Condensatore a stagno e carta paraffinata -

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Categoria principale Industria Manifattura e Artigianato
InventoreMagni Franco
CostruttoreGiovanni Campostano
Periodoinizio sec. XX
Anni1911 - 1912
Numero inventario9835
CollocazioneDeposito
Altezza35 cm
Larghezza40 cm
Profonditā28 cm
Peso25 kg
Materialicarta, legno, metallo, paraffina, stagno
Acquisizione Eredi Magni

Descrizione

Questo condensatore č costituito da una scatola in legno con maniglie in ferro. Sui due lati sono presenti rispettivamente 1 e 4 serrafili per il collegamento elettrico. Al suo interno sono presenti, alternati, fogli di stagno e carta paraffinata. Riportiamo la descrizione di questo elemento circuitale dell'ingegner Magni nella sua pubblicazione del 1912 (pag. 16): " Condensatori: come si disse, si usarono dei condensatori appositamente costrutti dalla Ditta Campostano a sezioni di circa 1x1x1,5x7,5 mf. con fogli di stagno puro intercalato con fogli di carta paraffinata. Ne ebbi a disposizione quattro. Essendo piuttisto voluminosi e pesanti furono muniti di maniglie laterali a guisa di bauletti per comoditā di trasporto."

Funzione

Questo condensatore (denominata da Magni "B1") faceva parte del banco sperimentale utilizzato da Franco Magni per le sue ricerche sulla radiotelegrafia del 1911/12 (brev. n° 127804). In particolare questo elemento era inserito nel complesso del circuito trasmittente. Nella fotografia allegata č ben visibile l'iscrizione "A1" che denota come questo condensatore (uno dei quattro presenti) era dedicato al secondo (B) circuito trasmittente (1). Questo elemento capacitivo poteva assumere valori variabili a seconda di quale dei 4 serrafili veniva utilizzato per il collegamento al circuito. L'intero complesso trasmittente era composto da un doppio circuito di oscillazione che veniva governato da un commutatore messo in rotazione da un motore elettrico. La rotazione del commutatore "accendeva" alternativamente i due circuiti oscillanti, denominati dall'inventore A1 e B1. Il generatore delle oscillazioni ad alta frequenza era comune ai due circuiti A1 e B1 ed era rappresentato da una lampada ad arco voltaico tra elettrodi in carbone del tipo Vigreux e Brillié con sistema di regolazione automatica della distanza tra i carboni. Quando il commutatore veniva messo in rotazione chiudeva alternativamente il contatto tra l'oscillatore ad arco e i circuiti A1 e B1. Entrambi questi due circuiti era formati da un condensatore (C) e da un'induttore variabile o selfinduzione (L) cosė che, sollecitati alternativamente dalle oscillazioni a largo spettro delle scariche della lampada, questi si mettevano in oscillazione secondo il loro periodo naturale (proporzionale alla radice del prodotto di L e C). Queste oscillazioni di frequenza definita venivano poi trasferite attraverso connessioni elettriche o induttive all'antenna a telaio corrispettiva (A1 e B1). In questo modo dal circuito trasmittente venivano irradiati due segnali a frequenze diverse (10.600 Hz e 10.000 Hz) che nel ricevitore venivano eterodinati (principio dei battimenti) per ottenere un segnale udibile.

Riferimenti Bibliografici:

  • Magni F. ''Radiotelegrafia a stazioni sintonizzate / basato sul principio dei suoni di combinazione per differenza'' 1912 Torino
  • Bramanti c. ''L'ing. Franco Magni'' 2005 Albino (Bergamo)
argomento categoria:Telecomunicazioni via radio lunghezza:1

Immagini

Immagine oggetto


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