martedì 25 settembre 2007

Luciano Garofano

DNA e privacy

Il terzo appuntamento con Luciano Garofano, Comandante del RIS Carabinieri di Parma, che ci parlerà delle opportunità offerte dall'istituire una Banca Dati nazionale di DNA per promuovere la cooperazione internazionale tra le forze di polizia e combattere la criminalità nazionale, ma anche per contrastare quella internazionale, come il terrorismo. Già istituita in Gran Bretagna nel 1994 e ultimamente in Lettonia, è di imminente introduzione anche in altri paesi europei, tranne che per l’Italia.

Conduce Giovanni Caprara, Responsabile Redazione Scientifica del Corriere della Sera

Criminalità, DNA e privacy

Los Angeles, 1 maggio 2007. Attraverso il CODIS, la banca dati di DNA statunitense, Chester Turner, addetto al trasporto di pizze a domicilio ed arrestato per una rapina compiuta nel 2002, viene riconosciuto l’autore degli omicidi di 10 donne compiuti tra il 1987 ed il 1988.

Manchester, 30 novembre 2006. Ian O’ Callaghan, viene individuato come il colpevole dell’omicidio di Shirley Leach, un’anziana donna di 66 anni uccisa il 31 dicembre 1993, all’uscita dell’ospedale dove era ricoverata una sua nipotina. La soluzione è nell’analisi di un campione di saliva prelevato a Callaghan nel corso di un normale controllo alcoolimetrico. Il DNA ottenuto, inserito nella banca dati di DNA britannica, ha mostrato piena coincidenza con il profilo di DNA estratto dalle tracce raccolte sulla scena del crimine 12 anni prima.

California, 8 maggio 2006. Il Portland Press Herald diffonde la notizia che la polizia di San Francisco ha arrestato un anziano signore di 72 anni riconosciuto colpevole di una rapina e del successivo omicidio di una donna, accaduto 34 anni prima.

Wisconsin, 10 maggio 2006. L’Associated Press informa che un uomo di 39 anni, condannato all’ergastolo per lo stupro e l’omicidio di una giovane donna avvenuto nel 1988 è stato scarcerato perché assolutamente estraneo ai fatti.

Non sono che alcuni dei numerosissimi esempi che la cronaca riporta ogni giorno e che dimostrano quanto essenziale e irrinunciabile sia disporre di una Banca Dati nazionale di DNA. Non solo per combattere la criminalità nazionale, ma anche per contrastare quella internazionale, come il terrorismo: dopo 36 ore dalla bomba nella Metropolitana di Londra, il Forensic Science Service aveva già identificato, grazie a tracce di DNA estratte da ciò che rimaneva degli ordigni, confrontate con i profili conservati nella banca dati, 7 degli 8 terroristi attualmente sotto processo.

Il primo paese ad averla istituita è stata la Gran Bretagna, nel 1994, l’ultima la Lettonia. Ma è di imminente introduzione anche in altri paesi europei, tranne che per l’Italia. Eppure anche noi, recentemente, abbiamo dichiarato l’intenzione di aderire al trattato di Prum, che è diventato parte integrante della legislazione europea e che si prefigge di promuovere la cooperazione internazionale tra le forze di polizia, proprio attraverso lo scambio e la condivisione delle banche dati relative al DNA, alle impronte digitali ed alla immatricolazione dei veicoli. E i risultati si vedono! Ad aprile di quest’anno, il CODIS americano che contiene quasi 5 milioni di profili di DNA, di cui quasi 200 mila provenienti dalle varie scene del crimine, ha contribuito alla risoluzione di quasi 50.000 casi. Ma anche il NDNAD inglese, in cui sono conservati più di 3 milioni di profili, ha fatto lievitare al 59% la quota dei reati scoperti con successo. D’altra parte, non è solo un problema giuridico o culturale, ma anche di investimenti mirati. Basti pensare che la Gran Bretagna nel periodo compreso tra il 2000 ed il 2005, ha destinato circa 300 milioni di sterline al settore, attraverso un programma ambizioso che non ha tenuto conto soltanto delle problematiche attinenti le analisi genetiche, ma anche di quelle più strettamente legate alle attività sulla scena del crimine ed alla microcriminalità in particolare.

Sono d’accordo che l’istituzione di una Banca dati di DNA può preoccupare gli italiani, e può essere interpretata come una forma di schedatura e un grosso rischio per la privacy, vista la brutta esperienza fatta con le intercettazioni telefoniche. Ma queste sono paure assolutamente infondate perché sappiamo che il DNA utilizzato a scopi identificativi, non può rivelare nulla circa la nostra salute presente e futura, né può essere utilizzato per incolparci di un crimine che non abbiamo mai commesso. Può invece incidere in maniera determinante per migliorare la sicurezza di cui tutto il paese si preoccupa, per ridurre notevolmente i costi delle indagini e dei processi e per scagionare dei cittadini innocenti.

Luciano Garofano

Cenni biografici

Luciano Garofano è Tenente Colonnello dell’Arma dei Carabinieri comandante del Reparto Carabinieri Investigazioni Scientifiche di Parma, che ha competenza su tutto il Nord-Italia. Laureato in Scienze Biologiche presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, si è specializzato in Tossicologia Forense presso l’Università degli Studi di Napoli. Dal 1978, anno di arruolamento nell’Arma dei Carabinieri, al 1988 è stato comandante della Sezione Chimico-Biologica del Centro Carabinieri Investigazioni Scientifiche di Roma. È stato comandante della Sezione di Biologia presso l’Organizzazione Territoriale dell’Arma dei Carabinieri di Torino Mirafiori per il quale ha curato la realizzazione di un laboratorio per l’analisi del DNA a scopi forensi.
Ha svolto numerosi incarichi in delicati e complessi casi giudiziari di risonanza nazionale: Capaci, Bilancia, Carretta, Novi Ligure, Omicidio Piovanelli, Omicidio Magni, Duplice Omicidio Donegani, Sequestro Onofri, Sequestro ed Omicidio Roveraro, Cogne.
È autore di numerose pubblicazioni su riviste nazionali ed internazionali di Scienze Forensi e di libri. È membro dell’Accademia Americana di Scienze Forensi (AAFS) e della Società Internazionale di Identificazione (IAI).
È docente nel Master in Scienze Forensi presso l’Università degli Studi di Parma e del corso di “Tecniche di Investigazioni Scientifiche” presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Lecce.

Pubblicazioni

  • Luciano Garofano - "Delitti imperfetti", Marco Tropea Ed., Milano (2004)
  • Luciano Garofano - "Delitti imperfetti. Atto II", Marco Tropea Ed., Milano (2005)
  • Luciano Garofano - "Delitti imperfetti. Atto I e II", Marco Tropea Ed., Milano (2006)
  • Vinceti Silvano e Luciano Garofano - "L'enigma boiardo", Armando Ed., Roma (2003)

Siti web

Film

  • "CSI: Crime Scene Investigation", Serie Tv, Alliance Atlantis & CBS Productions, Usa (2000-2007)
  • "RIS Delitti Imperfetti", Serie Tv, Taodue, Italia (2004-2006)
  • "Il collezionista di ossa", Universal, Usa (1999)

Luciano Garofano Luciano Garofano

Quando

martedì 25 settembre 2007
Sala Conte Biancamano
h 18.30

Informazioni

T 02 48 555 1
info@museoscienza.it
Ingresso libero fino ad esaurimento posti

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