Modello di generatore di corrente alternata -

Categoria principale Industria Manifattura e Artigianato
CostruttoreMaran Olinto
Periodo sec. XX
Anno fine1953
Numero inventario2342
CollocazioneDeposito
Altezza75 cm
Larghezza30 cm
Lunghezza65 cm
Peso-
Materialiacciaio, ferro, legno/ stuccatura, ottone, rame
Acquisizione Eredi, Olinto Maran

Descrizione

Il modello di questo generatore di corrente alternata è costituito da una parte termica, organi di trasmissione e una parte elettrica. La parte termica è costituita da una motrice a vapore ad alta pressione con caldaia di tipo Cornovaglia. La caldaia è collegata ad un cilindro orizzontale attraverso un sistema di tubi per la distribuzione del vapore e presenta un alto camino per la fuoriuscita del vapore. Lo stantuffo inserito nel cilindro è collegato, mediante un sistema biella-manovella, ad un volano. Sull'albero motore a cui è fissato il volano è montato anche un alternatore. E' inoltre presente un motorino che permette di azionare il modello e simulare il funzionamento della macchina.

Funzione

Questo modello dinamico rappresenta una motrice a vapore fissa con caldaia Cornovaglia ed annesso un alternatore. Questo tipo di macchine servivano a generare corrente elettrica alternata.

Modalità d'uso

Questo modello, funzionante con scopi didattici, è inserito in un diorama e simula il funzionamento di una motrice ad alta pressione collegata con un alternatore: il modello è azionato da un motorino.

Notizie storico-critiche

La caldaia di tipo Cornovaglia ebbe molto successo e rese possibile la realizzazione di mezzi di trasporto mossi dal vapore perchè usava il vapore ad alta pressione e lo scaricava, una volta uscito dal cilindro, direttamente nell'atmosfera. La macchina aveva perciò un cilindro più piccolo rispetto alle macchine a vapore precedenti ed era senza condensatore: a parità di potenza risultava molto meno ingombrante di una macchina funzionante a bassa pressione, come ad esempio la macchina di Watt. Queste caldaie erano anche notevolmente versatili nel far fronte a variazioni del carico ma erano molto lente da portare a regime. Inoltre erano molto pericolose in caso di scoppio, eventualità abbastanza frequente soprattutto fino al 1830 circa perchè difetti di fabbricazione non consentivano di ottenere saldature e ribaditure che resistessero all'alta pressione.

Riferimenti Bibliografici:

  • Motori Primi ''Motori Primi Metallurgia - Fonderia / nel Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica Leonardo da Vinci'' 1959 Milano
  • Forti U. ''Tecnica e Progresso Umano'' 1963 Milano
  • Storia Tecnologia ''Storia della Tecnologia'' 1965 Torino
argomento categoria:Macchine e dispositivi per la produzione di energia lunghezza:1

Immagini

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