Bicicletta -

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Categoria principale Industria Manifattura e Artigianato
Ambito culturaleproduzione inglese
Periodo sec. XIX
Anno1885
Numero inventarioD51
CollocazioneDeposito
Altezza106 cm
Larghezza70 cm
Lunghezza187 cm
Peso-
Materialigomma, metallo, pelle
Acquisizione Civico Museo Navale Didattico-Comune di Milano

Descrizione

Bicicletta con telaio tubolare a croce in ferro e forcella in lamiera, verniciati di nero e decorati con filetti dorati; al telaio è applicato un tirante orizzontale. La forcella, munita di staffe appoggiapiedi, è collegata al telaio per mezzo di uno sterzo indiretto a pivot. La bicicletta dispone di un piccolo parafango in lamiera è appeso al tubo obliquo del telaio, in corrispondenza della ruota anteriore e di un parafango posteriore più ampio. Il manubrio è dotato di manopole in legno; nella parte destra del manubrio è posizionata la leva che comanda a bacchetta il freno a pattino sulla ruota anteriore. La bicicletta monta una sella rigida in cuoio, fissata su balestra metallica e molleggiata con tre molle a riccio, due posteriori e una frontale. Il funzionamento si basa su una trasmissione a catena sulla ruota posteriore, tesa tra una corona a 18 denti e un pignone a scatto fisso da 10; i pedali sono registrabili. La bicicletta appoggia su due ruote di uguale dimensione, provviste di 40 raggi radiali e battistrada in gomma piena.

Notizie storico-critiche

A partire dall'inizio degli anni '80 del 1800 il tema della sicurezza dei ciclisti diventò una preoccupazione sentita da parte dei produttori di bicicli. La continua ricerca di velocità infatti aveva portato alla smisurata crescita della ruota anteriore dei bicicli, ma, nello stesso tempo, anche dei rischi per i ciclisti. Grazie all'introduzione della trasmissione a catena sulla ruota posteriore, fu possibile contenere la dimensione delle ruote, garantendo nello stesso tempo prestazioni elevate e minori rischi per i conducenti. Attorno alla metà degli anni '80 del 1800 iniziarono quindi ad essere prodotti dei bicicli dall'aspetto molto simile a quello delle biciclette attuali; soltanto il telaio a trapezio doveva ancora essere messo a punto. Al loro apparire in Italia, questi nuovi veicoli di dimensioni ridotte rispetto ai tradizionali bicicli, vennero inizialmente chiamati col diminutivo "bicicletti". L'accezione maschile tuttavia rimase in uso per poco tempo e si affermò il termine al femminile "bicicletta".

Riferimenti Bibliografici:

  • Andric D./ Bozzini G./ Ormezzano G.P. ''Storia della bicicletta / Dalle origini alla mountain bike'' 1991 Milano
  • Smith Hempstone O./ Berkebile D.H. ''Wheels and wheeling / The Smithsonian cycle collection'' 1974 Washington
argomento categoria:Industria automobilistica lunghezza:1

Immagini

Immagine oggetto


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