Forgia - fucina Galperti

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Categoria principale Industria Manifattura e Artigianato
Ambito culturalesiderurgia
CostruttoreFam. Galperti
Periodo secc. XVI/ XX
Anni1550 - 1958
Numero inventario2777
Collocazionelivello -1, sezione metallurgia, sala Maglio
Altezza400 cm
Larghezza200 cm
ProfonditÓ150 cm
Peso-
Materialighisa/ fucinatura, pietra
Acquisizione Galperti - Cortenova

Descrizione

Forgia. Struttura in muratura refrattaria, utilizzata per il riscaldamento del metallo. E' composta da un bacino superiore per il riscaldamento del pezzo, una vano inferiore per facilitare i movimenti del fabbro, una cappa per la raccolta dei fumi. Corredano l'oggetto: - alcuni attrezzi (14) da lavoro come pinze, tenaglie e martelli - alcuni chiodi (8) a esempio di oggetti realizzati nella fucina.

Funzione

La forgia veniva usata per riscaldare il metallo da forgiare.

ModalitÓ d'uso

La forgia Ŕ uno strumento fondamentale per lo svolgimento del processo di fucinatura (1). Il bacino veniva riempito da un cumulo di carbone di legna. Il pezzo da riscaldare per essere reso malleabile, retto con pinze e tenaglie, veniva posto all'interno del bacino. Un getto d'aria soffiato tramite una tromba idroeolica (o un mantice) permetteva la combustione del carbone e quindi l'innalzamento della temperatura del pezzo. (1) La fucinatura consiste nel deformare il metallo per mezzo di forze di compressione. Il processo pu˛ essere eseguito a caldo o a freddo, con alta o bassa velocitÓ di deformazione. L'operazione affina la struttura del materiale, conferendogli buone caratteristiche di resistenza meccanica.

Notizie storico-critiche

Innanzitutto due fatti dai quali si pu˛ partire per inquadrare storicamente l'oggetto: il primo vede la Valsassina come luogo principe della siderurgia lombarda sin dal 1000 a.C.; il secondo data al 1566 la presenza di un Paolo Galperti "lavoratore ferraro" a Prato San Pietro, Cortenova (LC). A partire da questi fatti Ŕ possibile ipotizzare che il maglio esistesse giÓ nel 1566. Di conseguenza, si ipotizza anche che la data - 1740 - incisa su una delle due pietre dell'incastellatura (s˛che) non indichi la data della nascita del maglio, ma il momento in cui una (o entrambe) le pietre vennero cambiate l'ultima volta prima che il maglio giungesse al museo nel 1958. Se dal 1740 al 1958 non Ŕ pi¨ stato necessario cambiare le pietre, allora si pu˛ ipotizzare che queste "durino" almeno 200 anni. Il che permette di ipotizzare che il ricambio precedente a quello del 1740 sia avvenuto intorno al 1550, fatto compatibile con l'ipotesi che il maglio sia nato nel 1566 ca.

Riferimenti Bibliografici:

  • Conato L.G. ''I Ferascin Galperti detti i Carlini / e la saga del ferro in Valsassina'' 1994 Introbbio - Valsassina
argomento categoria:Industria metallurgica lunghezza:1

Immagini

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