Ritratto di Guido Rossi

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Tipologia dipinto
Autore Gaudenzi, Pietro (1880 - 1955)
Cronologia 1925 - 1930
Numero inventario 1762
Collocazione deposito
Materiali e tecnica tela/ pittura a olio
Misure dipinto:
altezza: 99  cm
larghezza: 84 cm
con cornice:
altezza: 115  cm
larghezza: 106,5 cm
profonditÓ 13,5 cm
Acquisizione Guido Rossi, 1957
Scheda a cura di Omar Cucciniello, Claudio Giorgione
Referente scientifico Giovanna Ginex

Descrizione

Dipinto a olio di medie dimensioni di Pietro Gaudenzi, raffigurante Guido Rossi, con indosso una vestaglia da camera bordeaux e una camicia bianca, che tiene in mano una statuetta riproducente una figura umana, rivolto verso lo spettatore. Sul tavolo davanti a cui Ŕ seduto sono posati tre libri chiusi, impilati sulla sinistra e uno aperto sulla destra.

Iscrizioni

  • a penna su etichetta cartacea, verso, telaio del dipinto, in alto: "17"
  • a matita, verso, telaio della cornice, in alto: "49"

Provenienza

  • Collezione Guido Rossi  1920 post  - 1957

Notizie Storico Critiche

Il dipinto fa parte delle tredici opere di Pietro Gaudenzi giunte al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica nel 1957 con il lascito di Guido Rossi, che possedeva un cospicuo nucleo di dipinti del pittore, non tutti pervenuti al museo. L'industriale ebbe un ruolo privilegiato con Gaudenzi: secondo il racconto di Ettore Cozzani, infatti, fu lui a invitarlo a trasferirsi a Milano, divenendone per anni mecenate e committente (Cozzani 1923, p. 34).
Un ruolo esemplificato da questo ritratto, in cui il pittore ha raffigurato l'industriale milanese come un raffinato collezionista: circondato da libri esamina -e mostra- un pezzo della sua collezione: sembra trattarsi di una statuetta in porcellana dipinta, che non fu inclusa nel lascito al museo. L'impostazione del dipinto Ŕ chiaramente ispirata al noto Ritratto di Jacopo Strada di Tiziano (Vienna, Kunsthistorisches Museum), da cui Gaudenzi riprende anche il cromatismo vibrante, evidente nella vestaglia da camera in velluto bordeaux.
La datazione andrÓ attestata alla seconda metÓ degli anni venti, sia per l'etÓ dell'effigiato, nato nel 1881, sia per ragioni stilistiche: all'evidente ricordo dei maestri rinascimentali, infatti, si unisce una materia pittorica ricca, fatta di creste e grumi di colore, alternati a stesure pi¨ lavorate e sfumate in toni cupi, che mostrano ancora l'eco delle prime opere.

Riferimenti Bibliografici

    bibliografia specifica
  • Ottino Della Chiesa A., "Dipinti nel Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica : Milano", Milano, 1962, p. 70 
  • Caramel L., "I dipinti dell'800 nella Collezione Guido Rossi nel Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica di Milano", Busto Arsizio, 1986, n. 42 s. n. p. 
  • De Grada R. / Fiordimela C., "Ottocento Novecento. Le collezioni d'arte del Museo della Scienza e della Tecnica "Leonardo da Vinci" di Milano", Garbagnate Milanese, 2000, p. 100 , p. 102

  • bibliografia di confronto
  • Salvaneschi N., Pietro Gaudenzi, in "Vita d'arte : rivista mensile illustrata d'arte antica e moderna", Milano, 1916, XV, pp. 207-212 
  • Cozzani E., "L'anima e l'arte di Pietro Gaudenzi", Milano, 1923, p. 34 

Immagini

Ritratto di Guido Rossi

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