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7 settembre 2007 - 6 gennaio 2008

Vacanze intelligenti

Arte e artisti nelle foto della Biennale di Venezia della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena

Alberto Sordi con Nudo 1958, di Alberto Viani. Foto © AAF

Una mostra di 200 foto straordinarie che parlano di cinquant'anni di Biennale che racconta le facce, i visi, le espressioni di quanti sono stati i protagonisti di questa avventura dal 1948 agli anni Ottanta.

La mostra

Cinquant'anni di Italia

È dalla sua costituzione - alla fine dell'Ottocento, ai tempi mitici del Sindaco Favaretto Fisca - che la Biennale veneziana ha come intento quello di mostrare quanto di nuovo e di più interessante venga compiuto nel campo dell'arte. Nel secolo breve della sua lunga vita la parola Biennale ha quasi sempre significato avanguardia, stupore, divertimento.
Persino tra le due guerre, quando era tenuta sotto controllo da Antonio Maraini, scultore accademico, ma soprattutto nelle edizioni del secondo dopoguerra, quando le grandi mostre internazionali ospitavano Picasso, Matisse, i surrealisti della collezione della grande Peggy Guggenheim (indimenticabile una foto del '48 in cui troneggia, orecchini a forma di margherita, su di un Luigi Einaudi magro e piccolissimo all'entrata del padiglione greco in cui ospitava le sue opere).

Così nella sua lunga vita la Biennale ha ospitato tutto e il contrario di tutto: figurativi, astratti surrealisti, maestri italiani e soprattutto internazionali, mentre l'arte modificava il suo statuto, diventava una materia complessa sempre più simile alla realtà, sovrapponendosi negli anni settanta ai percorsi della scienza e della natura - qualcuno forse ricorderà le pecore vive ospitate nel padiglione israeliano, i cavalli di Jannis Kounellis, il toro che montava una mucca meccanica.

E, più recentemente, le sezioni di animali in formaldeide di Damien Hirst, la scoperta della Cina operata da Harald Szeeman, la consacrazione di donne impossibili ed eccezionali come Louise Bourgeois o il suo quasi omologo italiano Carol Rama.

Un laboratorio di proposte a volte oltraggiose e incomprensibili ai più che se - da una parte - ha permesso a comici come Alberto Sordi e la sua compagna extralarge di compiervi esilaranti incursioni (il pubblico che fotografa la Fruttivendola addormentata prendendola per una installazione) - dall'altra ha sicuramente promosso l'intelligenza e la cultura di un'Italia ancora rurale che usciva dalla guerra.

I protagonisti di un'avventura

Così è proprio "Vacanze intelligenti" - ricordando la finta ingenuità e il drammatico stupore di quella coppia - il titolo che è stato scelto per una mostra di 200 foto straordinarie che parlano di cinquant'anni di Biennale (1948 - 1982), curata da Antonella Greco e Vittorio Sgarbi. Un archivio pressoché inedito, acquisito dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e solo in piccola parte esposto anni fa dalla Fondazione Guggenheim di Venezia, che racconta le facce, i visi, le espressioni di quanti sono stati i protagonisti di questa avventura dal 1948 agli anni Ottanta.

A cominciare dal viso angelico della nostra dama di ferro, di quella Palma Bucarelli, bella e amata come un'attrice da tutti i protagonisti della cultura di quegli anni - Giulio Carlo Argan e Paolo Monelli in primis - presente a tutte le inaugurazioni. Vestita di bianco che spiega, unica donna fra decine di politici in grisaglia grigia, i ritratti di Picasso, i fili metallici di Pevsner, le distorsioni di Soutine, gli uccelli donna di Max Ernst, Morandi e Casorati, Arp e Henry Moore.

E ancora, i baffetti e l'eleganza di Lucio Fontana, la rivoluzione della Pop Art nel '64 con Rauschenberg e Dine e nel '66 con i quadri di Liechtenstein - giovane e imbrillantinato - circondato da Renato Mambor e Cesare Tacchi (i nostri maestrini della "Scuola di Piazza del Popolo") veri "poveri ma belli" scortati da Paola Pitagora con un vestito optical.

E poi le modelle che dialogano con Giacometti e le sue figure allucinate, De Chirico sempre scontroso e spettinato con Isabella Far mentre parla male, come al solito di Modigliani e di Breton.Dalì, vera opera vivente, fotografato a La Fenice tra le sue scenografie con la ballerina Ludmilla Tcherina.

Dalle foto compaiono anche gli occhiali di Le Corbusier e il farfallino storto di Louis Khan. Due miti per gli studenti di architettura di quegli anni, che avrebbero dovuto lasciare un segno stabile a Venezia, di cui poi, come spesso in Italia, non se ne fece nulla.

Infine, le Biennali più recenti: Novelli che gira i quadri nel '68 (vi è scritto sopra "l'arte è fascista...), Ceroli e la sua casa di legno, i carabinieri ai giardini (ma Rauschenberg si era fatto fotografare fra di loro), le macchine celibi di Szeeman, le farfalle che da un gigantesco bozzolo invadono piazza san Marco, la faccia stralunata di Julian Beck che invade le calli col Living Theathre...
Sappiamo bene che la Biennale continua. Nei novanta quella di Bonito Oliva, nel duemila quelle di Szeeman, di Bonami, di Storr. Ma la macchina fotografica si è fermata. L'archivio conclude la propria storia prima della fine del secolo passato. E anche la nostra mostra.

Milano Doc Festival

La mostra è un evento del Milano Doc Festival, realizzato in collaborazione con il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia e promossa dal Comune di Milano, Assessorato allo Sport e al Tempo Libero.

Mostra promossa da

Assessorato alla Cultura del Comune di Milano
Fondazione Cassa di Risparmio di Modena
Milano Doc Festival

A cura di

Antonella Greco in collaborazione con Vittorio Sgarbi

Con il sostegno

Comune di Milano - Cultura

Si ringrazia

Camera di Commercio, Industria, Agricoltura e Artigianato di Milano

Tutte le foto sono © Archivio Arte Fondazione Cassa di Risparmio di Modena

7 - 30 settembre

Ingresso gratuito
luned́-venerdì
18.00 - 24.00
sabato e domenica
18.30 - 24.00
Escluso luned́ 10 settembre

7 settembre 2007 - 6 gennaio 2008

Visita inclusa nel biglietto d'ingresso al Museo
martedì-venerdì
9.30 - 17.00
sabato e domenica
9.30 - 18.30
chiuso il lunedì

Dove

Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia "Leonardo da Vinci"
via San Vittore, 21 - Milano
Primo Chiostro

Informazioni

T 02 485551
info@museoscienza.it

Milano Doc Festival

T 02 80 56 033
02 85 68 04 89
www.milanodocfestival.it
info@midoc.it

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