IL MIO PIANETA DALLO SPAZIO. FRAGILITÀ E BELLEZZA

dal 22 aprile 2016

IL MIO PIANETA DALLO SPAZIO. FRAGILITÀ E BELLEZZA

dal 22 aprile 2016

Il Museo ospita la mostra “Il mio Pianeta dallo Spazio - Fragilità e Bellezza”, progetto espositivo curato da Viviana Panaccia, promosso e organizzato dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA), in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e la Commissione Europea.

La mostra arricchita da due nuove sezioni dedicate rispettivamente ad atmosfera e deserti e ampliata nell’area inerente ai ghiacci e all’acqua offre al pubblico l'occasione di vedere il nostro bel pianeta con gli occhi dei satelliti, e in particolare dei nuovissimi satelliti Sentinel del sistema europeo Copernicus appena lanciati.

L’esposizione è un viaggio che ci conduce, attraverso immagini satellitari e videoinstallazioni, nei luoghi più belli e remoti della Terra. Immagini di rara bellezza che contrastano con la realtà, che testimoniano e ci invitano a riflettere sulla fragilità del nostro pianeta, minacciato dal cambiamento climatico a livello globale, e su come i satelliti possano contribuire a gestirne gli effetti.

Gli occhi dei satelliti ci inviano immagini della Terra in cambiamento: ghiacciai che si sciolgono, oceani che si innalzano, foreste pluviali minacciate dalla deforestazione, inaridimento delle terre coltivate e l’incontrollato sviluppo delle megalopoli.
Il percorso espositivo è ideato per richiamare l'interesse di un ampio pubblico, con una particolare attenzione ai giovani, per sensibilizzarli a uno stile di vita eco-sostenibile e a un utilizzo più consapevole delle risorse naturali.

DESERTI

Circa un terzo delle terre emerse è classificato come arido o semi-arido con una seria scarsità di acqua e vegetazione. Gli ecosistemi aridi sono molto vulnerabili per il sovra-sfruttamento e un uso inappropriato del suolo, come i pascoli eccessivi e i sistemi d’irrigazione inefficienti. Il suolo perde gradualmente la sua produttività e la rada copertura vegetale si assottiglia ulteriormente.
Questa sezione mostra immagini dei maggiori deserti del pianeta: il più grande, il Sahara, poi il Rub al-Khali, detto anche il Quarto Vuoto, in Arabia Saudita, il deserto cinese di Taklamakan, e quello cileno simil-marziano di Atacama.

ATMOSFERA

L’atmosfera è uno strato di gas attorno al pianeta, che regola la temperatura e protegge dalle radiazioni solari. È fondamentale per lo studio del clima e dei suoi cambiamenti. I processi chimici e fisici influenzano infatti costantemente le condizioni atmosferiche rendendole molto dinamiche.
Sia le emissioni naturali sia quelle prodotte dalle attività umane influenzano il livello di ‘gas traccia’ nell’atmosfera, con numerose conseguenze tra cui l’aumento delle temperature. Queste emissioni includono l’ossido di carbonio, prodotto dalle auto, dal riscaldamento domestico e dalle macchine industriali, lo zolfo, emesso dalle attività vulcaniche, il metano, prodotto dall’allevamento del bestiame e dallo scioglimento del permafrost, e da molte altre fonti.

GHIACCI E ACQUA

Il ghiaccio si estende su gran parte della superficie terrestre e degli oceani. Queste aree, chiamate criosfera, contengono la maggior parte dell’acqua dolce del pianeta.
L’acqua copre i due terzi circa della superficie terrestre ed è essenziale per tutte le forme di vita. Ma solo il 3% dell’acqua è dolce e solo una piccola frazione è disponibile per gli esseri umani. La scarsità di questa preziosa risorsa e il conseguente suo controllo rappresentano ormai, specie nelle zone aride, una delle cause più frequenti di conflitti.
Il percorso espositivo mostra immagini di atolli, come le piccole isole del Pacifico, che rischiano di essere sommersi, di laghi che si restringono, come il lago d’Aral, e di grandi fiumi della Terra, come il Nilo e il Colorado, che sono minacciati dall’utilizzo intensivo dell’acqua e dalla costruzione di dighe.

FORESTE

Le foreste coprono 1/3 delle terre emerse e ospitano la maggior parte delle specie viventi, animali e vegetali, della Terra (80% della biodiversità) che oggi sono minacciate dalla deforestazione. Quest’area della mostra richiama l’importanza delle foreste per l’ecosistema del pianeta: essenziali per la bio-diversità e laboratorio naturale per l’assorbimento di CO2. L’agricoltura, una domanda crescente di cibo, lo sviluppo di megalopoli, lo sfruttamento minerario mettono a rischio questi ecosistemi biologicamente diversi. Questi fenomeni non influenzano soltanto il clima locale ma hanno delle conseguenze anche su quello globale. I satelliti di osservazione della Terra documentano lo stato di salute delle foreste, i processi di deforestazione e la conversione delle foreste in terreni agricoli. Sebbene i processi di deforestazione stiano rallentando, essi rimangono tuttavia ancora a livelli molto alti. Inoltre dalle immagini satellitari si possono rilevare disboscamenti e depositi di legname illegali.

AGRICOLTURA

L’agricoltura è essenziale per nutrire il pianeta ma può far fronte alle necessità di una popolazione in continuo aumento solo se essa è sostenibile (per far fronte alla crescita demografica si stima un aumento della produzione agricola del 70%). L’agricoltura intensiva ha reso uniforme il paesaggio agricolo: le enormi piantagioni e la rimozione degli habitat naturali hanno causato una perdita di biodiversità locale ma anche la riduzione delle riserve idriche, il degrado delle terre e il calo della loro produttività.
I satelliti di osservazione della Terra contribuiscono allo sviluppo di produzioni agricole sostenibili, fornendo mappature e classificazioni del terreno, e monitorandone i suoi cambiamenti. Infatti i satelliti possono monitorare l’uso delle risorse idriche, di fertilizzanti e pesticidi e contribuire alle previsioni relative alla produzione, al rendimento e alla qualità delle colture - tutte informazioni utili per la pianificazione economica e per la garanzia di scorte alimentari.

CITTÀ

Oggi esistono oltre 30 aree metropolitane con più di 10 milioni di abitanti ciascuna. Tokyo è in cima alla lista delle ‘megalopoli’ con circa 38 milioni di abitanti.
La crescita demografica, insieme allo spostamento di masse di persone dalle zone rurali alle città, deve essere monitorata affinché questo processo avvenga su una base sostenibile, tale da non influenzare la qualità della vita e la sicurezza degli abitanti.
I dati ad alta risoluzione forniti dai satelliti sono importanti per la pianificazione e uno sviluppo sostenibile delle aree urbane. Questi dati possono essere utilizzati per controllare l’inquinamento dell’aria, i rischi ambientali e le risorse idriche.

Alcune delle spettacolari immagini in mostra

COME VISITARE LA MOSTRA

La mostra è aperta negli stessi orari del Museo ed è inclusa nel biglietto generale d’ingresso.
Scopri prezzi, orari e tutte le informazioni utili per visitare il Museo.