Amplificatore transistorizzato a bassa frequenza con altoparlante incorporato - Modello E.Co.S. 5419

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Categoria principale Fisica
CostruttoreE.Co.S. DIDATTICA S.p.A.
Periodo sec. XX
Anni1971 - 1980
Numero inventario11818
CollocazioneDeposito
Altezza20 cm
Larghezza16 cm
Lunghezza24 cm
Peso-
Materialimetallo, plastica

Descrizione

Questo strumento transistorizzato, è racchiuso in una custodia metallica di forma parallelepipeda con una maniglia di metallo per il trasporto. Sul pannello frontale sono alloggiati i dispositivi di funzionamento e regolazione. In basso a sinistra si trovano un interruttore di accensione con relativa lampada spia e un porta fusibili. In basso a destra si trovano un deviatore per l'utilizzo per bassa frequenza (B.F.) o per contatore Geiger-Müller, l'ingresso per quest'ultimo (spina a 7 poli) e l'uscita in B.F. Nella parte superiore sono inserite due boccole da 4mm per i collegamenti in ingresso per B.F. e un ingresso con spina a 7 poli per il collegamento di un laser o di un altoparlante supplementare. Più a destra due potenziometri a manopola consentono la regolazione del volume e del tono. Sul retro dello strumento fuoriesce il cavo per il collegamento alla rete di alimentazione ed è presente un deviatore a slitta per la scelta della tensione di rete: 125V o 220V.

Funzione

Questo apparecchio veniva utilizzato per esperienze didattiche di acustica e per trasmissione di segnali (tramite il raggio laser). Inoltre, l'altoparlante incorporato, permetteva di rivelare acusticamente, mediante contatore di Geiger-Müller, particelle alfa, beta e gamma.

Notizie storico-critiche

Questo dispositivo faceva probabilmente parte del materiale in dotazione al "Centro di Fisica Sperimentale" dell'allora denominato "Museo della Scienza e Tecnica Leonardo da Vinci" di Milano o del materiale fornito dalle case costruttrici per la "Mostra di Materiale Scientifico Didattico per l'Insegnamento della Fisica". L'idea del Centro di Fisica nacque contestualmente alla nascita del Museo: l'allestimento prevedeva una sezione di Fisica con scopi didattici che contenesse esperimenti in atto, a disposizione permanente del visitatore. Ma la visione di un evento all'interno di una vetrina non era sufficiente: iniziò così la raccolta di strumenti ed accessori moderni per realizzare esperimenti che potessero essere effettuati direttamente dall'utente. Da subito questa attività sperimentale attirò l'attenzione di funzionari ministeriali ed insegnanti. Nel frattempo, nel 1955, nel nuovo edificio del Museo, detto Monumentale, vennero collocati le aule, i laboratori, gli impianti, le officine, le sale studio, necessari per ospitare il nascente Centro di Fisica Sperimentale. Nello stesso anno venne organizzato il primo corso per insegnanti degli Istituti Tecnici, organizzato dal prof. Tommaso Collodi, già Ispettore Centrale P.I. ed allora Direttore Didattico Nazionale per l'Istruzione Tecnica. I risultati furono così soddisfacenti che anche i Licei e gli Istituti Magistrali cominciarono ad organizzarne per i loro professori. Oltre alla qualità delle attività offerte, quest'iniziativa si inseriva in un contesto di difficoltà legate alla fine della Guerra , di povertà dei gabinetti scolastici, di scarsa preparazione di molti insegnanti. Il Museo offriva alla Scuola uno strumento efficace ed immediato per risalire la china. I corsi di aggiornamento dei professori, inizialmente della durata di sei giorni, divennero ben presto di dieci/quindici giorni e comprendevano: un gruppo di conferenze tenute da professori universitari o esperti qualificati, lezioni sperimentali, esercitazioni individuali o in piccoli gruppi, lezioni a livello secondario tenute dagli stessi partecipanti, proiezioni di materiale sul tema, visite d'istruzione. Fin dall'inizio molte scuole cominciarono ad affluire al centro di Fisica con i loro studenti per assistere a lezioni sperimentali. Il prestigio del Museo e del suo Centro di Fisica ebbero autorevolissimi riconoscimenti anche in campo internazionale soprattutto attraverso l'O.C.D.E. (Organisation de Coopération et de Développement Economique) che riconosceva l'importanza dell'insegnamento scientifico e promuoveva nuovi metodi d'insegnamento e di sperimentazione. Il Centro di Fisica, fiore all'occhiello del Museo, è rimasto in funzione fino al 1984. Altre due importanti iniziative si affiancarono, a metà degli anni sessanta, alle attività del Centro di Fisica: la creazione di una Mostra Permanente di Materiale Scientifico-Didattico (realizzata con materiali forniti dalle ditte costruttrici) e la nascita di una biblioteca di consultazione specializzata riguardante l'insegnamento della Fisica a livello secondario. La Mostra, realizzata nel 1965, raccolse molte apparecchiature presentate dalle case costruttrici di materiale didattico allora presenti sul mercato: Alfa Tecnica, Didattica Amatori, S.A.E.L., Brizio Basi, Esso Standard Italiana, Forniture Scolastiche, Leybold-Chima, Officine Galileo, Phywe Italiana, G.B. Pravia & C., Philips, Polaroid, S.E.C.I.,, S.I.A.S., Silvestar, U.N.A. La partecipazione da parte delle aziende era gratuita ma il Museo si riservava di scegliere fra il materiale presentato quello ritenuto più conveniente ed efficace per la scuola. Il materiale venne presentato allestito su tavoli con esperimenti già pronti e realizzabili dai docenti o dai tecnici del Museo.

argomento categoria:Fisica moderna lunghezza:1

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