Collezione istituzionale / familiare - Collezione Alessandro Cruto

Oggetti simili a Collezione

Categoria principale Industria Manifattura e Artigianato
Ambito culturale
Periodo secc. XIX/XX
Anni1850 - 2000
Numero inventarioCOL007
CollocazioneDeposito
Peso-
Materiali-
AcquisizioneEredi Cruto

Descrizione

La collezione Alessandro Cruto presente al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia "Leonardo da Vinci" di Milano è costituita da un'ampia raccolta archivistica, forse la più corposa esistente sul personaggio, e da alcuni oggetti che oggi afferiscono alla collezione di strumentazione scientifica del Museo. La raccolta archivistica, interamente conservata presso la biblioteca del Museo, è caratterizzata da una tipologia eterogenea di materiali: ne fanno parte infatti lastre fotografiche, manoscritti originali, disegni, articoli di giornali e riviste, fotografie. La collezione, in gran parte esposta presso l'Ecomuseo Cruto di Alpignano, comprende strumenti impiegati nel laboratorio di Piossasco per gli esperimenti sulla cristallizzazione del carbonio e dispositivi per la realizzazione delle lampade a incandescenza, apparecchiature per prove di elettrotecnica e alcune lampade con filamento di carbone.

Notizie storico-critiche

La collezione nasce dalla donazione della figlia di Alessandro Cruto, Lea Cruto Iberti, su sollecitazione dell'Ingegner Guido Ucelli, fondatore del Museo, che la contatta nel febbraio 1954. L'Ing. Ucelli indica tra le finalità dell'Ente quella di "conservare le memorie dei grandi scienziati che hanno contribuito al progresso civile" e manifesta vivo interesse per i materiali documentari e per i cimeli di A. Cruto. La Signora Cruto Iberti risponde positivamente al proposito dell'Ing. Ucelli "rivolto a mettere in giusta luce, ad avvalorare conservare e divulgare degnamente il lavoro e l'opera svolta da mio Padre in tutta modestia e pertanto poco nota obliata a volte sviata" . A partire dal maggio del 1954, vengono consegnati al Museo vari materiali come lampadine, negativi di fotografie, pubblicazioni, manoscritti e disegni, e viene effettuato in loco il ritiro dei cimeli. Con la morte improvvisa della Signora Lea Iberti Cruto, avvenuta il 3 maggio 1957, i rapporti tra il Museo e la famiglia si affievoliscono rapidamente. Non si rinviene traccia della redazione di un elenco definitivo che Ucelli si riservava di redigere dopo più attento esame dei materiali e di inviare alla donatrice. I DOCUMENTI. Nel mese di maggio del 1954, a chiusura delle celebrazioni vinciane, il Museo presenta una Mostra Storica della Fisica dove è esposto il materiale documentario dedicato ad Alessandro Cruto. Un primo studio sui documenti, effettuato nel 1976 dal Prof. Maiocchi, viene pubblicato su Museoscienza con il titolo "Osservazioni sui manoscritti inediti di Alessandro Cruto" . Nel 1995 alcuni documenti vengono pubblicati da Maria Consolata Corti nel libro "La lampada sopra il moggio: la vera storia dell'invenzione della lampadina" e, nel 2008, nella monografia "Il signore della luce: Alessandro Cruto e la storia dimenticata della lampadina italiana". Tutta la documentazione è attualmente conservata presso la biblioteca del Museo. L'elenco generale, redatto ove possibile secondo un ordinamento cronologico, comprende documentazione originale in gran parte inedita e pubblicazioni varie di e su Cruto. GLI OGGETTI, La storia degli oggetti è contrassegnata da alcuni prestiti, come quello alle Soc. Riunite Osram Edison relativo all'esposizione del 1979 realizzata a Como per il centenario della lampadina. Nel 1984, parte della collezione viene data in prestito all'Azienda Energetica Municipale di Torino per una mostra, ospitata a Palazzo Reale, sull'illuminazione pubblica della città. Nel 1997, in occasione del 150° anniversario della nascita di Alessandro Cruto, i beni depositati presso l'AEM di Torino vengono richiesti per la mostra organizzata dalle Amministrazioni comunali di Alpignano e di Piossasco e inaugurata l'8 maggio 1998 nei locali dell'ex Opificio Cruto di Alpignano. Con la trasformazione del Museo da Ente pubblico a Fondazione privata, si procede al censimento di tutte le collezioni e viene effettuata una revisione della collezione A. Cruto ad opera dell'Ufficio Sviluppo Patrimonio Storico coadiuvato dall' esperto Ing. Franco Soresini, incaricato del ritiro di alcuni beni all'epoca della donazione. Inoltre, presso l'AEM di Torino, è eseguita una perizia tecnica per individuare gli oggetti del Museo tra quelli depositati presso l'azienda. I risultati di queste operazioni conducono all'inventariazione attuale che comprende lampadine a incandescenza e strumentazione di laboratorio utilizzata da Cruto e in parte da lui progettata. Nel 2002 gran parte della collezione è concessa in comodato al Comune di Alpignano, dove è tutt'ora in esposizione presso il museo "Cruto: la luce ad Alpignano".

argomento categoria:Illuminotecnica lunghezza:1

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