Bobina da 23000 spire con avvolgimento impregnato, per alta tensione - Modello Leybold 562 17

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Categoria principale Fisica
CostruttoreE. Leybold's Nachfolger AG
Periodo sec. XX
Anno1959
Numero inventario4024
CollocazioneDeposito
Altezza9 cm
Larghezza11 cm
Lunghezza9 cm
Peso-
Materialimateriale plastico, metallo, plastica, rame
Acquisizione Chima Soc.

Descrizione

Questa bobina è costituita da un corpo centrale in materiale isolante pressato, con un'apertura quadrata per l'inserzione sui bracci del nucleo ad U di un trasformatore. Attorno al corpo centrale è avvolto un filo di rame di spessore 0,1mm per un totale di 23.000 spire. Gli avvolgimenti sono divisi in due parti e ricoperti. Inizio e fine degli avvolgimenti sono collegati a due boccole (di ingresso e di uscita) nelle quali sono inseriti gli elettrodi a corna (attualmente ne èpresente uno solo). Vicino alle boccole, inserite nella parte superiore del corpo centrale della bobina, sono riportati il numero di spire, la resistenza ohmica e l'intensità di corrente massima ammissibile con carico permanente. E' inoltre presente una targhetta riportante il numero di modello dello strumento e il marchio della ditta produttrice.

Funzione

Questa bobina viene normalmente usata per esperienze con alta tensione sul secondario del trasformatore scomponibile

Notizie storico-critiche

Questo tipo di bobina può sopportare un carico permanente superiore di un multiplo rispetto a quello indicato sulla bobina stessa, ma solo per breve tempo. Questa bobina si presenta con avvolgimenti parzialmente sciolti ad indicare che tale intervallo temporale è stato ampiamente superato. Questo dispositivo faceva probabilmente parte del materiale in dotazione al "Centro di Fisica Sperimentale" dell'allora denominato "Museo della Scienza e Tecnica Leonardo da Vinci" di Milano. L'idea del Centro di Fisica nacque contestualmente alla nascita del Museo: l'allestimento prevedeva una sezione di Fisica con scopi didattici che contenesse esperimenti in atto, a disposizione permanente del visitatore. Ma la visione di un evento all'interno di una vetrina non era sufficiente: iniziò così la raccolta di strumenti ed accessori moderni per realizzare esperimenti che potessero essere effettuati direttamente dall'utente. Da subito questa attività sperimentale attirò l'attenzione di funzionari ministeriali ed insegnanti. Nel frattempo, nel 1955, nel nuovo edificio del Museo, detto Monumentale, vennero collocati le aule, i laboratori, gli impianti, le officine, le sale studio, necessari per ospitare il nascente Centro di Fisica Sperimentale. Nello stesso anno venne organizzato il primo corso per insegnanti degli Istituti Tecnici, organizzato dal prof. Tommaso Collodi, già Ispettore Centrale P.I. ed allora Direttore Didattico Nazionale per l'Istruzione Tecnica. I risultati furono così soddisfacenti che anche i Licei e gli Istituti Magistrali cominciarono ad organizzarne per i loro professori. Oltre alla qualità delle attività offerte, quest'iniziativa si inseriva in un contesto di difficoltà legate alla fine della Guerra , di povertà dei gabinetti scolastici, di scarsa preparazione di molti insegnanti. Il Museo offriva alla Scuola uno strumento efficace ed immediato per risalire la china. I corsi di aggiornamento dei professori, inizialmente della durata di sei giorni, divennero ben presto di dieci/quindici giorni e comprendevano: un gruppo di conferenze tenute da professori universitari o esperti qualificati, lezioni sperimentali, esercitazioni individuali o in piccoli gruppi, lezioni a livello secondario tenute dagli stessi partecipanti, proiezioni di materiale sul tema, visite d'istruzione. Fin dall'inizio molte scuole cominciarono ad affluire al centro di Fisica con i loro studenti per assistere a lezioni sperimentali. Il prestigio del Museo e del suo Centro di Fisica ebbero autorevolissimi riconoscimenti anche in campo internazionale soprattutto attraverso l'O.C.D.E. (Organisation de Coopération et de Développement Economique) che riconosceva l'importanza dell'insegnamento scientifico e promuoveva nuovi metodi d'insegnamento e di sperimentazione. Altre due importanti iniziative si affiancarono, a metà degli anni sessanta, alle attività del Centro di Fisica: la creazione di una mostra permanente di materiale scientifico-didattico (realizzata con materiali forniti dalle ditte costruttrici) e la nascita di una biblioteca di consultazione specializzata riguardante l'insegnamento della Fisica a livello secondario. Il Centro di Fisica, fiore all'occhiello del Museo, è rimasto in funzione per circa 40 anni.

Riferimenti Bibliografici:

  • Apparecchi Fisica ''Apparecchi di fisica per l'insegnamento / Catalogo PH 58 I'' 1961 Milano
argomento categoria:Elettricità e Magnetismo lunghezza:1

Immagini

Immagine oggetto

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