Cesoia -

Categoria principale Industria Manifattura e Artigianato
Ambito culturalelavorazione dell`acciaio
InventoreGiglio Pietro
Periodo sec. XIX
Anno1867
Numero inventario2783
Collocazionelivello -1, sezione metallurgia, sala Falck
Altezza110 cm
Larghezza70 cm
Lunghezza230 cm
Peso-
Materialiacciaio /fusione, ghisa/ fusione
Acquisizione Falck - MI

Descrizione

Grossa cesoia a leva semplice in presa diretta per tagli obliqui. Come tutte le macchine di questo tipo, la cesoia è dotata di una lama fissa e di una mobile; le lame in acciaio al carbonio sono dritte e posizionate a formare tra loro un angolo di 10-12°, in modo che la loro azione combinata sia in grado di produrre un taglio obliquo. Sia la lama fissa che quella mobile sono montate su strutture di ghisa tramite un sistema vite-bullone, per facilitare la sostituzione in caso di usura. La struttura di supporto della lama fissa è solidale al pavimento, quella della lama mobile è essenzialmente una leva di braccio molto lungo messa in movimento dal gruppo di trasmissione del laminatoio tramite un sistema ad eccentrico. Corredano l'oggetto alcuni attrezzi da lavoro (pinze e tenaglie) e una barra di acciaio.

Funzione

La cesoia tagliava a misura (ca. 2 m) le barre che costituivano la materia prima per l'alimentazione del treno finitore.

Modalità d'uso

Il laminatoio è la macchina atta a svolgere il processo di laminazione. Tale processo consiste nel deformare in maniera definitiva un materiale, facendolo passare attraverso una coppia di cilindri rotanti in verso opposto, fino a ottenere il profilo desiderato. La deformazione avviene quindi attraverso una pressione che compatta la struttura del materiale, ne riduce la sezione trasversale e ne determina l'allungamento. In questo laminatoio, il materiale da laminare (rottame) veniva inserito in un forno di riscaldo e portato ad una temperatura di ca. 750-800°C (calor rosso) al fine di renderlo più malleabile. Il rottame incandescente veniva quindi inserito in una gabbia sbozzatrice per uniformarne la struttura e trasformarlo in barra. Tramite una grossa cesoia, la barra veniva poi tagliata in parti più piccole (ca. 2 m) da inviare al treno finitore. Attraverso il passaggio nelle cinque gabbie del treno finitore la barra veniva trasformata in vergella.

Riferimenti Bibliografici:

  • Frumento A. ''Imprese lombarde nella storia della metallurgia italiana - Il contributo dei Falck'' 1952 Milano
  • Museoscienza ''Museoscienza'' 1978 Milano
  • Museo Nazionale ''Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica "Leonardo da Vinci" - Itinerario storico'' 1992 Milano
  • Acciaierie Ferriere ''Le acciaierie e ferriere lombarde - Nei loro stabilimenti ed impianti'' 1923 Milano
  • Ferriera Cronache ''La Ferriera - Cronache di vita aziendale'' 1956 Milano
  • Dizionario biografico ''Dizionario biografico degli italiani'' 1960- Roma
argomento categoria:Industria metallurgica lunghezza:1

Immagini

Immagine oggetto


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