Deltaplano ad ala rigida - Stratos

Categoria principale Industria Manifattura e Artigianato
CostruttoreIcaro 2000
Periodo sec. XIX
Anno2004
Numero inventario9661
Collocazionelivello +1, sezione aeronautica, area aeroplani
Larghezza13,25 cm
Lunghezza3,1 cm
Peso34 kg
Materialicarbonio, ergal, fibra di poliestere
AcquisizioneIcaro 2000

Descrizione

Deltaplano ad ali rigide in fibra di poliestere di colore bianco con fascia di colore nero. Il telaio Ŕ costituito da un trapezio in tubi in carbonio, sorretto da tiranti collegati alla vela; il deltaplano presenta inoltre un piano di coda a V fissato sulla trave posteriore. Un navigatore GPS Ŕ sistemato sulla barra orizzontale del telaio.

Notizie storico-critiche

Con quest'ala Angelo D'Arrigo sorvola per la prima volta l'Everest (8848m), il 24 maggio 2004. Il volo inizia da Syangboche (Nepal), alle ore 5.30 del mattino. Le condizioni meteo sono buone, a parte il ventoche continua a soffiare in vetta, per provare a conquistare in deltaplano la vetta pi¨ alta del mondo. Angelo D'Arrigo parte con il suo deltaplano ad ala rigida, trainato da un ultraleggero dotato di motore Rotax 914, condotto da Richard Meredith, amico e compagno di avventura di Angelo in precedenti imprese. Dopo il decollo i due puntano subito verso l'Ama Dablam (6856m), superano il monte NuptesŔ (7864m) risalendone in volo la parete nord e si dirigono verso il Lhotse (8516m). Qui le turbolenze diventano ingestibili a causa del Jet Strem (vento ad alta quota che spazza la vetta dell'Everest). A soli 500m dalla vetta un gigantesco gorgo d'aria spezza la cima che unisce i due compagni di viaggio e l'ultraleggero viene scaraventato verso il basso. Dopo essersi liberato dal residuo del cavo di traino, con volo planato Angelo riesce a doppiare la cima dell'Everest (8848m), andata e ritorno. Subito incomincia la discesa. Un addensamento nuvoloso chiude la strada del ritorno, l'ossigeno nelle bombole scarseggia. Il posto migliore per atterrare Ŕ sul versante ovest del Khumbu (5050m) dove il CNR italiano ha costruito la Piramide, un centro di studi e ricerche ad elevata altitudine. La rarefazione dell'aria fa scendere il deltaplano a quasi 100 km/h, l'atterraggio Ŕ violento ma tutto va per il meglio e nÚ Angelo nÚ l'ala riportano danni. Angelo raggiunge la quota di 8990m, la temperatura minima che deve sopportare Ŕ di 53░C sotto zero. Vola ad una velocitÓ tra i 100 e i 205km/h. Alle 8.30 del 24 maggio 2004 Angelo D'arrigo Ŕ il primo uomo ad aver sorvolato l'Everest con un deltaplano. La trasvolata dura in tutto 4 ore e mezzo ma ha richiesto ben due anni di studi e preparazione. Oltre allo studio della rotta, della conformazione topografica della zona da sorvolare, delle condizioni climatiche Ŕ stata necessaria una preparazione fisica e psicologica di altissimo livello. Angelo si Ŕ sottoposto a test molto severi, collaborando con gli uomini del centro di medicina aeronautica e spaziale di Pratica di Mare (Roma). Qui Ŕ stata simulata, in camera ipobarica, la quota di 14.000 metri, altitudine ben superiore a quella necessaria ad Angelo per la sua impresa. Anche la sua attrezzatura viene controllata con le pi¨ sofisticate tecnologie. Nella Galleria del vento Fiat di Orbassano Ŕ stat studiata la posizione ottimale da tenere rispetto all'ala e al casco, sottoponedo pilota e attrezzature a temperature di 42░ sotto zero e velocitÓ del vento superiore ai 100 km/h. L'ala Stratos deriva dall'ala Atos, progettata dell'ingegnere tedesco Felix R¨hle e realizzata nel 1997. L'ala Atos vince i campionati del mondo del1998 a Monte Cucco (PG) pilotata dal tedesco Christof Kratzner e del 2001 in Spagna pilotata dall'italiano Alex Ploner. Un ala Stratos, analoga a quella usa da D'Arrigo, vincerÓ i campionati del mondo del 2002 a Washington USA e del 2004 in Austria. Questo deltaplano Ŕ dotato di una piattaforma unica in grado di fornire velocitÓ verticale, velocitÓ all'aria, quota-pressione, temperatura e tutte le informazioni di posizione e navigazione offerte dal GPS. Il piano di coda fisso, ha lo scopo di stabilizzare l'ala sull'asse di beccheggio

Riferimenti Bibliografici:

  • Riolfo G. ''Volare'' 2004
argomento categoria:Trasporti via aria lunghezza:1

Immagini

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