Apparecchio fotografico a sviluppo rapido, autofocus - Polaroid Captiva Vision

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Categoria principale Industria Manifattura e Artigianato
CostruttorePolaroid Corporation
Periodo sec. XX
Anno1993
Numero inventario9187
CollocazioneDeposito
Altezza11 cm
Larghezza18 cm
Lunghezza11 cm
Peso-
Materialigomma, materiale plastico, metallo, vetro
AcquisizionePolaroid Italia S.p.A.

Descrizione

L'apparecchio, in materiale plastico, chiuso ha forma parallelepipeda con bordi arrotondati. Sul lato sinistro è inserita un fascia in gomma antiscivolo. Premendo su un pulsante posizionato sopra al flash elettronico incorporato, si sblocca il meccanismo di apertura. Una volta aperto l'apparecchio assume una forma trapezoidale. Lateralmente è agganciata una tracolla in materiale sintetico. Posteriormente troviamo un mirino reflex per l'inquadratura, un comando per il controllo dell'esposizione (immagine più o meno chiara), un timer per l'autoscatto e un contafotogrammi. A destra, nel vano lasciato vuoto dal flash posizionato in verticale, è inserito il pulsante di scatto. Frontalmente sono inseriti l'obiettivo e un pulsante di sblocco per la chiusura dell'apparecchio. La messa a fuoco è automatica. Sotto è inserito il vano porta caricatore delle pellicole, apribile lateralmente a squadra. Il vano presenta una finestra trasparente per la visione della stampa (formato 7,3x5,4cm). Di fianco un foro filettato permette il posizionamento su cavalletto. Nel caricatore sono presenti 10 pellicole di tipo Polaroid 95, un sistema di avanzamento delle pellicole, il liquido rivelatore per lo sviluppo, le batterie per il funzionamento dell'apparecchio.

Funzione

Apparecchio fotografico a sviluppo rapido di piccole dimensioni adatto per usi amatoriali. Di semplice impiego produce, in pochi minuti, stampe positive stabili a colori di formato 7,3x5,4cm. Non si ha il negativo.

Modalità d'uso

Apparecchio fotografico di facile uso. Si apre l'apparecchio agendo sul pulsante di sblocco, si inquadra il soggetto di interesse, si preme il pulsante di scatto. Il controllo dell'esposizione e la messa a fuoco sono completamente automatici. E' possibile l'uso del flash. Dopo l'esposizione, un motorino all'interno dell'apparecchio trascina la pellicola attraverso dei rulli posti nel caricatore rompendo la capsula del rivelatore che si diffonde sulla pellicola. La fotografia esposta è visibile dala finestra posta sotto l'apparecchio e l'immagine appare in meno di un minuto. La fotografia può essere estratta aprendo lo sportellino posto lateralmente. Si ha la possibilità di raccolta delle stampe all'interno dell'apparecchio, per ogni caricatore.

Notizie storico-critiche

Il supporto iniziale delle pellicole Polaroid a sviluppo istantaneo venne brevettato e registrato nel 1929 (Brevetto 1918848) dalla Polaroid Corporation e sviluppato successivamente nel 1932 da Edwin H. Land. La prima fotocamera a sviluppo istantaneo risale al 1947, anno in cui Edwin Land presentò la Polaroid Instant Camera all'Optical Society of America. Fino al 1963 erano possibili solo stampe in b/n, da quella data divennero disponibili anche stampe istantanee (circa 60 secondi) a colori. Se le prime fotocamere istantanee erano pesanti e ingombranti, solo per immagini in b/n e con problemi di stabilità nel tempo, ben presto divennero più leggere, più semplici da usare e con minori problemi di stabilità e di inquinamento (le prime fotocamere istantanee producevano un negativo da buttare al momento poi si introdusse l'uso di caricatori contenenti più pellicole). Nel 1972 la Polaroid introdusse sul mercato la prima reflex monoculare a sviluppo rapido con batteria incorporata nel caricatore. Dal 1985 anche la Kodak cominciò a produrre apparecchi a sviluppo istantaneo e gli affari della Polaroid iniziarono ad andare male. La polaroid fece causa alla Kodak, vincendo. La Kodak dovette ritirare dal mercato i suoi apparecchi a sviluppo rapido. Dal febbraio 2008 le pellicole Polaroid a sviluppo istantaneo non vengono più prodotte. Oggi le fotocamere a sviluppo istantaneo Polaroid sono state sotituite dalle nuove Zink che contengono una piccolissima stampante a colori che opera su una carta fotografica particolare, fatta di pigmenti cristallini che si colorano grazie a un processo termico.

Riferimenti Bibliografici:

  • Williamson D. ''Comprehensive Guide for Camera Collectors'' 2004 Atglen, USA
  • White R. ''Discovering Cameras 1945 - 1965'' 1995 Princes Risborough, UK
  • Hedgecoe J. ''Fotografare / tecnica e arte'' 1976 Milano
argomento categoria:Fotografia lunghezza:1

Immagini

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