Tubo da ripresa televisiva di Zworykin - Iconoscopio

Categoria principale Industria Manifattura e Artigianato
InventoreZworykin Vladimir Kozmich
CostruttoreRadio Corporation of America
Periodosecondo quarto sec. XX
Anni1935 - 1940
Numero inventario2202
Collocazioneprimo piano, sezione telecomunicazioni, vetrina
Altezza15 cm
Larghezza50 cm
Profondità30 cm
Peso1 kg
Materialimetallo, vetro
Acquisizione Magneti Marelli

Descrizione

Questo tubo a raggi catodici è costituito da un'ampolla di vetro composta da due forme intersecate; uno di forma cilindrica più tozzo e l'altro più snello e sottile (a gambo). Tutta l'ampolla è mantenuta sotto vuoto. Nel cilindro più stretto è presente un cannone elettronico (a filamento caldo), mentre nella parte più ampia del tubo sono inseriti uno schermo composto da un mosaico di celle fotosensibili e due anelli collettori. Il cannone elettronico è costituito principalmente da griglia di controllo, anodo acceleratore, anodo di fuoco, anodo collettore. Dall'ampolla fuoriescono diversi contatti metallici necessari per i collegamenti elettrici del dispositivo con l'elettronica della camera da ripresa in cui il tubo era inserito.

Funzione

L'iconoscopio è un tubo elettronico utilizzato all'interno delle telecamere nei primi anni di riprese televisive elettroniche.

Modalità d'uso

Il dispositivo utilizza la proprietà fotoelettrica presente in alcuni materiali (esempio l'Ossido di Cesio) per trasformare un'immagine in una serie di segnali elettrici, compiendo questa operazione ripetutamente e in una frazione di secondo (minore di 1/20). La superficie dalle prorpietà fotoelettriche contenuta nel tubo viene posta nel fuoco degli obiettivi. Durante la ripresa televisiva, grazie ad un dispositivo di deflessione magnetica esterno al tubo, il fascio di elettroni colpisce la lamina fotoelettrica, spazzolando (scansione) l'intera superficie: il processo di scansione viene completato in frazioni di secondo (normalmente 1/25) e viene ripetuto nuovamente. Durante la scansione il fascio elettronico carica negativamente le celle fotoelettriche del mosaico che costituiscono un lato della lamina; queste vengono scaricate per effetto fotoelettrico a seconda dell'intensità della luce dell'immagine ripresa dagli obiettivi e proiettata sulla superficie. Quando il fascio elettronico passa nuovamente sulle celle, la carica persa, a causa degli elettroni emessi per effetto fotoelettrico, è nuovamente ristabilita. Il nuovo processo di carica determina una corrente elettrica, raccolta dal metallo che costituisce l'altro lato della lamina (anodo): questa corrente produce nel circuito esterno, attraverso la resistenza, una differenza di potenziale, che è proporzionale alla luminosità del punto dell'immagine. Questa differenza di potenziale viene amplificata e le sue variazioni sono usate per modulare l'onda portante a radiofrequenza.

Notizie storico-critiche

L'iconoscopio è stato il primo tubo a raggi catodici a vuoto spinto e mosaico fotosensibile globulare monofacciale. Realizzato da Vladimir Zworykin ottenne il brevetto nel 1934 dopo quasi 12 anni dalla sua richiesta ufficiale. Questo esemplare fu utilizzato dal Prof. Vecchiacchi nei laboratori della Magneti Marelli per la costruzione della prima telecamera dell'azienda milanese nel 1939 (trasmettitore TV EIAR di Milano). In Italia la tecnologia della televisione elettronica, realizzata nei laboratori della RCA e presentata nel 1939 dal presidente della RCA David Sarnoff al World's Fair in New York City, venne sviluppata a partire da metà degli anni Trenta da tre grandi aziende nazionali: la Magneti Marelli (sistema RCA), la Allocchio Bacchini (sistema Telefunken) e la Safar (sistema derivata dalla Telefunken e telepantoscopio). La Magneti Marelli, su progetto del Prof. Vecchiacci e in collaborazione con la RCA, sviluppò per l'Eiar un trasmettitore TV posto sulla torre Littoria del Parco Sempione di Milano e una serie di televisori a tubo catodico. Questi vennero distribuiti nei negozi e ricevevano le trasmissioni sperimentali ad orari prefissati. Dopo un po' di sperimentazione dei diversi sistemi proposti dalle tre aziende, la Magneti Marelli e la Safar vennero autorizzate ad iniziare la produzione di apparecchi televisivi presentati alla "Fiera della Radio" del settembre 1939. L'obiettivo dell'EIAR, era quello di scegliere il sistema definitivo in tempo per il lancio ufficiale delle trasmissioni previsto per il 1942 (ventennale del regime fascista). Ma l'avvento della Guerra sospese ogni attività. In questi anni il servizio televisivo dell'EIAR era solo sperimentale e i televisori erano utilizzati soprattutto per dimostrazioni pubbliche come ad esempio fiere o eventi speciali.

Riferimenti Bibliografici:

  • Soresini F. ''Di tubo in tubo / Storia dei tubi elettronici nel centenario del diodo /1904-2004'' 2004 Albino (Bergamo)
  • Grob B. ''La televisione'' 1955 Torino
  • Soresini F. ''Le origini della televisione in Italia'' 2003 Milano
  • Abramson A. ''The History of Television, 1880 to 1941'' 1987 Jefferson, North Carolina, USA
argomento categoria:Industria elettronica ed elettrotecnica lunghezza:1

Immagini

Immagine oggetto


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