| In Italia si suole chiamare "barocco" l'organo costruito all'incirca dalla seconda metà del secolo XVII sino a tutto il secolo successivo. Con l'insediamento del gesuita fiammingo frate Willem Hermans (1601-post 1679) e dello slesiano Eugenio Caspar (italianizzato Casparini, 1623-1706), si diffondono nuovi elementi dell'organo transalpino che vengono trapiantati sulle tradizioni locali. L'organo italiano, tuttavia, non abbandona l'elemento caratteristico e principale che lo contraddistingue dagli altri organi europei: il timbro del Ripieno. |
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| In questo periodo, l'organo italiano assume diverse connotazioni e caratteristiche a seconda delle aree geografiche; si parla, pertanto, di organo lombardo, veneto, toscano... L'organo sviluppatosi in Lombardia, in particolare a Bergamo, si eleverà successivamente a modello in altri territori della penisola. Qui lo strumento classico tardorinascimentale, grazie ai Bossi e ai Serassi, si arricchisce di numerosi registri "da concerto" e di più "corpi d'organo" (fino a tre) che rendono agevole un proporzionato e suggestivo alternarsi di giochi sonori; si fa strada un modello d'organo timbricamente multicolore e di grandi dimensioni. L'ambito della tastiera abitualmente è di cinquanta tasti per gli organi di otto piedi e si amplia per gli organi di sedici piedi fino a sessantadue tasti; costante è la divisione nell'estensione della tastiera tra bassi e soprani, soprattutto nei registri di concerto. Le misure e le proporzioni delle canne dei registri del Principale generalmente sono quelle classiche della scuola antegnatiana. I registri più caratteristici, di chiara derivazione nordica perché riproducenti l'armonico di terza, sono la Sesquialtera e il Cornetto o Cornetta. Non mancano la Voce umana, il Flauto in ottava e quello in duodecima; altri registri sono: la Flutta traversiera, i Corni dolci o Corni da caccia, il Flagioletto, la Viola... |
| Per quanto riguarda i registri ad ancia ce ne sono di notevole varietà di foggia e di altezza di suono, dipendendo essi dalla creatività del costruttore, il quale facilmente può ottenere effetti sonori diversi; pertanto variano non solo da organaro a organaro, ma anche nella stessa bottega, in breve arco di tempo; si suddividono in registri a tuba normale (Trombe, Fagotti, Oboe, Arpone, Violoncello), a tuba cilindrica e dimezzata (Corno inglese, Clarino), a tuba corta (Cornamusa). |
La pedaliera dapprima non ha registri propri; dalla metà secolo in poi, tuttavia, si assiste ad un notevole sviluppo dei registri del pedale per numero e varietà; sono di legno e di dimensioni rilevanti; accanto all'usuale registro di Contrabassi di sedici piedi, per gli organi più grandiosi sono documentati registri di Contrabassi con canne ancora più grandi; a questi si aggiungono altri registri ad anima (Ottave di rinforzo, Duodecima, Ripieno, Timpani o Timballi) ad ancia (Tromboni). L'estensione della pedaliera di solito è di diciassette tasti per altrettante note, ma il numero di quelle reali è abitualmente di dodici. L'organo "barocco" è anche dotato di fantasiosi registri di particolare effetto sonoro tra cui: Usignoli, Tamburo imitante il rullare del tamburo; Campanini di bronzo. Il prospetto delle canne di facciata è vario; nella prima metà del secolo si propongono i modelli rinascimentali a cinque campi e a tre campi; nella seconda metà si diffonde quello ad unica campata a cuspide con o senza ali, che diventa il più diffuso; la collocazione del secondo corpo d'organo detto Eco è per lo più sul basamento a sinistra della tastiera; il crivello abitualmente è di cartone bianco; il somiere è costantemente di tipo "a vento" cioè con i ventilabrini; quello "a tiro" cioè a stecche, è usato per lo più negli organi di piccole dimensioni, nonché portativi; le catenacciature sono di ferro, ottone, legno. I comandi dei registri sono di due tipi: manette poste lateralmente su una o più file verticali, azionabili con spostamento laterale ed incastro; pomelli a tiro con o senza incastro a seconda del tipo di somiere usato. L'organo è dotato anche di vari comandi accessori quali: pedaloni per il Tiratutti del Ripieno e per il Tiratutti della Combinazione preparabile, pedaletti ad incastro sopra la pedaliera, alcuni tasti della pedaliera, e altri ancora. La manticeria abbonda di mantici di tipo "a cuneo", con caricamento a stanghe o a corde collegate a stanghe o a carrucole. La distribuzione dell'aria ai somieri è ben organizzata, abbondante, di flusso costante. Nell'accordatura viene utilizzato un temperamento di tipo inequabile, adattato alle esigenze armonico-tonali del tempo. Il "corista" è generalmente alto. Le canne hanno una pronuncia viva, frizzante, chiara; il suono è luminoso, caldo, argentino.
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Un significativo esempio di espressione della fede popolare dell'epoca è nella musica organistica; in essa la gente trova gioia, conforto, serenità, occasione per esprimere un rapporto corale, comunitario e più partecipato con il divino, quasi che il Cielo dovesse essere partecipe delle vicende terrene; si vuole che il credo cattolico dia certezze, diversamente da quanto succede in ambienti di fede cristiana protestante in cui il rapporto con il divino è più sofferto, soggettivo e conflittuale. L'organo si adatta perfettamente a questa funzione. Le diversità tra l'organo settecentesco Bossi e Serassi non stanno tanto nelle disposizioni foniche quanto nelle particolarità dei criteri di costruzione e nelle caratterizzazioni timbriche delle voci. I Bossi e i Serassi, pur legati saldamente alla tradizione dell'organo italiano, sono coraggiosi nella progettazione e nella realizzazione di grandiosi organi; nel corso del secolo svolgono un graduale e costante sforzo per il rinnovamento timbrico-espressivo dell'organo, tanto da diventare tra i rappresentanti più illustri nel panorama italiano. |