Apparecchio per determinare l'equivalente elettrico del calore - Leybold 384 16 A, 384 20

Categoria principale Fisica
CostruttoreE. Leybold's Nachfolger AG
Periodo sec. XX
Anni1960 - 1967
Numero inventario13457
CollocazioneDeposito
Altezza21 cm
Diametro12 cm
Peso-
Materialilegno, metallo, vetro

Descrizione

Vaso in vetro specchiato parzialmente inserito in un cilindro in legno ricoperto internamente in feltro. Sopra al vaso è collocato un disco in materiale plastico trasparente con quattro fori nei quali si trovano delle boccole di connessione da 4mm, un grosso foro centrale nel quale si inserisce un tappo in gomma per l'inserzione di un termomentro (attualmente mancanti), un altro foro nel quale è inserito un agitatore in metallo. I quattro connettori sono collegati a due a due mediante resistenze a spirale da 1 Ohm poste all'interno del vaso. Il disco trasparente è fissato al supporto in legno mediante una coppia di molle.

Funzione

Apparecchio per determinare l'equivalente elettrico del calore mediante riscaldamento elettrico di spirali di resistenza in un vaso Dewar. Utilizzato in laboratori per esperienze didattiche.

Modalità d'uso

Le spirali vengono collegate singolarmente, in serie, in parallelo, ad un accumulatore (sorgente di corrente con tensione da 1,5 a 6V, per correnti fino a 3A). Il riscaldamento delle resistenze dovute al passaggio di corrente, riscalda una quantità d'acqua precedentemente stabilita e versata nel vaso calorimetrico. Agitando l'acqua con l'agitatore per rendere la temperatura uniforme, è possibile leggere la variazione di temperatura dell'acqua con il termometro.

Notizie storico-critiche

Questo dispositivo faceva probabilmente parte del materiale in dotazione al "Centro di Fisica Sperimentale" dell'allora denominato "Museo della Scienza e Tecnica Leonardo da Vinci" di Milano. L'idea del Centro di Fisica nacque contestualmente alla nascita del Museo: l'allestimento prevedeva una sezione di Fisica con scopi didattici che contenesse esperimenti in atto, a disposizione permanente del visitatore. Ma la visione di un evento all'interno di una vetrina non era sufficiente: iniziò così la raccolta di strumenti ed accessori moderni per realizzare esperimenti che potessero essere effettuati direttamente dall'utente. Da subito questa attività sperimentale attirò l'attenzione di funzionari ministeriali ed insegnanti. Nel frattempo, nel 1955, nel nuovo edificio del Museo, detto Monumentale, vennero collocati le aule, i laboratori, gli impianti, le officine, le sale studio, necessari per ospitare il nascente Centro di Fisica Sperimentale. Nello stesso anno venne organizzato il primo corso per insegnanti degli Istituti Tecnici, organizzato dal prof. Tommaso Collodi, già Ispettore Centrale P.I. ed allora Direttore Didattico Nazionale per l'Istruzione Tecnica. I risultati furono così soddisfacenti che anche i Licei e gli Istituti Magistrali cominciarono ad organizzarne per i loro professori. Oltre alla qualità delle attività offerte, quest'iniziativa si inseriva in un contesto di difficoltà legate alla fine della Guerra , di povertà dei gabinetti scolastici, di scarsa preparazione di molti insegnanti. Il Museo offriva alla Scuola uno strumento efficace ed immediato per risalire la china. I corsi di aggiornamento dei professori, inizialmente della durata di sei giorni, divennero ben presto di dieci/quindici giorni e comprendevano: un gruppo di conferenze tenute da professori universitari o esperti qualificati, lezioni sperimentali, esercitazioni individuali o in piccoli gruppi, lezioni a livello secondario tenute dagli stessi partecipanti, proiezioni di materiale sul tema, visite d'istruzione. Fin dall'inizio molte scuole cominciarono ad affluire al centro di Fisica con i loro studenti per assistere a lezioni sperimentali. Il prestigio del Museo e del suo Centro di Fisica ebbero autorevolissimi riconoscimenti anche in campo internazionale soprattutto attraverso l'O.C.D.E. (Organisation de Coopération et de Développement Economique) che riconosceva l'importanza dell'insegnamento scientifico e promuoveva nuovi metodi d'insegnamento e di sperimentazione. Altre due importanti iniziative si affiancarono, a metà degli anni sessanta, alle attività del Centro di Fisica: la creazione di una mostra permanente di materiale scientifico-didattico (realizzata con materiali forniti dalle ditte costruttrici) e la nascita di una biblioteca di consultazione specializzata riguardante l'insegnamento della Fisica a livello secondario. Il Centro di Fisica, fiore all'occhiello del Museo, è rimasto in funzione fino al 1984.

Riferimenti Bibliografici:

  • Apparecchi Fisica ''Apparecchi di fisica per l'insegnamento / Catalogo PH 58 I-2'' 1968 Milano
argomento categoria:Termologia lunghezza:1

Immagini

Immagine oggetto


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