Televisore CRT, a colori, 12 pollici, portatile, a transistor - Sylvania CAF 140 WA

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Categoria principale Industria Manifattura e Artigianato
CostruttoreSylvania
Periodo sec. XX
Anni1980 - 1990
Numero inventario14848
CollocazioneDeposito
Altezza33 cm
Larghezza38 cm
Lunghezza35 cm
Peso-
Materialimateriale plastico, metallo, vetro

Descrizione

Apparecchio in materiale plastico simil legno con parte frontale nera e grigia che circonda lo schermo del cinescopio autoprotetto da 12 pollici. Sotto allo schermo si hanno i comandi d'uso: un selettore per l'accensione e la regolazione del volume, cinque rotelle solo parzialmente sporgenti per la regolazione color, tint, picture, bright, sharp, dieci tasti per la selezione dei canali memorizzati (da 0 a 9), due interruttori per passare ai canali successivi/precedenti. E' inoltre presente un display a Led. La parte superiore è sagomata per l'impugnatura, forata per l'aerazione. Sul retro, in plastica nera, si hanno le prese per antenna VHF e UHF (75 Ohm). Da sotto fuoriesce il cavo di connessione alla rete elettrica.

Funzione

Apparecchio che riceve le immagini e i suoni trasmessi mediante il sistema della televisione (programmi televisivi). Visione a colori. Riceveva sia canali UHF che VHF. Sintonia digitale dei canali.

Modalità d'uso

Il cinescopio è l'elemento che permette la ricostruzione (o sintesi) delle immagini ricevute grazie a fenomeni elettromagnetici ed elettronici. Il cinescopio del televisore è infatti un tubo a raggi catodici che ha la funzione di trasformare i segnali elettrici provenienti da una sorgente in energia visibile. Il segnale utile che controlla l'intensità del raggio elettronico, viene collegato, tra griglia e catodo, a due dispositivi che permettono di focalizzare il fascio elettronico (il catodo emette elettroni per effetto termoelettronico) e deviarlo in maniera periodica grazie all'azione di campi magnetici (Forza di Lorentz). In questo modo il raggio colpisce un punto sulla superficie interna dello schermo (anodo). Questa superficie è rivestita di materiale fluorescente che eccitato dall'energia degli elettroni emette luce. Per ottenere la visione a colori, i fosfori distribuiti sullo schermo emettono le luci corrispondenti ai tre colori primari. Un cannone elettronico per ciascun colore, eccita un solo tipo di fosforo. In questo modo si formano tre distinti schermi rosso-verde-blu che poi per mescolanza additiva permettono la realizzazione di tutti i colori oltre che la percezione del movimento.

Notizie storico-critiche

L'inventore americano Philo T. Farnsworth sviluppò, nel 1927, il primo sistema pratico di televisione completamente elettronica nella storia. Il russo Vladimir Zworykin, nei laboratori americani della RCA, riuscirà poi a realizzare la televisione elettronica come prodotto commerciale nel 1939. Tra il 1930 e il 1939 la RCA investì quasi dieci milioni di dollari per sviluppare il progetto di televisione elettronica. Nel 1954, negli Stati Uniti, cominciano le trasmissioni a colori, con lo standard NTSC ((National Television System Committee). In Europa arriverà nel 1967 con due diversi standard: SECAM (Sequential Couleur Avec Memoire, Francia e Paesi dell'EST) e PAL (Phase Alteration Line, Germania e UK). L'Italia, con grave ritardo, sceglierà lo standard PAL nel 1972. Le prime trasmissioni a colori italiane si avranno nel 1977. L'evoluzione tecnica principale dei primi televisori a colori risiede nella struttura del cinescopio: sullo schermo vengono depositati fosfori adatti ad emettere luci corrispondenti ai tre colori primari (rosso, verde, blu), in modo tale che per sovrapposizione additiva si possano ottenere tutti i colori. Per controllare l'eccitazione dei fosfori, il tubo catodico viene dotato di tre cannoni elettronici, uno per ciascun colore. Agli inizi degli anni '60 il televisore entra nelle case: la visione non è più collettiva ma familiare, non ancora privata. Gradualmente i televisori passano anche dal funzionamento con circuiti a valvole a circuiti a transistor, cambiano anche i materiali e le dimensioni: scompare il legno a favore di materiali plastici colorati e forme di design innovative, nel tubo catodico viene integrata la protezione (bonded) e nei televisori sparisce quindi il vetro frontale . Nella seconda metà degli anni '70 si ebbe un altro passo avanti sia nel modo di rapportarsi con la TV a causa della diffusione del telecomando, sia per questioni tecniche grazie all'avvento della microelettronica.

Riferimenti Bibliografici:

  • Soresini F. ''Di tubo in tubo / Storia dei tubi elettronici nel centenario del diodo /1904-2004'' 2004 Albino (Bergamo)
  • Grob B. ''La televisione'' 1955 Torino
  • Verdegiglio D. ''La TV di Mussolini / Sperimentazioni televisive nel Ventennio fascista'' 2003 Roma
argomento categoria:Telecomunicazioni via radio lunghezza:1

Immagini

Immagine oggetto


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