Microfono a carbone Kellogg -

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Categoria principale Industria Manifattura e Artigianato
CostruttoreKellogg Switchboard e Supply Company
Periodofine/ inizio secc. XIX/ XX
Anni1897 - 1903
Numero inventario8283
CollocazioneDeposito
Lunghezza9 cm
Diametro9 cm
Peso-
Materialicarbone, ferro, metallo, mica, ottone
Acquisizione Comm. Franzi - Ing. Soresini

Descrizione

E' costituito da una custodia metallica composta da una parte piana e una calotta sferica. All'interno della custodia, protetta da un dischetto di legno con diversi fori, è presente una membrana vibrante di metallo nella quale è ricavata, a stampo, la cellula microfonica contentente due elettrodi di carbone e i granuli interposti. L'elettrodo anteriore è fissato al fondo della cellula e quello posteriore è fissato alla custodia del microfono ed è collegato alla membrana vibrante mediante un sottile diaframma di mica. La custodia è articolata su un supporto snodato che permette di alzarlo o abbassarlo a seconda della statura di chi parla.

Funzione

Questo microfono era parte dei primi apparecchi telefonici industriali e permetteva la trasmissione della voce a grandi distanze.

Modalità d'uso

Per funzionare doveva essere alimentato con una batteria a tensione costante collegata ai due elettrodi. Parlando davanti alla membrana, questa vibrava producendo delle variazioni di pressione tra i due contatti di carbone che vibrando si allontanavano e si avvicinavano reciprocamente variando la pressione e quindi la resistenza del contatto. Questa variazione della resistenza faceva variare in maniera corrispondente, l'intensità della corrente nel circuito. Le correnti così prodotte venivano inviate al ricevitore dell'apparecchio telefonico con cui si stava effettuando la conversazione, per essere ritrasformate in suoni corrispondenti.

Notizie storico-critiche

Il microfono a carbone Kellogg era adatto per grandi distanze ed era inserito su apparecchi telefonici di pregio per la sua robustezza e qualità. Questo tipo di microfono era derivato dal modello Solid back ma era più sensibile. Infatti nei microfoni precedenti i granuli di carbone non partecipavano alla vibrazione della membrana ma risentivano solo delle variazioni di pressione esercitata dall'elettrodo anteriore, invece nel microfono Kellogg tutta la cellula (tranne l'elettrodo posteriore) vibrava insieme all'elettrodo anteriore e con essa vibravano i relativi granuli di carbone: come effetto si otteneva una maggior sensibilità del microfono.

Riferimenti Bibliografici:

  • Telecomunicazioni voce ''Telecomunicazioni/la voce / Mostra storica'' 1988 Milano
  • Annigoni R./ Ferreri P./ Motta G. ''Il telefono'' 1920 Milano
argomento categoria:Telecomunicazioni via cavo lunghezza:1

Immagini

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