Addizionatrice a cremagliera - Addiator

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Categoria principale Industria Manifattura e Artigianato
CostruttoreAddiator
Periodosecondo quarto sec. XX
Anni1925 - 1949
Numero inventario9505
CollocazioneDeposito
Larghezza12,5 cm
Lunghezza18 cm
Spessore2 cm
Peso0,5 kg
Materialibachelite, carta, legno, metallo, tela
Acquisizione Grein, Olaf

Descrizione

La macchina č costituta da un astuccio metallico, con entrambi le facce predisposte alle operazioni: il lato anteriore dorato per addizioni e moltiplicazioni, il lato posteriore argentato per sottrazioni e divisioni. Ogni faccia dell'addizionatrice presenta nove fessure longitudinali, all'interno delle quali si trova una cremagliera con i denti di colore bianco e rosso; alla sinistra di ogni intaglio č presente una numerazione progressiva da 0 a 9. Le feritoie sono concepite in modo tale da terminare, nella parte superiore corrispondente al numero 9, con un andamento ad uncino. L'impostazione dei numeri avviene mediante uno stilo; il numero selezionato viene visualizzato sul totalizzatore, costituito da nove finestrelle poste al di sopra di ogni feritoia. Sul lato superiore č presente una traversina mobile da utilizzare per l'azzeramento delle cifre. L'addizionatrice č collocata in una tasca all'interno di una custodia rivestita di tela cerata nera. All'interno della custodia si trovano anche lo scomparto per lo stilo in bachelite due blocchetti di carta bianca per gli appunti. L'addizionatrice inoltre č accessoriata con un borsello in tessuto.

Funzione

Esecuzione di calcoli aritmetici

Modalitā d'uso

Impostare i valori da operare muovendo la cremagliera mediante lo stilo. Se i denti della cremagliera sono di colore bianco, il movimento deve essere rivolto verso il basso; se sono di colore rosso, il movimento deve essere rivolto verso l'alto. Il risultato viene immediatamente visualizzato sul totalizzatore. L'andamento ad uncino delle fessure serve per il computo del riporto.

Notizie storico-critiche

Le addizionatrici a cremagliere hanno una tutte una concezione molto simile tra loro, derivante dall'aritmografo di Troncet del 1901. Numerose varianti furono realizzate da diversi produttori, continuando ad essere prodotte fino agli anni '70 del 1900. Con l'avvento del calcolo elettronico, questi dispositivi si dimostrarono tuttavia superati e scomparirono velocemente dal mercato.

Riferimenti Bibliografici:

  • Soresini F. ''Storia del calcolo automatico'' 1977 Roma
argomento categoria:Calcolo lunghezza:1

Immagini

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