Captatore a settori con colonnine di registrazione - Phywe 9061

Categoria principale Fisica
CostruttoreEMW Groschopp, PHYWE AG
Periodo sec. XX
Anno1973
Numero inventario14839,2942
CollocazioneDeposito
Altezza50 cm
Larghezza40 cm
Lunghezza56 cm
Peso-
Materialimateriale plastico, metallo
Acquisizione G. B. Paravia

Descrizione

Questo dispositivo si utilizza unitamente ad un dispositivo per lo studio della teoria cinetica dei gas dal quale riceve le sfere del gas-modello. E' costituito da una vasca in metallo e materiale plastico trasparente a forma di settore circolare con angolo circa 75°, con la base suddivisa in 23 camere ad anello. Attraverso un'apertura sul fondo, ciascuna camera è collegata ad una colonnina della camera di registrazione. Questo dispositivo è fissato su un'asta di sostegno e, mediante questa, ad un sostegno metallico.

Funzione

Il captatore a settori è utilizzato per determinare la curva di distribuzione delle velocità delle molecole di un gas modello provenienti da uno strumento didattico utilizzato per dimostrare la validità della teoria cinetica dei gas .

Modalità d'uso

Le sferette, in vetro o acciaio, vengono inserite nella camera attraverso il dispositivo laterale. La lastra di base della camera viene messa inv ibrazione dal motore elettrico. Variando la velocità di rotazione del motore, si varia la frequenza della vibrazione e quindi la "temperatura" del gas modello. Variando la posizione della piastra mobile che chiude la camera, si possono effettuare esperienze con "volumi" diversi. Fissando il coperchio si lavora a volume costante. Il captatore a settori accoglie le sfere del gas-modello spinte fuori dall'apparecchio. Le sfere scendono nelle colonnine collegate con le camere ad anello. In questo modo si evidenzia la distribuzione delle velocità del gas modello.

Notizie storico-critiche

Questo dispositivo faceva probabilmente parte del materiale in dotazione al "Centro di Fisica Sperimentale" dell'allora denominato "Museo della Scienza e Tecnica Leonardo da Vinci" di Milano. L'idea del Centro di Fisica nacque contestualmente alla nascita del Museo: l'allestimento prevedeva una sezione di Fisica con scopi didattici che contenesse esperimenti in atto, a disposizione permanente del visitatore. Ma la visione di un evento all'interno di una vetrina non era sufficiente: iniziò così la raccolta di strumenti ed accessori moderni per realizzare esperimenti che potessero essere effettuati direttamente dall'utente. Da subito questa attività sperimentale attirò l'attenzione di funzionari ministeriali ed insegnanti. Nel frattempo, nel 1955, nel nuovo edificio del Museo, detto Monumentale, vennero collocati le aule, i laboratori, gli impianti, le officine, le sale studio, necessari per ospitare il nascente Centro di Fisica Sperimentale. Nello stesso anno venne organizzato il primo corso per insegnanti degli Istituti Tecnici, organizzato dal prof. Tommaso Collodi, già Ispettore Centrale P.I. ed allora Direttore Didattico Nazionale per l'Istruzione Tecnica. I risultati furono così soddisfacenti che anche i Licei e gli Istituti Magistrali cominciarono ad organizzarne per i loro professori. Oltre alla qualità delle attività offerte, quest'iniziativa si inseriva in un contesto di difficoltà legate alla fine della Guerra , di povertà dei gabinetti scolastici, di scarsa preparazione di molti insegnanti. Il Museo offriva alla Scuola uno strumento efficace ed immediato per risalire la china. I corsi di aggiornamento dei professori, inizialmente della durata di sei giorni, divennero ben presto di dieci/quindici giorni e comprendevano: un gruppo di conferenze tenute da professori universitari o esperti qualificati, lezioni sperimentali, esercitazioni individuali o in piccoli gruppi, lezioni a livello secondario tenute dagli stessi partecipanti, proiezioni di materiale sul tema, visite d'istruzione. Fin dall'inizio molte scuole cominciarono ad affluire al centro di Fisica con i loro studenti per assistere a lezioni sperimentali. Il prestigio del Museo e del suo Centro di Fisica ebbero autorevolissimi riconoscimenti anche in campo internazionale soprattutto attraverso l'O.C.D.E. (Organisation de Coopération et de Développement Economique) che riconosceva l'importanza dell'insegnamento scientifico e promuoveva nuovi metodi d'insegnamento e di sperimentazione. Altre due importanti iniziative si affiancarono, a metà degli anni sessanta, alle attività del Centro di Fisica: la creazione di una mostra permanente di materiale scientifico-didattico (realizzata con materiali forniti dalle ditte costruttrici) e la nascita di una biblioteca di consultazione specializzata riguardante l'insegnamento della Fisica a livello secondario. Il Centro di Fisica, fiore all'occhiello del Museo, è rimasto in funzione fino al 1984.

Riferimenti Bibliografici:

  • Apparecchi insegnamento ''Apparecchi per l'insegnamento della Fisica / Catalogo P 503'' 1964 Torino
argomento categoria:Termologia lunghezza:1

Immagini

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