Antenna ricevente a telaio -

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Categoria principale Industria Manifattura e Artigianato
Ambito culturaleproduzione italiana
Periodo sec. XX
Anno1927
Numero inventario2225
Collocazioneprimo piano, sezione telecomunicazioni, sala radio
Altezza112 cm
Larghezza25 cm
ProfonditÓ25 cm
Peso-
Materialibachelite, ebanite, legno, rame, seta
Acquisizione Soresini, Franco

Descrizione

L'antenna Ŕ composta da un telaio in legno a sviluppo verticale sostenuto da un piedistallo in legno a base quadrata. Il telaio pu˛ ruotare attorno al proprio asse verticale. Nella parte alta sono presenti dei blocchetti in ebanite che ospitano i diversi strati dell'avvolgimento di filo conduttore. Attorno al telaio Ŕ presente una fitta ragnatela di filo di rame avvolto nella seta. Sul piedistallo in legno Ŕ presente una manopola in bachelite che permette di selezionare le lunghezze d'onda ricevibili attuando una preselezione (da 200 a 1800 metri).

Funzione

Ricezione di gamme d'onda medie e lunghe in modulazione di ampiezza. Da utilizzare insieme ad un radioricevitore con amplificazione e un altoparlante.

ModalitÓ d'uso

Questa antenna Ŕ costituita da un grosso arcolaio in legno su cui sono avvolte fitte spire di filo metallico per formare circuito chiuso. In questo modello, attraverso una manopola, era possibile selezionare il numero di spire dell'avvolgimento e quindi la lunghezza lineare del conduttore, attuando una preselezione sulle frequenze captabili che poi venivano raffinate dal sintonizzatore contenuto nel ricevitore. Le tre bande selezionabili risultano a cavallo tra le onde medie e le onde lunghe. Inoltre l'orientamento dell'antenna permetteva anche di migliorare la ricezione, semplicemente orientando il dispositivo verso il segnale radio trasmesso.

Notizie storico-critiche

Il brevetto di Guglielmo Marconi del 1896 del sistema di Telegrafia senza fili (Wireless Telegraph) per la trasmissione di impulsi adatti per il codice Morse, aprý la strada alle comunicazioni via etere a grande distanza. La trasmissione di suoni fu poi resa possibile con l'invenzione della valvola termoionica (diodo a vuoto) a cura dell'inglese Sir John Ambrose Fleming nel 1904. Nel 1919 nacque la prima stazione radio, con Frank Conrad che fond˛ a Pittsburg la KDKA. Nello stesso anno in Olanda nasceva la prima emittente europea che trasmetteva concerti di musica classica (e spot pubblicitari), ricevuti anche in Germania e Inghilterra. Negli anni '20 e '30 la radio si trasforma in un mezzo di comunicazione di massa e nasce la radiodiffusione: un nuovo modo di comunicare che porta la voce di pochi nei ricevitori di tutti separando il mondo della trasmissione da quello della ricezione. Gli apparecchi cominciano a diffondersi nelle case: realizzati senza economia e con particolare attenzione all'eleganza delle finiture. Dai radioricevitori a cristallo di galena, privi di alimentazione e che permettevano solo l'ascolto in cuffia, si passa ai modelli a valvole che migliorano la ricezione e rendono possibile l'ascolto attraverso altoparlanti esterni collegati al radioricevitore. I primi radioricevitori apparsi sul mercato negli anni Venti erano infatti composti da diversi elementi separati: il gruppo alimentazione, il ricevitore, l'altoparlante e l'antenna. Lo sviluppo tecnologico porterÓ poi a radioricevitori con circuiti e valvole migliori e quindi ricezioni migliori, altoparlanti interni magnetodinamici o elettrodinamici, ricezioni non solo in modulazione di ampiezza ma anche di frequenza (1939), antenne incorporate.

Riferimenti Bibliografici:

  • Mont¨ E. ''Come funziona e come si costruisce una stazione radio trasmittente e ricevente'' 1929 Milano
argomento categoria:Telecomunicazioni via radio lunghezza:1

Immagini

Immagine oggetto


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