| L'organo è concepito come una grande orchestra; interpreta perfettamente la nuova sensibilità musicale del melodramma, gloria italiana, le cui eccelse opere entusiasmano, formano il gusto popolare e si diffondono in tutto il mondo. L'organo si arricchisce di timbri che valorizzano magnificamente la melodia, il bel canto, lo stile armonico-compositivo e "l'orchestrazione". Le sue musiche si rifanno ai grandi musicisti contemporanei, Rossini, Donizetti, Bellini, Verdi. L'organo è efficace veicolo di sentimenti patriottico-risorgimentali, mirabilmente espressi nel melodramma; gli organisti li interpretano con inesauribile fantasia, sorretti e stimolati dalle avvolgenti timbriche degli organi. Il linguaggio armonico è popolare, di comunicazione immediata, in reazione all'accademismo settecentesco e al classicismo; ciò che conta è il sentimento. Diverso rispetto al passato è il modo con cui gli artisti organari e gli artisti organisti intendono fare arte, e il modo con cui il pubblico riceve e sollecita il loro messaggio. |
| L'organo, con la sua ormai capillare diffusione, è in ogni realtà geografica e sociale, e gli organisti esprimono con spontanea fantasia e gusto, la sensazione, la festa, lo stupore e i sentimenti della gente. |
| Tecnicamente il tipo d'organo italiano dell'Ottocento è il naturale sviluppo di quello Settecentesco, nel senso che mantiene le medesime caratteristiche strutturali pur potenziandole. È sempre più grandioso per dimensioni, numero di canne, varietà timbrica, potenza sonora. È dotato di nuovi ritrovati tecnici che lo accrescono e ne facilitano l'uso (ricordiamo fra i tanti, i meccanismi della Terzamano e Quartamano). Le estensioni delle tastiere raggiungono i settantadue tasti, quelle delle pedaliere le ventisette note reali. Vengono aumentati il numero e la varietà timbrica dei registri ad ancia e ad anima, in particolare di quelli violeggianti; la piramide del Ripieno e i registri di pedale (detti anche di basseria) sono notevolmente accresciuti. |
| Il sistema di costruzione è di tipo artigianale anche se l'organizzazione del lavoro assume i connotati della specializzazione di tipo preindustriale (è il caso delle celebri officine Serassi). Per quanto riguarda la disposizione delle canne di facciata e la struttura architettonica del prospetto, si predilige la disposizione monocuspide con o senza ali e la disposizione tricuspide, inserite in strutture architettoniche dalle severe linee neoclassiche e di stile impero. |
| Un significativo esempio di espressione della fede popolare dell'epoca è nella musica organistica; in essa la gente trova gioia, conforto, serenità, occasione per esprimere un rapporto corale, comunitario e più partecipato con il divino, quasi che il Cielo dovesse essere partecipe delle vicende terrene; si vuole che il credo cattolico dia certezze, diversamente da quanto succede in ambienti di fede cristiana protestante in cui il rapporto con il divino è più sofferto, soggettivo e conflittuale. L'organo si adatta perfettamente a questa funzione. |
| La Chiesa cattolica non poteva tollerare un abuso di sonorità estranee alla liturgia e promosse una radicale riforma della musica sacra- detta Riforma ceciliana dal nome dell’omonima associazione- che avvenne purtroppo con cieco radicalismo. Centinaia di organi del periodo vennero smantellati o persero preziosi registri- giudicati "anti-liturgici"- che vennero sostituiti da registri di intonazione romantica (viole, voci corali ecc.). |
| Con la riforma della musica sacra andò rapidamente persa la straordinaria varietà sonora degli organi italiani ottocenteschi costruiti dai Serassi, Carrera, Lingiardi, Bossi, frutto di un perfezionamento costato secoli di esperienze. Migliaia di canne finirono nella spazzatura: inutile dire che questa caccia all’untore avvenne all’ombra delle più penose speculazioni ai danni dell’arte e delle stesse chiese. Anche in quell’occasione si preferì distruggere ciò che si riteneva contrario alla dottrina, anziché adoperare sforzi affinché si facesse buon uso delle cose, salvando la libertà della cultura e delle coscienze. |
| La riforma ceciliana finì con l’imporre l’organo nordeuropeo, con alcuni indubbi progressi come l’adozione della pedaliera completa, l’abbandono dei registri spezzati in favore di organi a più manuali e l’unificazione delle misure della consolle; ma lasciò in eredità alcune gravi carenze tecniche, ossia l’intonazione imprecisa dello strumento e la rinuncia alla trasmissione meccanica. |