, dandy, equilibrista o forzuto- è un applaudito comprimario.

Di tappa in tappa: campioni per le masse

Con la nascita della bicicletta moderna, tra fine Ottocento e inizio Novecento, si apre una nuova stagione caratterizzata da due diversi fenomeni: l’uso del veicolo come mezzo di trasporto di massa e la popolarità dei grandi campioni del ciclismo.
Anche in questo secondo periodo la spinta evolutiva nasce dall’essenza sportiva del veicolo e dalla pratica agonistica. Mezzo sportivo e mezzo di trasporto, sostanzialmente, coincidono, perciò le innovazioni tecnologiche volte a migliorare le prestazioni in gara hanno ricadute su una produzione vastissima. Ma i cambiamenti introdotti, per quanto significativi, non sconvolgono più l’assetto generale della bicicletta.
Ciò che cambia radicalmente, in questa stagione del ciclismo, è il fulcro della dimensione agonistica: dal mezzo all’atleta. Il fattore scatenante di questo cambiamento è la nascita di grandi competizioni a tappe, dove la vittoria dipende in larga misura dalla capacità, dall’esperienza, dalla preparazione e dalla tenuta psicologica dello sportivo.
Nel contesto di queste competizioni, il Giro d’Italia, ora alla centesima edizione, è un esempio emblematico: i suoi campioni non sono semplici ardimentosi da applaudire al traguardo, ma veri e propri eroi da supportare nelle difficoltà del percorso, icone delle rispettive epoche, al tempo stesso specchi fedeli e interpreti influenti dei mutamenti sociali.

Alcune delle bici in mostra

Draisina
1818

Questo biciclo, azionato dalla spinta alternata dei piedi sul terreno, è ritenuto il primo tassello nella storia che porterà allo sviluppo della biciletta. Cruciale per questa considerazione è la presenza della ruota anteriore sterzante, che consente il piccolo e continuo aggiustamento dell’assetto necessario per mantenere l’equilibrio.
Con questo mezzo, nel 1817, Karl Drais percorre 28 km da Mannheim a Schwetzingen, in Alsazia

Bicicletta da corsa Bianchi
1907

In un’officina meccanica come la Edoardo Bianchi, attiva a Milano dal 1885, il migliore modello del listino è acquistabile per 360 lire. Con 20 lire in più, il mezzo destinato al campione sarà ottimizzato per la gara montando leggerissime ruote in legno e pneumatici palmer.
In sella a questa bicicletta, nel 1907, il francese Petit-Breton vince la prima edizione della Milano-Sanremo.

Bicicletta da corsa Bianchi
2000

Appartenuta a Stefano Garzelli.
Tra i ciclisti più combattivi nella storia del Giro, Garzelli è anche considerato uno dei migliori scalatori italiani, competitivo anche sul passo, in volata e a cronometro.
Museo del Falegname Tino Sana - Almenno San Bartolomeo (BG)