Fusoliera sperimentale - Campini Caproni

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Categoria principale Industria Manifattura e Artigianato
InventoreCampini Secondo
CostruttoreAeroplani Caproni S.A.
Periodo sec. XX
Anni1934 - 1936
Numero inventarioD275
Collocazionelivello +1, sezione aeronautica, passaggio Ebe-Biancamano
Altezza280 cm
Larghezza205 cm
Lunghezza1265 cm
Peso4217 kg
Materialimetallo
Acquisizione Aeronautica Militare

Descrizione

Fusoliera in metallo a sezione circolare, composta da quattro tronchi. Il tronco anteriore comprende la presa d'aria frontale di forma circolare; il secondo stadio è costituito dal vano che deve ospitare il motore a combustione interna e i compressori; il terzo tronco ospita la cabina di pilotaggio costituita da due posti disposti a tandem; l'ultimo tronco contiene all'interno il complesso di surriscaldamento e i bruciatori, terminando in coda con un ugello dotato di una spina per la modulazione dello scarico. La fusoliera è sorretta anteriormente da un telaietto in tubi dotato di due ruote, mentre posteriormente poggia su un cavalletto in metallo.

Funzione

Creare il primo motore a reazione ad uso aeronautico.

Modalità d'uso

In un motore a reazione (o motori a getto) la spinta propulsiva viene ottenuta grazie all'eiezione ad alta velocita' della massa dei gas di scarico, ma anche dalla espansione dell'aria scaldata e che viene espulsa a una velocità maggiore rispetto all'entrata. Nel Campini Caproni il flusso d'aria viene incanalato nella carliga. Il motore a scoppio, posto poco dopo la presa d'aria principale, aziona un compressore ingrado di accelerare l'aria incanalata, spingendola verso dei bruciatori a Kerosene. Questa combustione provoca una rapida espansione del gas che fuoriesce dalla parte terminale della carlinga a grande velocità.

Notizie storico-critiche

La fusoliera conservata presso il Museo della Scienza e della Tecnologia "Leonardo da Vinci" venne utilizzata nel 1936 presso le officine Caproni di Taliedo per una serie di prove statiche preliminari sul funzionamento del motore a reazione progettato dall'ing. Secondo Campini. Ottenuta la propulsione necessaria al volo, vennero successivamente costruiti due prototipi di velivoli denominati CC-2, giunti al volo nel 1940 e 1941. Il progetto dell'ingegner Campini prevedeva un sistema propulsivo costituito da un motoreattore, nel quale un motore alternativo Isotta Fraschini Asso L 121 R.C. 40 azionava un compressore intubato a tre stadi; l'aria, compressa e preriscaldata, veniva fatta confluire verso il complesso di surriscaldamento, composto da tre bruciatori ad anelli concentrici con spruzzatori di carburante. Nonostante all'epoca del volo del 1941, durante il quale si superò la velocità di 210 km/h, l'aereo Campini Caproni venisse considerato il primo velivolo con motore a reazione, già nel 1939 il gruppo tedesco Heinkel era riuscito segretamente a far volare un aereo con propulsore a getto, dotato di compressore centrifugo. La soluzione tedesca, più pratica ed efficace, si affermò aprendo la strada allo sviluppo dei turboreattori mentre il motoreattore italiano acquisì un valore puramente storico.

Riferimenti Bibliografici:

  • Filippi F. ''Dall'elica al getto / Breve storia dei propulsori aeronautici'' 1983 Torino
  • Ludovico D. ''L'aeroplano cosa è / Soluzione ed evoluzione del problema del volo'' 1951 Roma
argomento categoria:Industria aeronautica lunghezza:1

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