Amperometro a bobina mobile, da quadro -

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Categoria principale Industria Manifattura e Artigianato
Ambito culturalemanifattura
CostruttoreIstrumenti di Misura C.G.S. S.p.A
Periodoterzo quarto sec. XX
Anni1950 - 1974
Numero inventario11855
CollocazioneDeposito
Altezza17,5 cm
Larghezza21 cm
Lunghezza13 cm
Peso-
Materialilegno, materiale plastico, metallo, vetro

Descrizione

Questo due strumento ha forma parallellepipeda ed un quadrante, che occupa tutta la superficie frontale, ricoperto e protetto da una lastra in vetro. La scala di misura di forma ad arco di circonferenza, con zero a sinistra, permette misure di correnti continue comprese tra 0 e 30 A, con tacche ogni 0,5 unità ed indicazione numerica ogni 5. La lancetta indicatrice è imperniata nell'angolo in basso a destra del quadrante e in prossimità di questo punto è inserita una vite per la correzione dello zero. Lo strumento è inserito in una scatola di forma trapezoidale in legno disposta a leggio. Sulla parte alta della scatola sono inseriti due morsetti a boccola collegati internamente con i connettori posti sullo strumento di misura interno.

Funzione

Misura della quantità di corrente continua circolante in un circuito elettrico

Modalità d'uso

L'amperometro deve essere inserito in serie nel circuito del quale si vuole misurare l'intensità di corrente. Il funzionamento di uno strumento a bobina mobile si basa sulle azioni elettromeccaniche che si esercitano tra una bobina percorsa dalla corrente da misurare ed un magnete permanente. La bobina, solidale con l'indice che segna la misura su una scala graduata, è libera di ruotare attorno ad un perno ed è inserita tra i due poli del magnete permanente piegato a ferro di cavallo. La corrente viene addotta alla bobina tramite due molle a spirale che servono a creare la coppia antagonista. La rotazione inizia a partire dalla posizione di zero, sino a raggiungere la posizione di equilibrio tra la coppia motrice suscitata dal passaggio della corrente e quella antagonista creata dalle molle. La deviazione dell'indice è proporzionale alla corrente.

Notizie storico-critiche

Questo dispositivo faceva probabilmente parte del materiale in dotazione al "Centro di Fisica Sperimentale" dell'allora denominato "Museo della Scienza e Tecnica Leonardo da Vinci" di Milano. L'idea del Centro di Fisica nacque contestualmente alla nascita del Museo: l'allestimento prevedeva una sezione di Fisica con scopi didattici che contenesse esperimenti in atto, a disposizione permanente del visitatore. Ma la visione di un evento all'interno di una vetrina non era sufficiente: iniziò così la raccolta di strumenti ed accessori moderni per realizzare esperimenti che potessero essere effettuati direttamente dall'utente. Da subito questa attività sperimentale attirò l'attenzione di funzionari ministeriali ed insegnanti. Nel frattempo, nel 1955, nel nuovo edificio del Museo, detto Monumentale, vennero collocati le aule, i laboratori, gli impianti, le officine, le sale studio, necessari per ospitare il nascente Centro di Fisica Sperimentale. Nello stesso anno venne organizzato il primo corso per insegnanti degli Istituti Tecnici, organizzato dal prof. Tommaso Collodi, già Ispettore Centrale P.I. ed allora Direttore Didattico Nazionale per l'Istruzione Tecnica. I risultati furono così soddisfacenti che anche i Licei e gli Istituti Magistrali cominciarono ad organizzarne per i loro professori. Oltre alla qualità delle attività offerte, quest'iniziativa si inseriva in un contesto di difficoltà legate alla fine della Guerra , di povertà dei gabinetti scolastici, di scarsa preparazione di molti insegnanti. Il Museo offriva alla Scuola uno strumento efficace ed immediato per risalire la china. I corsi di aggiornamento dei professori, inizialmente della durata di sei giorni, divennero ben presto di dieci/quindici giorni e comprendevano: un gruppo di conferenze tenute da professori universitari o esperti qualificati, lezioni sperimentali, esercitazioni individuali o in piccoli gruppi, lezioni a livello secondario tenute dagli stessi partecipanti, proiezioni di materiale sul tema, visite d'istruzione. Fin dall'inizio molte scuole cominciarono ad affluire al centro di Fisica con i loro studenti per assistere a lezioni sperimentali. Il prestigio del Museo e del suo Centro di Fisica ebbero autorevolissimi riconoscimenti anche in campo internazionale soprattutto attraverso l'O.C.D.E. (Organisation de Coopération et de Développement Economique) che riconosceva l'importanza dell'insegnamento scientifico e promuoveva nuovi metodi d'insegnamento e di sperimentazione. Altre due importanti iniziative si affiancarono, a metà degli anni sessanta, alle attività del Centro di Fisica: la creazione di una mostra permanente di materiale scientifico-didattico (realizzata con materiali forniti dalle ditte costruttrici) e la nascita di una biblioteca di consultazione specializzata riguardante l'insegnamento della Fisica a livello secondario. Il Centro di Fisica, fiore all'occhiello del Museo, è rimasto in funzione fino al 1984.

Riferimenti Bibliografici:

  • Parazzoli A. ''Lezioni Elementari di Elettricità Industriale'' 1903 Roma
  • Hospitalier E./ Montpellier J.A. ''L'Electricité à l'Exposition de 1900'' 1901 Parigi
argomento categoria:Industria elettronica ed elettrotecnica lunghezza:1

Immagini

Immagine oggetto


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